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Un sistema di navigazione di origine russa chiamato Navi-Sailor 4100 è stato installato su almeno cento unità navali tedesche compresi almeno due sottomarini tipo U-212. A riferirlo è stato il quotidiano Bild am Sonntag, citato anche da Deutsche Welle (Dw).

Bild riferisce che nel 2005, ai tempi del cancelliere Gerhard Schröder, circa un centinaio di unità navali, sono state equipaggiati con i nuovi sistemi di navigazione di una società russa, la Transas, un’impresa che lavora nel campo delle tecnologie e ha commesse con la difesa fondata a San Pietroburgo nel 1990. Sebbene sia stata acquistata nel 2018 dalla società finlandese Wartsila, la divisione difesa è rimasta in mani russe.

Il rapporto Bild afferma anche che la crittografia dei dati del sistema non è conforme agli standard di sicurezza militare, in un apparente riferimento alla Nato.

Un software russo destinato anche ad uso civile

Si legge anche che “durante un attacco informatico, nel peggiore dei casi, i dati di navigazione potrebbero essere violati e la nave potrebbe perdere completamente l’operatività”, secondo una fonte ufficiale anonima. Il Navi-Sailor 4100 risulta essere installato normalmente su navi di uso civile, ma la Germania lo ha scelto per le sue unità militari compresi almeno due sottomarini della classe U-212, l’U35 e l’U36, lanciati rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Bild ha riferito che la sua interrogazione al Ministero della Difesa tedesco sulla vulnerabilità del sistema Transas ai possibili tentativi di hackeraggio ha avuto come risposta che “il governo sta compiendo grandi sforzi per garantire la sicurezza informatica, tecnologica e crittografica nelle sue aree operative”.

Il sito web di Wartsila afferma che la filiale Transas fornisce il 35% dei sistemi utilizzanti le carte elettroniche per la navigazione e il 45% delle apparecchiature di simulazione, tipicamente utilizzate per l’addestramento.

“Le apparecchiature e i servizi dati marini a bordo sono utilizzati su più di 13.000 navi commerciali e motovedette delle flotte navali e della Guardia Costiera di oltre 100 nazioni”, secondo Wartsila.

Quanto scoperto da Bild ha suscitato un piccolo terremoto politico in Germania, coi Verdi che chiedono spiegazioni al governo sollevando l’allarme per la sicurezza della Deutsche Marine e domandando perché non si sia scelto un sistema di navigazione prodotto da un Paese della Nato.

Possibile lo spoofing

Il pericolo non è così remoto. All’interno del software potrebbe essere celata una backdoor che permetterebbe ad un utente esterno, in questo caso la Russia, di inserirsi nel sistema e di prenderne il controllo disattivandolo o, peggio, fornendo dati sbagliati: quest’ultima attività si chiama spoofing e consiste nella manipolazione di un segnale, come quello Gps, che può mettere fuori rotta una unità navale o permettere di avere una certa forma di controllo di assetti “automatici” come droni o missili. Classicamente si tratta di creare un segnale alterato, in tutto e per tutto uguale a quello originale, che permette di mettere fuori rotta un qualsiasi assetto che utilizzi la navigazione satellitare, ma in questo caso lo spoofing avverrebbe con un importante ausilio “dall’interno”, ovvero da dentro il software già installato, e quindi le limitazioni di un segnale di disturbo classico verrebbero meno.

Solitamente, infatti, la riuscita o meno di un tentativo di spoofing dipende da due variabili: la potenza del segnale “pirata”, che ne determina l’efficacia (ovvero la possibilità di saturare l’antenna ricevente sostituendosi al segnale corretto) e la portata, ed il livello di sicurezza del bersaglio, che in caso di un assetto militare può anche essere molto elevata affidandosi a segnali Gps criptati in modo differente rispetto a quelli di un comune sistema di navigazione satellitare civile.

Nessun pericolo per gli U-212 italiani

Gli U-212 sono tra i migliori sottomarini non a propulsione nucleare al mondo. Si tratta di unità di dimensioni medio-piccole con compiti hunter/killer (definite Ssk) che però, a differenza di altri sommergibili della stessa categoria, hanno un sistema di propulsione indipendente dall’aria, detto Aip, che permette ai battelli di restare in immersione per lunghi periodi rispetto ai classici dotati di motori diesel-elettrici.

Gli U-212A hanno un’autonomia in immersione che consente loro di operare per almeno due settimane senza venire in superficie a quota snorkel: si tratta di un valore circa 6-7 volte superiore a quello che poteva fare un sottomarino convenzionale senza Aip, e ad oggi sembra che si sia arrivati alle tre settimane. La nostra Marina Militare ne ha in servizio quattro, che prendono il nome di “classe Todaro”: il Todaro, capoclasse, entrato in linea nel 2006, lo Sciré l’anno successivo, il Romeo Romei ed il Pietro Venuti nel 2016.

Fonti di Fincantieri, che costruisce gli U-212 per conto della Marina Militare, ci hanno confermato che il sistema di navigazione di fabbricazione russa incriminato non è presente sulle nostre unità navali.

Presto i quattro classe Todaro verranno affiancati da una nuova versione dell’U-212, la Nfs finanziata a gennaio 2020 e contrattualizzata a febbraio di quest’anno, che vedrà numerosi miglioramenti. I nuovi battelli saranno leggermente più lunghi, questo per fare spazio a nuove celle a combustibile che potrebbero così aumentare la potenza complessiva del sistema di propulsione e quindi offrire spunti di velocità massima più elevati, ma anche per alloggiare un’antenna in più per fornire nuove capacità di guerra elettronica Ecm-Eccm.

Soprattutto avranno un maggiore contenuto industriale italiano. Per esempio i sistemi per la guerra elettronica, comprendente anche la parte Cems, sarà di Elettronica. La propulsione sarà ancora di tipo Aip, basata sempre sulle celle Pem della Siemens, ma con batterie agli ioni-litio di produzione italiana piuttosto che con batterie al piombo-acido.

Ai nuovi battelli U-212 Nfs verrà inoltre applicato allo scafo un nuovo rivestimento in fluoro-polimero che riduce le incrostazioni e la resistenza idrodinamica attraverso regolazioni al design della prua. Grazie alle nuove batterie, alla vernice a base di “metamateriali”, al nuovo disegno della prua ed ai miglioramenti alle celle a combustibile, l’autonomia dei nuovi battelli sarà molto incrementata.