Come può la riapparizione di Kim Jong Un presso una fabbrica di fertilizzanti simboleggiare i suoi più ampi orizzonti nucleari? Dopo settimane di speculazioni sulla sua salute, il leader nordcoreano ha visitato la fabbrica di fertilizzanti Sunchon Phosphatic a Pyongyang, come riporta da Bloomberg. La sua visita ha celebrato l’apertura dell’impianto, ma gli esperti credono abbia scelto questa particolare occasione per inviare un messaggio sul suo programma nucleare di stato.

Kim è tornato

Gli esperti sono rimasti a bocca aperta quando Kim si è sottratto agli occhi del pubblico in occasione della celebrazione del Giorno del Sole, nonché compleanno di suo nonno Kim Il-Sung, fondatore della Corea del Nord. Subito dopo hanno iniziato a circolare voci che l’attuale leader nordcoreano fosse stato sottoposto ad un intervento al cuore, che i dottori fossero arrivati dalla Cina e che qualcosa fosse andato storto durante l’operazione.

In ogni caso, Kim è vivo e vegeto, ma la ragione per cui abbia deciso di allontanarsi dalla scena pubblica rimane nota solamente a lui. Ora che tutti sanno come stia e dove si trovi, la Corea del Nord può tornare a concentrarsi sul proprio arsenale nucleare, vale a dire il plausibile motivo per cui Kim ha visitato una fabbrica di fertilizzanti lo scorso venerdì.

Fertilizzanti e… missili?

Secondo gli esperti, la fabbrica in questione avrebbe un duplice scopo: produrre fertilizzante e anche armamenti nucleari per lo stato.

“La Repubblica Popolare Democratica di Corea non ha bisogno di fertilizzante ma, durante quello stesso processo, le istruzioni per estrarre uranio sono a portata di mano”, scrive in un report di aprile Margaret Croy, ricercatrice associata presso l’Istituto di Studi Internazionali Middlebury di Monterey.

Il paese di Kim ha un alto tasso di povertà, perciò investire nella produzione agricola è un ovvio desiderio. Se Pyongyang utilizza la fabbrica in questione per creare anche quel concentrato di uranio noto come “yellowcake”, allora può continuare a tenere nascosto il suo impianto nucleare con il pretesto della produzione agricola. Tuttavia, anche se la fabbrica venisse utilizzata per scopi nefasti, l’uranio yellowcake rappresenterebbe un passo indietro rispetto al tipico materiale già prodotto dalla Corea del Nord in precedenza.

“In teoria, la fabbrica di fertilizzanti può essere utilizzata per produrre yellowcake, ma perché la Corea del Nord dovrebbe farlo, quando può già produrre qualcosa di più avanzato?” domanda Cho Han-bum, ricercatore dell’Istituto Coreano per l’Unificazione Nazionale.

Il taglio del nastro di Kim presso la fabbrica di fertilizzanti è stato il suo secondo viaggio dell’anno, riporta Bloomberg. A partire dal 2017, lo stabilimento è stato periodicamente ispezionato da altri due ufficiali del regime. L’Agenzia Centrale di Stampa Coreana (KCNA), proprietà dello stato, ha riportato che Kim avrebbe elogiato “l’autonomia” della propria nazione, commentando che suo padre e suo nonno sarebbero “molto compiaciuti”.

Tensioni con la Corea del Sud

La scorsa domenica è scoppiata una sparatoria all’interno della Zona Demilitarizzata (DMZ). Seoul ha riportato di aver subito un attacco proveniente da nord che ha colpito un posto di guardia a Cheorwon, in Corea del Sud, che avrebbe a sua volta risposto al fuoco senza provocare feriti, riferisce la BBC.

Questo episodio rappresenta la prima volta dal 2017 in cui vi sono spari attraverso il confine. L’episodio precedente era avvenuto quando le truppe di Pyongyang fecero fuoco su un disertore nordcoreano mentre oltrepassava il confine. Gli ufficiali militari sudcoreani hanno commentato che vi è una “scarsa possibilità” che l’episodio recente sia stato intenzionale, ma finora non c’è stata alcuna dichiarazione ufficiale da parte di Pyongyang.

Ambizioni Nucleari

In base agli standard della Corea del Nord, Kim è un leader giovane. Suo padre salì al potere all’età di 53 anni e governò per i successivi 17. Prima di lui, il nonno di Kim fondò la nazione all’età di 36 e rimase in carica fino alla propria morte, 46 anni più tardi. Kim ha preso in mano le redini tra i 27 e i 29 (vi sono registri anagrafici contrastanti circa la sua età) ed è al potere solamente da 8 anni.

Mentre i suoi predecessori sono noti soprattutto per avere isolato Pyongyang dal resto del mondo, Kim ha portato avanti una duplice strategia, riaprendo le relazioni con l’estero e al tempo stesso sviluppando un arsenale nucleare di deterrenza. Per quanto queste due tattiche possano apparire conflittuali, in realtà la potenza nucleare è stata spesso utilizzata per legittimare uno stato. Negli ultimi anni la Corea del Nord ha già infatti sfruttato più volte la minaccia di ambizioni nucleari per farsi strada fino al tavolo delle trattative.

Nel 1994 il padre di Kim firmò l’accordo “Agreed Framework” con l’ex presidente statunitense Bill Clinton. Il trattato era una specie di eredità lasciatagli da Kim Il-Sung, il quale era già mancato nel corso dello stesso anno. La Corea del Nord decise infine di perseguire ugualmente lo sviluppo di armamenti nucleari; l’ex presidente americano George W. Bush non aspettava altro e decise di catalogare la Corea del Nord all’interno del cosiddetto “Asse del Male”. L’intero accordo ebbe quindi una durata totale di sette anni.

Kim vuole spingere nel settore nucleare per compiere il destino dei suoi predecessori. Anche se allora ne fece un uso primitivo, suo padre sperimentò le prime armi nucleari di Pyongyang, portando il paese ad un livello superiore in termini di potenza globale.

Cambio di Potere

Da quando Kim è salito al potere nel 2011, nell’ordine internazionale ha regnato il caos, proprio come quando ai tempi di Kim Il-Sung collassò l’Unione Sovietica. A quel punto Pyongyang si accorse di non poter più dipendere dal sostegno di forze esterne ed iniziò ad avvicinarsi seriamente al nucleare.

Considerato che non si tende più a vedere gli Stati Uniti come indiscusso leader globale e prima superpotenza al mondo, il presidente Donald Trump si è dato un gran da fare nel tentativo di mantenere quel predominio. Di conseguenza, questi oscillanti equilibri di potere a livello mondiale potrebbero avere spinto Kim a dedicare nuovamente la sua nazione ad essere all’altezza delle proprie ambizioni nucleari.

Allo stesso tempo, Kim si è messo in contatto con Trump, confrontandosi con lui in varie occasioni e addirittura incontrandolo di persona. Kim si è anche spinto al di fuori della Corea del Nord, cosa che i leader nordcoreani non fanno proprio molto spesso. In meno di un anno, è partito per nove spedizioni in paesi stranieri e avrebbe addirittura affrontato la stampa occidentale, riporta il National Post.

Prendere la Corea del Nord sul serio

Per concludere, la dinastia Kim si contraddistingue per aver creato uno stato nucleare all’interno della penisola coreana e, vista la situazione attuale, gli Stati Uniti (insieme al resto del mondo) devono affrontare la questione seriamente. A marzo sono ripresi i test missilistici, lanciando con successo ben quattro missili.

“La Corea del Nord continua il proprio sviluppo illecito di armamenti nucleari e missilistici, violando direttamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, recita un report del Dipartimento di Difesa statunitense datato 7 aprile. “Ha effettuato test nucleari sempre più sofisticati e prove aeree di missili balistici intercontinentali (ICBM) che costituiscono una minaccia per gli Stati Uniti e per i nostri alleati”.

Nel frattempo, il progresso nucleare di Kim lo ha avvicinato sia alla Cina che alla Russia. Entrambi gli stati prendono a turno posizioni meno severe quando si parla di sanzioni, nel tentativo che queste vengano alleggerite. E all’improvviso la Corea del Nord intrattiene relazioni che rasentano lo status di alleato.

La dinastia Kim verrà consolidata grazie a Kim Jong Un e ai suoi sforzi per realizzare i sogni nucleari della Corea del Nord. Kim ha dimostrato di volere trattative pacifiche; tuttavia, per ottenerle potrebbe sfruttare la propria potenza come fosse un’enorme pedina di scambio.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME