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I fari del Pentagono erano tutti focalizzati sullo sviluppo del “sistema di bombardamento orbitale frazionario”di Pechino. Ma ora, i nuovi test sulla capacità balistica ipersonica cinese non hanno fatto altro che alzare le preoccupazioni di Washington nel Mar Cinese Meridionale, al punto da corazzare il Pacifico.

I test ipersonici cinesi alzano l’attenzione di Washington

Il recente test della Cina di un missile ipersonico dotato di capacità nucleare ha colto di sorpresa l’intelligence americana. Secondo quanto riporta Financial Times, il razzo avrebbe compiuto un giro completo del pianeta prima centrare il suo obbiettivo. E questo, secondo gli analisti, è la chiara dimostrazione di “una capacità spaziale” cinese più volte sottovalutata dagli apparati militari statunitensi. Le risorse aperte, inoltre, descrivono che non solo il missile abbia compiuto la sua missione, ma che lo stesso razzo abbia trasportato addirittura un veicolo planante ipersonico in volo suborbitale attraverso lo spazio, mantenendo perfettamente la traiettoria prima di centrare il bersaglio. Controverse dialettiche sulla questione raccontano versioni alternative del successo di Pechino, affermando invece che il missile abbia mancato l’obbiettivo di molte miglia. Ma le parole del Generale VanHerck, responsabile del Comando per la Difesa Aerospaziale del settore nord degli Stati Uniti, avevano già previsto, invece, quali minacce al Norad potesse creare la Cina e cosa significasse in realtà la dimostrazione di-quel test ipersonico.

Le preoccupazioni Usa, infatti, si concentrerebbero su “teorie”che vedono concretizzare il timore che l’armamento balistico cinese riesca ad attraversare il Polo Sud. E proprio questo motivo darebbe forma e corpo alla minaccia temuta dagli Stati Uniti, in quanto i suoi sistemi di difesa missilistica risulterebbero scoperti perché impegnati invece sul settore polare settentrionale. A tutto questo non poteva mancare la componente “mistero”, materia preferita dei teorici del complotto, la quale svelerebbe un eventuale lancio segreto effettuato da Pechino e mai dichiarato. Sempre come riferisce FT, sembrerebbe infatti che la China Academy of Launch Vehicle Technology, ente responsabile al monitoraggio dei lanci balistici, avesse proclamato il 19 luglio scorso sui social ufficiali, di aver effettuato il lancio di un missile di classe Long March 2C, catalogandolo come il suo settantasettesimo. Quello del 24 agosto, invece fu annunciato come il settantanovesimo e non il settantottesimo. Questo avrebbe scatenato le speculazioni su un eventuale operazione occulta della Repubblica Popolare Cinese, innescando di conseguenza le reazioni di Washington.

La Difesa Usa arma Guam

Il Dipartimento della Difesa Usa intanto corre ai ripari nel Pacifico e dispiega nuovi sistemi per l’intercettazione dei missili balistici cinesi. Il National Interest riporta che il Pentagono stia corazzando Guam con il super sistema di difesa israeliano Iron Dome. Dall’analisi delle risorse si evince che l’armamento sia entrato in servizio già da Settembre per essere però pienamente operativo il prossimo Dicembre. La testata Israel Defense spiega che il posizionamento dell’Iron Dome a Guam era in realtà già nei piani del novantaquattresimo Comando di Difesa Missilistico degli Stati Uniti in merito a piani strategici del Pentagono.

Il planning di Washington infatti aveva già previsto una missione speciale sulla zona, denominata poi “Operazione Iron Island”. Il sistema Iron Dome dovrebbe garantire la capacità di rilevare ed intercettare una moltitudine di armamenti offensivi che comprendono anche missili a corto raggio, mortai ed artiglieria di ogni genere. Il super armamento sarebbe capace di operare addirittura attraverso tempeste di sabbia e pioggia, anche in ambiente con scarsissima visibilità. Secondo quanto riportato dalle varie letterature editoriali, la tecnologia del sistema consentirebbe al missile Tamir la capacità strategica di potersi far esplodere sia in prossimità di obbiettivi nemici o addirittura in direzione dei droni in avvicinamento. Dotato di super software dedicati, l’Iron Dome dovrebbe garantire la totale difesa, in pronto impiego, per le basi operative Usa a Guam, essendo capace di distruggere qualsiasi tipologia di minaccia.

Guam è storicamente un avamposto strategico militare degli Usa, esso è il punto nevralgico degli scambi commerciali con l’Asia in quanto confina con le Filippine, si collega con le stesse basi Usa di San Diego, le Hawaii ed è poco distante da Seattle. Proprio per questo-motivo sembrano sempre più chiare-,quindi ,le intenzioni del-Pentagono-sulla-questione-quando affermano, nelle parole del direttore-dell’Air-and-Missile Defense-Cross-Functional-Team-for-Army-Futures-Command, il Generale-Gibson, che non sarà fatto mai abbastanza per proteggere quel-territorio e che gli Usa non-lasceranno l’isola scoperta, bensì saranno-pronti a colmare qualsiasi-vuoto-difensivo-per proteggere-i-loro interessi.