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Come ha spiegato nelle ultime ore il ministro della difesa russo Sergej Lavrov, Mosca ha dato il via alla “seconda fase dell’operazione speciale in Ucraina”. Sul piano militare questo significa che la Russia sta apportando le ultime modifiche necessarie per adattarsi al nuovo scenario. Il Cremlino ha messo nel mirino il Donbass ed è qui che sta andando in scena l’avanzata degli uomini di Vladimir Putin.

Certo, qualcosa si muove anche sul fronte meridionale, lungo la fascia costiera, dove Mariupol continua ad essere assediata, ma la pressione più grande sembra essere dirottata sul quadrante orientale dell’Ucraina.

Nuova fase e nuovi scenari fanno rima anche con nuova strategia militare. Che cosa dobbiamo aspettarci dalle forze di Mosca da qui alle prossime ore? La sensazione è che tutto possa ruotare attorno all’artiglieria, elemento chiave per stroncare le sacche di resistenza ucraina sparse nella zona.

Ma l’artiglieria è al centro anche dei nuovi aiuti militari che il blocco occidentale ha inviato a Kiev, e dunque anche l’esercito di Volodymyr Zelensky calibrerà gran parte delle sue mosse attorno a queste armi da fuoco.



L’importanza dell’artiglieria

Dicevamo dell’esercito ucraino. Secondo quanto riportato da Al Jaazera, un alto funzionario della difesa statunitense ha fatto sapere che nei prossimi giorni gli Stati Uniti hanno in programma di iniziare l’addestramento degli ucraini su come far funzionare i sistemi di artiglieria obice in dirittura d’arrivo.

Ricordiamo che i cannoni obice da 155 mm fanno parte di un ulteriore pacchetto di armi da 800 milioni di dollari destinato all’Ucraina e annunciato dal presidente Joe Biden. Comprende, tra le altre cose, anche altri sistemi di artiglieria, colpi di artiglieria, mezzi corazzati per il trasporto di personale ed elicotteri.

Sul fronte russo l’attenzione nei confronti dell’artiglieria è ancora più marcata. Come ha sottolineato Il Corriere della Sera, le forze del Cremlino si affideranno a missili terra-aria, semoventi e cannoni a lunga gittata. Saranno queste, dunque, le armi che la Russia scalderà nel tentativo di fiaccare la resistenza nemica, per poi decapitare i rivali in una seconda fase.

La tattica di Mosca

È proprio grazie al contributo offerto dall’artiglieria che la Russia potrà riproporre una delle sue tattiche preferite: il bombardamento massiccio da perpetuare mediante cannoni a lunga gittata, lanciarazzi e altri strumenti affluiti in massa nei pressi del quadrante orientale.

A proposito dei lanciarazzi, questi tireranno i cosiddetti Grad, noti anche come BM-21 e dotati di un raggio d’azione compreso tra i 30 e i 50 chilometri; il loro obiettivo consisterà nel far piovere ingenti quantità di proiettili sulle posizioni dei difensori ucraini. Allo stesso tempo l’aviazione contribuirà ai bombardamenti incrementando i danni.

In generale, spiegano gli esperti, l’artiglieria viene spesso impiegata per seminare il caos e incutere paura tra gli avversari. Nel nostro caso, l’esercito russo attingerà alle sue munizioni per creare sacche nel Donbass all’interno delle quali concentrare la massima pressione; soltanto in un secondo momento, entreranno in gioco le unità meccanizzate.

Nel frattempo il Canada invierà all’Ucraina “artiglieria pesante“. Lo ha annunciato il primo ministro Justin Trudeau in conferenza stampa. “La richiesta recente (da parte dell’Ucraina) è di aiutarli con l’artiglieria pesante, perchè tale è la fase in corso della guerra, e il Canada invierà artiglieria pesante in Ucraina, con maggiori dettagli nei prossimi giorni”, ha detto il premier ai giornalisti. Insomma, da qualunque prospettiva si analizzi questa nuova fase di guerra, l’artiglieria è sempre al centro delle discussioni.

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