Nonostante i sottomarini nucleari lanciamissili balistici Le Triomphant siano entrati in servizio nel 1997 -l’ultimo è stato consegnato nel 2010-, la Francia ha in programma lo sviluppo di una nuova classe da rendere operativi a metà del decennio 2030-2040. Una necessità dettata dalla possibilità di aggiungere ai futuri sottomarini della Marina francese capacità e caratteristiche nettamente superiori a quelle attuali, soprattutto per quel che riguarda al sistema di propulsione nucleare.

Le caratteristiche

La terza generazione di sottomarini lanciamissili balistici (il nome del programma è Snle-3G) prodotti in Francia avrà dimensioni maggiori rispetto all’attuale. Una decisione che non corrisponde alla volontà della Marina francese di aumentare lo spazio per i missili balistici, perché questa rimarrà invariata rispetto alla classe Le Triomphant potendo trasportare 16 missili M51 entrati in servizio nel 2010. Un missile con caratteristiche comparabili a quelle del Trident II statunitense. Lo spazio aggiuntivo servirà invece per far spazio a un moderno reattore nucleare, che insieme al sistema di propulsione a idrogetto e allo scafo rivestito da materiale radar assorbente, renderà la nuova generazione di sottomarini più grande e silenziosa di quella attuale. Il reattore dovrebbe derivare da quello dei sottomarini da attacco classe Suffren, installato nel corso dei lavori di ammodernamento anche sulla portaerei Charles de Gaulle.

Così come per le unità da attacco il reattore della futura classe di sottomarini lanciamissili balistici alimenterà il sistema di propulsione a idrogetto, vero “asso nella manica” della Marina francese perché nettamente più silenzioso e veloce rispetto alle tradizionali eliche. A questi vantaggi, però, si affianca lo svantaggio relativo alla maggiore complessità costruttiva che rende questi propulsori più soggetti a guasti.

Se le capacità missilistiche e il sistema di propulsione saranno pressoché identiche a quelle delle unità della classe Le Triomphant e il reattore sarà derivato dagli ultimi sottomarini da attacco, i sonar e i sistemi per la guerra elettronica saranno sviluppati da zero. L’obiettivo della Marina francese è di garantire all’equipaggio una visione accurata a distanze sostenute di ciò che circonda i sottomarini nel corso della navigazione in immersione; per far ciò l’idea è di dotarli di un’antenna sonar a prua e di tre radar tra fianchi e poppa. Al tempo stesso i sottomarini dovranno essere capaci di attaccare e di difendersi in autonomia da eventuali attacchi elettromagnetici o cibernetici, così da ridurre al minimo il rischio di essere localizzati sia in navigazione sia in fase di lancio dei missili.

Gli obiettivi della Francia

Certamente le unità che usciranno dal programma Snle-3G avranno molte caratteristiche simili a quelle della classe Columbia e Dreadnought, rispettivamente statunitensi e britannici. In tutti e tre i casi, infatti, la scelta nella fase di progettazione è stata quella di aumentare lo spazio per il reattore. A far la differenza in futuro sarà il sistema propulsivo, affiancato da un apparato sonar e a da strumenti per la guerra elettronica di nuova generazione.

Per la Marina francese è cruciale avere a disposizione nel prossimo futuro capacità tali per continuare a sostenere la politica estera e militare dell’Eliseo, assicurando la deterrenza nucleare in tutto il mondo. Difficilmente la crisi economica dovuta dalla pandemia da Coronavirus andrà a mutare questa necessità per la Francia, che dallo scorso anno ha iniziato un lungo processo di riforma e di modernizzazione delle forze armate. Investimenti necessari per continuare a operare in sicurezza in tutti i domini (terra, aria, mare, spazio e cyber) nei teatri operativi del presente e del futuro.

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