La geopolitica della corsa allo spazio
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Nelle ultime ore la questione taiwanese è tornata prepotentemente a farsi spazio nell’agenda internazionale. I riflettori sono puntati su una misteriosa registrazione di 52 minuti, relativa ad un presunto incontro segreto tra l’Esercito popolare di liberazione cinese e i vertici civili della provincia meridionale cinese del Guangdong. Il tema dell’incontro: la spiegazione dei piani per una futura invasione di Taiwan da parte della Cina.

La notizia deve ovviamente essere presa con le molle, visto che si tratta di un audio pubblicato su Twitter e Youtube da un’attivista per i diritti umani, Jennifer Heng, e pubblicata per intero sul canale Youtube LUDE media. Sottolineamo questo aspetto perché in passato abbiamo assistito a numerose e non meglio specificate indiscrezioni, elevate troppo in fretta a certezze assolute da opinionisti e attivisti, e poi riveletesi poi prive di fondamento.

Per quanto riguarda l’audio di Taiwan, la registrazione esporrebbe (il condizionale, dunque, è d’obbligo) le discussioni tra funzionari di alto livello delle forze armate e del Partito comunista cinese.



Registrazione di fuoco

È vero che i contenuti della suddetta registrazione sono stati giudicati autentici da diversi analisti, secondo i quali la circolazione del file potrebbe essere stata agevolata da Taiwan, ma è altrettanto vero che l’intero audio potrebbe essere stato rilanciato, non si sa da chi, per destabilizzare un equilibrio di per sé fragilissimo.

In ogni caso, analisti citati dalla stampa taiwanese ipotizzano che l’audio possa essere trapelato a causa delle lotte di potere in vista del 20esimo congresso del Partito comunista cinese, in programma quest’anno.

Scendendo nel dettaglio, i partecipanti all’incontro segreto includerebbero tra gli altri il maggiore generale Zhou He, comandante della regione militare del Guangdong, e Wang Shouxin, membro del comitato permanente del Comitato provinciale del Guangdong. Nell’audio ufficiali e funzionari discutono l’istituzione di un comando militare-civile per organizzare la transizione della provincia di Guangdong dallo stato ordinario a quello di guerra, e preservare l’ordine civile ed economico nel delta del Fiume delle perle, un’area densamente popolata che include metropoli come Guangzhou e Shenzhen, e che costituisce il cuore dell’industria manifatturiera cinese.

La presunta invasione di Taiwan

Gli ufficiali presenti all’incontro, ha sottolineato l’Ansa, menzionano una serie di aziende private che verrebbero mobilitate per fornire alle forze armate cinesi capacità critiche in vista dell’invasione di Taiwan. La provincia di Guangdong dovrebbe inoltre appoggiare lo sforzo bellico in 20 differenti categorie e fornendo 239 differenti risorse e materiali, per un totale di 140mila uomini, 935 navi di vario tipo e 1.653 sistemi non guidati o a pilotaggio remoto. Altre risorse menzionate nel corso dell’incontro includono 20 porti e aeroporti, sei cantieri navali, 14 “centri di trasferimento di emergenza”, Ospedali, centri di trasfusione e mobilitazione per la difesa, stazioni di rifornimento e risorse come granaglie e carburanti.

L’invasione di Taiwan sarebbe accompagnata dalla mobilitazione di 15.500 militari riservisti e specialisti nel solo Guangdong; lo sforzo logistico affidato alla provincia includerebbe “sette risorse di guerra di livello nazionale”, incluse 64 navi da carico da 10mila tonnellate, 38 aeroplani, 588 vagoni ferroviari e 19 infrastrutture civili”. Quattro aziende – Zhuhai Orbita, Shenzhen Aerospace Dongfanghong Satellite Co., Foshan Deliya and Ji Hua Laboratory – metterebbero a disposizione una costellazione di 16 satelliti per l’osservazione ottica di precisione in orbita terrestre ultra-bassa.

Nel corso della discussione diversi ufficiali e funzionari paiono illustrare diverse versioni di un medesimo scenario di mobilitazione bellica, a indicare una fase di pianificazione pre-bellica. L’analisi dell’audio pare suggerire inoltre la presenza all’incontro dei vertici del Partito comunista di Guangdong, inclusi il segretario di partito, il vicesegretario, il governatore e il vicegovernatore. Non ci sono ancora elementi sufficienti per poter confermare o smentire con certezza la veridicità dell’audio. Eppure, in poche ore, la registrazione ha alimentato mille polemiche.

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