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Guerra

Qual è il vero significato dei video di Zelensky

All’inizio del conflitto Volodymyr Zelensky si era nascosto da qualche parte. Sempre a Kiev, ma non nel suo ufficio e forse nemmeno in superficie. Lo si notava in primo luogo dai suoi video. Maglietta verde, barba incolta, sguardo preoccupato e...

All’inizio del conflitto Volodymyr Zelensky si era nascosto da qualche parte. Sempre a Kiev, ma non nel suo ufficio e forse nemmeno in superficie. Lo si notava in primo luogo dai suoi video. Maglietta verde, barba incolta, sguardo preoccupato e soprattutto pareti spoglie e senza cimeli alle sue spalle. Il presidente ucraino cioè non parlava, subito dopo l’attacco russo, dal palazzo presidenziale.

Anche il presidente del consiglio Mario Draghi, durante un’informativa sul conflitto resa in parlamento, ha parlato di Zelensky come di una persona “nascosta” a Kiev. Il video lanciato sul suo canale Telegram lunedì sera sembra aver capovolto lo scenario. Il presidente ucraino ha parlato dal suo ufficio. Si troverebbe dunque al suo posto, all’interno della capitale ucraina. Un dettaglio non da poco in una guerra mediatica che, al momento, sta avendo pari importanza di quella combattuta sul campo.

“Ogni giorno per ora è lunedì”

I primi secondi del video di lunedì sono stati girati da un comune smartphone. É quello dello stesso Zelensky: “Questa è Kiev di notte – dichiara il presidente ucraino mentre dalla finestra riprende uno scorcio della capitale ucraina illuminata e deserta per via del coprifuoco – questo è il nostro ufficio di lunedì sera”. Poi la videocamera viene girata e spunta Zelensky in primo piano mentre percorre i corridoi che portano all’interno dello studio presidenziale. Pochi secondi ma significativi. Il capo dello Stato è nelle sue stanze e sta lavorando da lì. Non solo non è andato via da Kiev, come dichiarato da alcune fonti da Mosca nei giorni scorsi, ma è uscito dal bunker o da improvvisati uffici nascosti nella capitale per prendere posto dietro la sua scrivania. Significative anche le poche frasi, pronunciate con la cadenza di chi sta parlando a braccio e si sta rivolgendo a chi lo segue in modo confidenziale: “Oggi è lunedì e di solito il lunedì è un giorno difficile – ha dichiarato Zelensky – ma siamo in guerra e per adesso ogni giorno è lunedì”.


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Una frase che non ha nascosto le difficoltà. Anche se in ufficio, il presidente ucraino non ha voluto mostrare una “normalità” nella sua quotidianità. Al contrario ha voluto far vedere che la guerra sta condizionando e non poco anche la sua vita. Al pari di come sta avvenendo a gran parte dei suoi concittadini. Il richiamo al lunedì è il richiamo alle difficoltà e all’angoscia di tutti gli ucraini, con i quali si immedesima. É questa la peculiarità della comunicazione di guerra di Zelensky. Mostrarsi a lavoro, mostrarsi normalmente turbato dal conflitto, ma anche ben saldo sulla sua poltrona. Una differenza non da poco con la comunicazione del presidente russo Vladimir Putin. Quest’ultimo, da quando è iniziato il conflitto, si è fatto sempre vedere in momenti istituzionali. Conferenze, riunioni, incontri, il capo del Cremlino ha dato un’impronta mediatica molto “ufficiale” alla sua gestione del conflitto. Un capo ben al timone del Paese e in grado di dettare qualsiasi decisione in qualsiasi momento. Zelensky invece, con la barba incolta e con video girati con uno smartphone direttamente dal suo ufficio, appare una persona provata, normalmente provata come tutti gli altri ucraini. E, paradossalmente, in questo momento è proprio questa la sua forza.

I quartieri governativi di Kiev

Mostrarsi ancora nel suo ufficio ha un altro significato importante per Zelensky. Nella capitale ucraina c’è un concetto anche spaziale di potere. Il cuore del potere cioè è concentrato in uno spazio fisico ben determinato. In Italia, ad esempio, non c’è un vero e proprio quartiere governativo. Solo Palazzo Chigi a Palazzo Montecitorio, sede di presidenza del consiglio e Camera dei Deputati, sono attigui. Ma sono distanti, seppur di poco, da un altro centro di potere rappresentato dal “colle”, ossia dalla sede del Quirinale e quindi della presidenza della Repubblica. E inoltre i vari ministeri sono sparsi per Roma. A Kiev invece è tutto concentrato nel giro di pochi isolati. Avere ancora possibilità di muoversi all’interno del quartiere del governo vuol dire avere ancora in mano il potere in Ucraina. L’ufficio da cui Zelensky ha girato il video si trova in viale Bankova, alle spalle di Piazza Indipendenza, quella indicata con il nome di Maidan e luogo delle manifestazioni del 2004 e del 2014. A Bankova c’è per l’appunto la sede operativa della presidenza. In fondo al viale invece si trova la sede della Banca Centrale.

Qui Viale Bankova si incrocia con Viale Instytutska, dove sono situati diversi ministeri. In una traversa di questa lunga arteria poi si trova il palazzo del governo. Un grande edificio bianco dove risiede il primo ministro e dove hanno sede gli uffici del gabinetto di governo e di altri ministeri. Il suo ingresso principale si affaccia sul grande parco posto sulla riva occidentale del Dnepr, lì dove si trova Palazzo Mariinskij, gioiello barocco che è sede rappresentativa della presidenza, e il Palazzo del Parlamento. Chi ha il controllo di questa zona, ha il controllo dell’Ucraina. Fin quando Zelensky si farà vedere tranquillamente a passeggio da queste parti, dimostrerà di avere ancora nelle sue mani l’intera catena di comando del Paese. I russi da qui sono distanti ormai appena 20 km. Probabilmente sarà proprio il quartiere governativo il perno del futuro assalto, fisico e simbolico, al potere di Kiev.





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