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Guerra

Il Pentagono sta costruendo un “super-cannone”

Lo chiamano Strategic Long Range Cannon, ed è il connubio letale tra un’arma da campagna del passato, quale è ed è sempre stato il cannone, e la tecnologia odierna. Così così gli americani contano colpire con precisione millimetrica un obiettivo...
Usa cannone

Lo chiamano Strategic Long Range Cannon, ed è il connubio letale tra un’arma da campagna del passato, quale è ed è sempre stato il cannone, e la tecnologia odierna. Così così gli americani contano colpire con precisione millimetrica un obiettivo posto ad oltre mille miglia senza dover scomodare navi lanciamissili e preziosi caccia di ultima generazione.

Sebbene le tattiche di guerra moderne sembrerebbero aver messo in secondo piano armi convenzionali come i cannoni da campagna – comunque impiegati in Iraq e Afghanistan dall’Us Army e dai Marines – la piattaforma Slrc, svelata – come affermato da The National Interest – da alcuni modelli concettuali diffusi su Linkedinsembrerebbe essere composta da un cannone di grosso calibro montato su un affusto trapezoidale ruotato e un apposito rimorchio” che, secondo le stime accennate, dovrebbe assorbire l’enorme rinculo del pezzo di artiglieria per consentigli un portata mai raggiunta prima ed aprire un nuovo spazio un’arma ormai desueta come il “cannone”. Sembra di fare ritorno ad epoche passate, quando i tedeschi, seppur accortisi dell’importanza di armamenti più versatili e meno “straordinari”, continuarono a valutare piani di cannoni sempre più grandi, e con portate sempre più elevate. Addirittura si progettavano cannoni con portata ancora più ampia di quelli che allora erano gli spaventosi “Leopold” e “Robert”: i famigerati cannoni ferroviari K5 prodotti dalla Krupp che sparavano proiettili da 283 mm a oltre 151 chilometri di distanza e tartassavano la testa di ponte che li alleati avevano stabilito ad Anzio. Il sogno di Goebbels, allora, era quello di mettere a punto il super-cannone V3 che avrebbe dovuto colpire Londra con granate che venivano sparata dal Pas-de-Calais. Ora gli americano sembrano avere ripescato in un certo senso il progetto.

Ma davvero il Pentagono sta ricalcando le idee degli strateghi del Terzo Reich? Già nel 2017 l’esercito degli Stati Uniti aveva rivelato il programma di sviluppo di un “cannone strategico a lungo raggio” in grado di colpire obiettivi fino a 1850 chilometri. Ciò era parte focale di un grande piano di modernizzazione dell’artiglieria che andasse a sostituire sia i mezzi semoventi M107 che i cannoni M198. I frutti di questo programma erano stati testati a partire dal 2019, secondo le dichiarazione del Col. John Rafferty, messo a capo del progetto. L’obiettivo di questa arma strategica, secondo quanto si evince dalle dichiarazione, sarebbe quello di “penetrare e disintegrare le difese nemiche“. Il colonnello ha poi aggiunto che il sistema sarebbe “capace di fornire fuoco intenso su vasta scala a intervalli strategici per operazioni multidominio”.

Ma perché il Pentagono è ancora interessato a schierare una simile arma, quando potrebbe impiegare al suo posto missili da crociera e missili guidati lanciati da velivoli ad ala fissa o rotante? La motivazione sarebbe quella di non mettere a rischio vite e armi preziose che potrebbero comunque essere messe alla prova dalle difese avversarie. Persino i velivoli stealth di ultima generazione “non possono agire impunemente su aree pesantemente difese dai moderni sistemi integrati di difesa aerea nella prima settimana di conflitto”. Lo stesso vale, strategicamente, per le unità navali – come le moderne cacciatorpediniere classe Zumwalt – che potrebbero sempre essere messe a repentaglio dai nuovi e temutissimi missili antinave.

Un cannone strategico a lungo raggio potrebbe “sparare” sul bersaglio da una posizione ben difesa e mimetizzata, aprendo una “breccia” nelle difese nemiche e consentendo in un secondo momento le incursioni furtive di caccia o il posizionamento al largo della costa di unità e superficie che potrebbero lanciare i suoi missili o suoi aerei senza rischi per proseguire l’operazione. Un cannone a lungo raggio potrebbe infatti permettere l’eliminazione di obiettivi situati a grande distanza quali aeroporti, centri di comando e istallazioni radar, senza mettere a repentaglio la vita dei piloti e dei marinai, e salvaguardando mezzi estremamente costi e sofisticati. Indubbio sarebbe inoltre il “risparmio” in termini economici: un singolo missile da crociera Tomahawk – verrebbe lanciato da una piattaforma navale con svariate centinaia di anime a bordo e dal valore di centinaia di milioni di dollari – ha un prezzo di 1,4 milioni di dollari (e per garantire l’efficacia di uno “strike” su un obiettivi ci si affida sempre a più di un missile). Secondo i piani di questo progetto, invece, i sabot sparati dal super-cannone dovrebbero venire a costare 1/3, attestandosi sui 400mila dollari e garantendo la stessa efficacia.

I proiettili sparati dal nuovo cannone strategico a lungo raggio non saranno tuttavia dei semplici “proiettili” d’artiglieria, ma saranno missili “intelligenti”, che ricalcheranno la tecnologia già sviluppata per i proiettili Excalibur, quindi integrati da sistemi di guida gps/guida inerziale e / o corrispondenza delle immagini elettro-ottica / infrarossa che ne garantirà l’estrema precisione, rendendoli dei piccoli missili da crociera sparati da quella che dovrebbe configurassi come una batteria di 4 cannoni terrestri mossi da 8 uomini ciascuno, che con un bordata dovrebbero provocare più danni da mille chilometri di quanti ne potrebbe provocare un F-35 in modalità “Beast”. Secondo le stime, l’Us Army punta a realizzare il primo prototipo di questa nuova vecchia arma, nel 2023. Ancora una volta le tecnologie futuristiche e i laser, quindi, potrebbero essere messi da parte per lasciare il campo alle armi che fecero la differenza fin dalle guerre napoleoniche.





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