Il ruggito del coniglio: la Lituania porta le spese per la difesa al 6% del Pil

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La Lituania, quel piccolo ma agguerrito baluardo ai confini orientali della NATO, ha deciso di fare sul serio. Il presidente Gitanas Nausėda ha annunciato trionfante che dal 2026 il Paese aumenterà la spesa per la difesa fino al 5-6% del PIL. Insomma, un bel salto dal consueto 2% che, finora, sembrava già un sacrificio per molti Stati membri. La motivazione? La minaccia russa, ovviamente. Non imminente, ci tiene a precisare il presidente, ma pur sempre reale. Un po’ come prepararsi a un temporale che potrebbe non arrivare mai, ma con la differenza che al posto dell’ombrello si comprano missili, carri armati e droni, rigorosamente di ultima generazione.

Ironia della sorte, la Lituania si prepara a diventare uno dei Paesi con la spesa militare più alta in proporzione al PIL, superando persino gli Stati Uniti e avvicinandosi al livello di nazioni in pieno stato di guerra. Per un Paese con meno di tre milioni di abitanti, questa mossa suona un po’ come il vicino che installa un bunker antiatomico nel giardino per paura che il tuo cane salti la recinzione.

Ovviamente, tutto questo ha un costo. Non è chiaro dove il Governo troverà i fondi per sostenere questo sforzo titanico. A meno che, ovviamente, non decidano di tagliare un po’ sulla sanità, sull’istruzione o magari sulla cultura. Ma chi ha bisogno di ospedali efficienti o scuole ben finanziate, quando puoi avere un esercito da far invidia a Hollywood? Nausėda, nel suo fervore militarista, sembra ignorare un dettaglio fondamentale: il miglior deterrente contro un’aggressione russa non sono i fucili, ma la diplomazia e una rete economica forte e integrata. Ma no, meglio puntare su un arsenale che farebbe impallidire anche certi film d’azione.

La Lituania si presenta quindi come il Davide che vuole affrontare Golia con una fionda d’oro tempestata di diamanti. Peccato che, nella realtà, i soldi per la fionda potrebbero mancare. Ma non preoccupatevi, perché, alla fine, l’importante è partecipare… o almeno far vedere che si è pronti a tutto, anche a spendere l’impossibile.