Guerra /

Nella giornata di ieri, martedì 6 ottobre, la Russia ha effettuato la prima prova di fuoco coronata da successo del nuovissimo missile ipersonico antinave Zircon.

Dalle acque del Mar Bianco, la fregata “Admiral Gorshkov”, unità capostipite dell’omonima classe (o project 22350), ha lanciato per la prima volta un missile da crociera ipersonico 3M22 Zircon (Циркон in russo) contro un bersaglio marino situato nel Mare di Barents.

Secondo i dati telemetrici riportati dal Ministero della Difesa russo, il missile ha colpito il suo bersaglio a una distanza di 450 chilometri con un colpo diretto, viaggiando alla velocità di più di Mach 8.

Mosca fa sapere che i test del nuovo sistema antinave ipersonico, che prevede anche al possibilità di colpire obiettivi terrestri, continueranno.

Il 3M22 Zircon è l’ultimo nato nel campo dei missili antinave russi. E’ stato testato per la prima volta a marzo del 2016 e andrà ad equipaggiare unità navali di superficie e subacquee della Voenno-morskoj Flot (Vmf), la Flotta Russa.

Il missile è ritenuto avere una velocità di Mach 5/6, ma alcune fonti russe riportano che possa arrivare a Mach 9, come anche affermato per il test effettuato ieri. La velocità di crociera viene raggiunta dopo che un booster a propellente solido lo accelera a velocità supersonica, momento in cui il motore scramjet entra in funzione portandolo alla velocità stabilita. La sua gittata è stimata in 250 – 500 chilometri seguendo un profilo di volo lo-lo mentre si ritiene possa aumentare a 740 in caso di hi-lo, ma secondo i media russi arriverebbe anche a 1000 chilometri effettuando una traiettoria semi-balistica.

Il nuovo missile dovrebbe andare a equipaggiare anche gli incrociatori della classe Orlan (Kirov in codice Nato): il “Pyotr Veliky” si ritiene che lo avrà in dotazione quando termineranno i lavori di ammodernamento, stessa sorte per l’”Admiral Nakhimov” che dovrebbe uscire dal cantiere navale nel 2022, ovvero con quasi 4 anni di ritardo rispetto a quanto preventivato. Gli incrociatori vedranno sostituire i vecchi missili antinave P-700 Granit e rispettivi lanciatori, che saranno di nuovo tipo – il 3S-14 – dotato di 10 celle di lancio ciascuna con una riserva di 8 missili facendo così arrivare a 80 il numero totale a disposizione dei Kirov.

Lo Zircon per il momento equipaggerà quindi solo le fregate della classe Admiral Gorshkov, che sono le più moderne navi di cui dispone la Flotta del Nord. L’unità che ha effettuato il test, in particolare, è stata costruita nei cantieri navali Severnaya Verf di San Pietroburgo ed è entrata in linea nella flotta a luglio del 2018. Le fregate della classe project 22350 vengono definite dalla Russia come navi da guerra polifunzionali, in grado cioè di ingaggiare efficacemente bersagli di superficie, aerei e sottomarini, oltre a colpire obiettivi terrestri, ma guardando agli armamenti di bordo risulta evidente la maggiore vocazione antisuperficie: le Gorshokov possono essere dotate, infatti, di missili da crociera Kalibr, antinave Oniks e ovviamente i nuovi Zircon.

Mosca prevede di dotarsi di 8 unità di questo tipo: per il momento però l’unica ad essere entrata in servizio è proprio l’Admiral Gorshkov in quanto è probabile che l’Admiral Amelko si unirà alla Flotta del Pacifico solo nel 2023. Altre due fregate dovrebbero arrivare, invece, entro il 2025.

Quando saranno entrate in servizio tutte le unità previste le flotte del Pacifico e del Nord ne riceveranno tre ciascuna e la flotta del Mar Nero ne riceverà due.

Lo Zircon si prefigura come l’arma principe per colpire obiettivi altamente paganti come le portaerei: da questo punto di vista il missile può considerarsi un vero e proprio grattacapo per le difese navali in quanto la sua elevatissima velocità, che gli permette di viaggiare avvolto in un alone di plasma, lo rende praticamente invisibile ai radar e non intercettabile dai sistemi difensivi attualmente a disposizione sulle unità navali militari. Anche armi ad energia diretta, come laser e microonde, sebbene di alta potenza come quelli possibilmente impiegabili su una nave, potrebbero risultare inefficienti nel caso dello Zircon proprio a causa della sua capacità di viaggiare avvolto nel plasma causato dall’attrito con l’aria alle altissime velocità.

Il missile, oltre alle unità di superficie, andrà ad equipaggiare anche i sottomarini della Vmf: sicuramente le nuove unità della classe Yasen, definite come multiruolo, avranno la possibilità di utilizzare lo Zircon, e si ritiene che anche gli Ssgn (sottomarini lanciamissili da crociera) della classe Oscar II (project 949AM per Mosca) potranno montare il nuovo vettore ipersonico.

Il test effettuato martedì 6 ottobre non è il primo in senso assoluto del connubio Gorshkov-Zircon: a gennaio del 2020 la fregata ha lanciato un 3M22 dal Mare di Barents che ha colpito un bersaglio terrestre negli Urali settentrionali, divenendo così la prima nave da guerra a lanciare il nuovo missile ipersonico. Successivamente i test sono proseguiti ma quello di ieri è il primo che vede colpire un bersaglio navale.

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