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Il predominio navale degli Stati Uniti, basato sulle portaerei, potrebbe ben presto essere messo in discussione da tattiche sempre più letali e precise. È questa la conclusione del Center for a New American Security, think-tank degli Stati Uniti che ha analizzato il ruolo dei vettori della Marina Usa a fronte dei nuovi contesti globali.“Le nostre portaerei sono immensamente potenti, rappresentano gli Usa nel globo. Il problema è che la US Navy, si trova ad affrontare molteplici sfide, in aree che potrebbero limitare la proiezione a distanza dei vettori”.La più moderna portaerei americana, la George HW Bush, è entrata in servizio nove anni fa. La Nimitz, invece, ha preso il mare nel 1975. Gli Stati Uniti stanno attualmente costruendo altri due vettori: la Gerald R. Ford dovrebbe essere completata entro l’anno, mentre la John F. Kennedy nel 2020. Nel 2025, gli Usa ultimeranno anche un terzo vettore chiamato (così come tradizione) Enterprise.“Il pericolo è immediato. I missili cinesi come il DF-21D ed il DF-26 sono stati specificatamente progettati in ruolo carrier-killer e potrebbero raggiungere anche Guam, a 2.000 miglia di distanza dalla costa cinese. I nuovi sistemi d’arma sono stati progettati per limitare la proiezione a distanza dei vettori Usa ed impedire i movimenti delle portaerei. Un attacco portato a sciame contro un vettore, nonostante la difesa stratificata, sarebbe impossibile da neutralizzare”.Russia, Cina ed Iran, sono menzionati nella relazione come i paesi che hanno sviluppato i sistemi carrier-killer più efficaci. La soluzione prospettata dal Center for a New American Security è quella di concentrarsi sullo sviluppo della tecnologia “railgun”, in grado di sparare proiettili, a distanza di sicurezza, a sette volte la velocità del suono.Lo studio del think-tank americano paventa la fine dell’influenza americana nell’area del Mar Cinese Meridionale.“Gli Usa non potranno fare altro che riconoscere le rivendicazioni territoriali di Pechino o ricorrere alla forza. I cinesi, però, ritengono che gli Usa non si faranno trascinare in una guerra”. Washington dovrebbe anticipare le mosse cinesi – spiega Andrea Cucco, direttore del giornale specializzato DifesaOnline – provando a scardinare il loro ciclo decisionale implementando sistemi non offensivi.Da rilevare – continua Cucco – che i cinesi continuano a produrre mostruose navi, strategicamente schierate con la Guardia Costiera. Questo non deve trarre in inganno. Le “bestie bianche” cinesi – spiega il direttore di DifesaOnline – rientrano in un evidente piano di comunicazione strategica. Pechino identifica le navi come “forze dell’ordine non aggressive”, ma rientrano in una precisa tecnica di intimidazione.La Cina continua a dispiegare nel Mar Cinese Meridionale, quelle che gli americani chiamano “Monster ship”. Ufficialmente sono nave della Guardia Costiera. In realtà sono vettori corazzati con un dislocamento di 12 mila tonnellate, in grado di raggiungere i 25 nodi ed armati con un sistema principale a fuoco rapido da 76 millimetri e due torrette secondarie (probabilmente cannoncini antiaerei da 30mm). La capofila della classe, la 2901, è entrata in servizio lo scorso anno nel Mar Cinese orientale, dove la Cina è coinvolta in una disputa territoriale con il Giappone che risale al 2008. La nuova piattaforma 3901, dovrebbe rientrare nella categoria delle unità guardacoste, ma definirla tale sarebbe un’assurdità considerando le dimensioni. Per fare un esempio: le cacciatorpediniere missilistiche classe Arleigh Burke della Marina Militare USA hanno in genere un dislocamento di “appena” 9.700 tonnellate. Le navi cinesi sono il 50% più grandi degli incrociatori lanciamissili classe Ticonderoga. L’entrata in servizio della seconda unità (la produzione in serie è di fatto avviata per una classe formata da sei-otto battelli ed un dislocamento che potrebbe arrivare a 15mila tonnellate) comporterà la revisione della strategia USA per scongiurare una possibile escalation nel Mar Cinese Meridionale, una delle più trafficate rotte marittime del mondo. La 3901 della China Coast Guard è stata progettata per trasportare due elicotteri pesanti multiruolo Z-8. Il disegno sembra essere un’evoluzione delle corvette a bassa osservabilità classe “Jiangdao”.Le nuove navi di Pechino sono le piattaforme più imponenti mai entrate in servizio attivo con una Guardia Costiera. I cinesi hanno spodestato anche la classe giapponese Shikishima, fino pochi mesi fa la più grande nel mondo. Proprio l’esistenza dei vettori classe Shikishima (che pattugliano le acque che circondano le isole Senkaku), potrebbe aver spinto la Cina a realizzare questi giganteschi vettori.Conclude Cucco: “Le navi cinesi sono state progettate per imporre dei blocchi, per una strategia che si basa esclusivamente sulla stazza. Lo speronamento esiste fin da quando l’uomo ha iniziato a costruire navi ed è una prassi utilizzata anche in epoca moderna. Durante la guerra fredda, le navi russe ed americane si sono “affrontate” diverse volte (riportando anche gravi danni) per rivendicazioni territoriali o in nome del diritto di operare in acque internazionali. E ‘chiaro che la Cina intende utilizzare la sua flotta bianca per limitare la futura libertà di navigazione degli Usa nelle acque rivendicate. L’aspetto del superiore tonnellaggio delle navi cinesi va anche letto con la possibilità di poter upgradare in breve l’armamento di bordo. Anticipare le prossima mossa cinese, potrebbe fornire un’opzione non offensiva: ciò contribuirebbe a garantire la leadership degli Stati Uniti nella regione ed eviterebbe una guerra”.

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