Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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Incrementare la spesa militare in vista di una eventuale guerra contro gli Stati Uniti oppure per semplice deterrenza a fini difensivi? Le mosse strategiche della Cina sono finite sotto la lente d’ingrandimento di Washington, potenza dominante che teme una possibile ascesa non pacifica da parte del rivale asiatico. Gli analisti americani vivono con preoccupazione le profonde trasformazioni del Dragone. Se non altro perché nessuno, tra chi frequenta i corridoi della Casa Bianca (e non solo), si fida dei proclami provenienti da Pechino.

Le autorità cinesi, Xi Jinping in primis, hanno più volte ribadito che la Cina non ha alcuna intenzione di provocare guerre o minacciare le altre nazioni. Allo stesso tempo il Partito Comunista Cinese (Pcc) è stato chiaro: nessuno dovrà permettersi di avanzare provocazioni, più o mene dirette, tanto meno nelle questioni considerate “interne” dalla leadership cinese, tra le quali Taiwan, Hong Kong, lo Xinjiang e il Mar Cinese Meridionale.

Il problema è che permane (e permarrà sempre) uno scollamento di fondo tra la visione del mondo degli Stati Uniti e quella della Cina. Gli occhiali delle due superpotenze sono diversi, e diverse sono anche le stesse lenti. È qui che entra in gioco l’ormai famosa trappola di Tucidide, secondo la quale, quando una potenza emergente minaccia di spodestare quella dominante, il risultato più plausibile è la guerra.

La Cina stringe i muscoli

La Cina, come detto, afferma di non volere la guerra. C’è da crederci, visto che adesso una guerra sino-americana non converrebbe a nessuno: non a Washingon, che dovrebbe investire ingenti risorse in uno sforzo bellico piuttosto pesante, tanto meno a Pechino, ben più desideroso di rafforzare le relazioni commerciali mondiali e crescere ancora.

Eppure, nonostante la posizione del governo cinese, la Cina ha lavorato molto sul proprio apparato militare con l’obiettivo di migliorarlo, adattandolo alle nuove esigenze. Il restyling, se così vogliamo definirlo, ha riguardato anche l’Esercito Popolare di Liberazione (Epl), meno improntato sulle forze terrestri e più calibrato su marina, forze aeree e speciali. Detto in altre parole, i generali e comandanti cinesi ritengono che la Cina debba aumentare le proprie spese militari per prepararsi (attenzione ai termini: prepararsi) a una possibile guerra contro una potenza dominante (va da sé: gli Stati Uniti).

Come ha sottolineato il South China Morning Post, sono emblematiche le recenti parole di Xu Qiliang, secondo in comando delle forze armate dopo Xi Jinping in persona: la spesa militare della Cina si è resa necessaria per arginare lo spettro della citata trappola di Tucidide. “Di fronte alla trappola di Tucidide e ai problemi di confine, l’esercito deve accelerare aumentando la sua capacità”, ha affermato in tempi non sospetti Xu, che, tra l’altro, è anche uno dei 25 membri del Politburo, la cerchia ristretta del Pcc.

Obiettivo: modernizzazione militare

Modernizzare, rinforzare, migliorare: sono queste le tre parole chiave seguite dalla Cina per dare una nuova veste al proprio arsenale militare ed esercito. Da Pechino, intanto, il ministro Wang Yi ha più volte ribadito come gli Stati Uniti non debbano in alcun modo superare certi limiti (le famose “linee rosse”), e questo proprio per scongiurare il rischio di una contesa militare. Interessante leggere anche le parole di Wei Fenghe, ministro della Difesa della Repubblica Popolare Cinese: “Il contenimento e il contro contenimento saranno il tema principale dei legami bilaterali a lungo termine”.

Una parte dell’ultimo aumento del budget della difesa annuale (+6,8% rispetto a un anno fa) sarebbe stato impiegato per aiutare l’esercito a raggiungere il livello degli Stati Uniti. Tutto il resto sarebbe invece stato impiegato in addestramento, approvvigionamento di armi e stipendi per i 2 milioni di soldati del Paese. In ogni caso, la Cina ha fissato una road map ben precisa: Pechino ha intenzione di trasformare l’Epl in una “moderna forza di combattimento” entro il 2027, e in un esercito “di livello mondiale” entro il 2050. È anche per questo motivo che la Cina continua ad incrementare la spesa militare.

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