Il Pentagono, che almeno sulla carta risulterebbe essere in ritardo rispetto agli “avversari” per la messa in linea dei famigerati armamenti ipersonici, afferma di aver superato con successo il test di volo del suo vettore.

Un passo estremamente importante del programma americano, sopratutto perché gli Stati Uniti, sempre alla ricerca della supremazia mondiale su ogni tipologia di armamento, sono terzi nella corsa per l’ottenimento di un’arma ipersonica. Prima di loro, infatti, oggi sono Russia e Cina ad aver sviluppato sistemi pronti a essere schierati, causando non poca preoccupazione a Washington, che non solo teme di non potere tracciare queste nuove armi con i suoi sistemi di difesa – qualità peculiare dei missili ipersonici, sviluppati appositamente per impedire ai sistemi di difesa attuali di essere efficaci nella soppressione della minaccia – ma di non poter nemmeno rispondere con l’adeguata “velocità” della proprie armi.

Secondo le informative il programma americano prevede un “vettore” unico per l’Us Army e l’Us Navy, e, da quanto è stato reso noto, il test di volo di questa parte del sistema è stato portato a termine con successo. Ora non rimarrebbe che procedere con la costruzione vera e propria dell’arma che verrebbe trasportata da un C-hbg, ovvero un “hypersonic glide body“. “Questo test è stato un passo fondamentale nel fornire rapidamente capacità operative ipersoniche”, dichiara l’informativa nel Pentagono.

Il vettore ipersonico che dovrebbe trasportare l’arma è decollato da un sito nelle Hawaii (Pacific Missile Range Facility Barking Sands) e ha colpito il bersaglio designato dimostrando come il Pentagono sia estremamente vicino all’aggiungere al proprio arsenale un’arma capace di viaggiare ad una velocità superiore di Mach 5, e spingersi fino a Mach 20: la stupefacente velocità che supera di ben 20 volte quella del suono, oltre i 20mila chilometri orari.

Il C-hgb costituirà la “base per sistemi di armi ipersonici schierati sia dall’Esercito che dalla Marina degli Stati Uniti”, riferisce il Dipartimento della Difesa, che ha rivelato come l’arma ipersonica contempli una “testata convenzionale, un sistema di guida, cablaggio e scudo di protezione termica”. In breve, secondo i progetti illustrati anche attraverso dei modellini in scala, l’arma verrà lanciata tramite un razzo che la posizionerà “su un percorso di volo atmosferico” per procedere poi sul bersaglio designato “a velocità di Mach 5” o superiore. La versione destinata all’esercito verrà trasportata e lanciata da un sistema basato su due lanciatori trainati da un veicolo pesante ruotato; mentre il modello destinato alla Marina equipaggerà gli incrociatori missilistici classe Arleigh Burke – onnipresenti quando si tratta di lanciare missili “Tomahawk” -, sui cacciatorpediniere di classe Ticonderoga. E si sta anche valutando la possibilità di armare con questo sistema di ultima generazione i nuovi cacciatorpediniere stealth classe Zumwalt. A questo si aggiungono anche i sottomarini nucleari “hunter-killer” classe Virginia. Ora il prossimo passo del Pentagono è quello di “accoppiare” i sistemi che compongono l’arma della sua interezza per testare l’intero sistema contemporaneamente. La data è prevista nel 2023.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME