Per comprendere meglio cosa sta accadendo tra Afghanistan e Pakistan, occorre partire da un presupposto: né da una parte e né dall’altra del confine tra i due Paesi le rispettive popolazioni hanno mai del tutto riconosciuto la validità delle frontiere. La Linea Durand, questo il nome dato storicamente al tracciato che divide il cosiddetto “Af-Pak“, viene vista come un’eredità coloniale britannica. La denominazione del resto parla chiaro: Durand era il segretario agli Esteri dell’amministrazione di Londra sulle Indie che, nel 1893, trovò un accordo con l’emiro afghano Abdur Rahman Khan per stabilire le frontiere.
A ritenere non valida questa linea è soprattutto la popolazione di origine pasthun, maggioritaria in Afghanistan e nelle cosiddette “aree tribali” del Pakistan. Per i pasthun, la frontiera trancia di netto il territorio in cui risiedono da secoli e su cui un giorno vorrebbero impiantare uno Stato interamente dedicato a loro. I pasthun però uno Stato su cui governare ce l’hanno già ed è per l’appunto l’Afghanistan: i talebani sono in gran parte pasthun e l’appoggio popolare accordato agli studenti coranici è legato anche a un certo nazionalismo di chi farebbe volentieri a meno della Linea Durand.
L’inizio degli attuali screzi
Non sorprende quindi che in Pakistan esista un gruppo locale talebano in grado, da diversi anni, di mettere sotto scacco Islamabad. La milizia in questione è nota con la sigla di Ttp, acronimo di Tehrik i Taliban Pakistan. A dicembre, un raid dell’aviazione di Islamabad in territorio afghano ha causato, secondo le autorità stanziate a Kabul, almeno 46 vittime. Non si è trattato del primo episodio del genere: con l’obiettivo di combattere il Ttp, spesso l’aviazione pakistana ha messo anche di recente nel mirino obiettivi situati al di là della frontiera afghana. Ma per i talebani afghani, questa volta sarebbe stato oltrepassato ogni limite. Da qui un’esplicita minaccia da parte del governo talebano contro il Paese vicino.
Un vero e proprio inedito, considerando che negli anni del primo emirato talebano a Kabul (quello retto dal Mullah Omar tra il 1996 e il 2001) proprio il Pakistan ha rappresentato uno dei pochi Stati a riconoscerne le autorità. Le minacce sono state tramutate in fatti nel giro di pochi giorni. A testimoniarlo la presenza di video, apparsi sui canali social sia dei talebani afghani che del Ttp, in cui si mostrano attacchi contro postazioni di frontiera presidiate dai militari pakistani. Sempre sui social, non sono mancate inoltre rivendicazioni di combattimenti all’interno di villaggi situati nella provincia del Khyber-Pakhtunkhwa, a ridosso della Linea Durand. Questo testimonierebbe una parziale difficoltà da parte dell’esercito di Islamabad o, quanto meno, una situazione di forte pressione a cui sarebbero al momento sottoposte le truppe pakistane.
Esiste il pericolo di una vera guerra?
Tuttavia non sono mancati video ritenuti in seguito falsi dai vari servizi di intelligence. C’è forse l’interesse, da parte dei talebani afghani, di mostrare la propria volontà di attuare un attacco su larga scala contro il Pakistan. E, contestualmente, di poter contare dall’altra parte del confine sull’appoggio del Ttp. Un modo per mettere ulteriore pressione su Islamabad e richiamare l’attenzione della comunità internazionale.
Ma un conflitto frontale vero e proprio al momento appare come un’ipotesi piuttosto remota. E questo per almeno due motivi: i talebani afghani hanno non pochi problemi interni a cui dover rivolgere le proprie attenzioni, a partire dalla costante minaccia dell’Isis contro Kabul, e allo stesso tempo non hanno mezzi a sufficienza per avviare un’invasione lungo le aree dove scorre la Linea Durand.
Questo però non vuol dire che le tensioni degli ultimi giorni siano da sottovalutare. Al contrario, testimoniano una situazione potenzialmente molto grave per il Pakistan e per l’intera regione. Se è vero infatti che Islamabad non dovrebbe temere un’invasione su larga scala e avrebbe i mezzi per contrastarla, è altrettanto vero che le istituzioni pakistane al momento devono fronteggiare emergenze su molti fronti. A sud infatti, l’esercito sta subendo gravi perdite a causa della guerriglia avviata dal Bla, il gruppo indipendentista beluci, mentre a livello politico le proteste dei sostenitori dell’ex premier Khan rischiano di minare ulteriormente ogni residuo di stabilità.
In poche parole, la guerra tra Afghanistan e Pakistan potrebbe anche non scoppiare, ma le tensioni lungo la Linea Durand rischierebbero di contribuire in modo sostanziale alla deflagrazione del quadro politico, militare e istituzionale di Islamabad. Il cui governo, occorre ricordarlo, ha in dotazione la bomba atomica.

