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Guerra

Il piano degli Usa per conquistare Mosul

Gli Stati Uniti potrebbero avere bisogno di altre truppe ed elicotteri d’attacco in Iraq. È quanto ha dichiarato il generale Sean MacFarland, comandante dell’operazione Inherent Resolve, l’intervento militare contro lo Stato Islamico. Gli Stati Uniti – ha aggiunto MacFarland –...

Gli Stati Uniti potrebbero avere bisogno di altre truppe ed elicotteri d’attacco in Iraq. È quanto ha dichiarato il generale Sean MacFarland, comandante dell’operazione Inherent Resolve, l’intervento militare contro lo Stato Islamico. Gli Stati Uniti – ha aggiunto MacFarland – stanno valutando l’invio di altre truppe a supporto di quelle già presenti sul terreno (circa 3700 soldati americani).

La strategia per liberare Mosul si basa su una prevista forza indigena di dieci brigate irachene e curde. Mosul, la seconda città più grande del Paese, è stata conquistata dai fondamentalisti dello Stato Islamico nel maggio del 2014. L’assedio di Mosul non sarà una passeggiata. L’ultima stima del Comando Usa parla di un’offensiva che dovrebbe essere supportata da almeno 30mila soldati. Il Pentagono comunica che ad oggi sono state addestrate circa 20 mila truppe irachene ed altre tremila sono in formazione. Ramadi, città molto più piccola di Mosul, è stata conquistata da 10mila soldati iracheni (ignoto il reale supporto Usa sul terreno, anche se è stato confermato l’impiego di numerosi elicotteri d’attacco).

Il governo iracheno vorrebbe dare il via all’offensiva su Mosul entro il prossimo dicembre, al massimo entro febbraio del prossimo anno. MacFarland, che ha evitato di calendarizzare l’attacco, ha comunque rilevato che per liberare Mosul, seconda città dell’Iraq, il Pentagono potrebbe decidere di inviare un’altra dozzina di elicotteri pesanti Apache. Quel che sembra ormai assodato, è che per l’anno in corso Mosul non sarà liberata. L’Isis non può permettersi di perdere la “capitale” dell’Iraq del califfato. Perdere la città significherebbe abbandonare il Paese e ripiegare in Siria. Ecco perché Mosul potrebbe rappresentare l’ultima resistenza.

Un paio di mesi fa, i servizi segreti occidentali paventarono il possibile impiego di centinaia Ied al cloro, per difendere Mosul. In quest’ultima si trova una gigantesca fabbrica di cloro requisita dai terroristi e le forze irachene temono che stiano accumulando materiale per l’ultima mortale battaglia. Senza considerare, infine, che il Califfato potrebbe essere in possesso anche di alcune testate di iprite e sarin. Se questi timori fossero confermati, le prossime battaglie potrebbero vedere un massiccio impiego di armi chimiche.





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