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Secondo fonti non confermate , il nuovo missile da crociera antinave ipersonico “Zircon” sarebbe stato dispiegato per la prima volta – forse per effettuare dei test – nel sistema da difesa costiera russo “Bastion“.

Il K-300P “Bastion” (SS-C-5 “Stooge” in codice Nato) è un sistema mobile di difesa che ha il compito di colpire obiettivi di superficie come gruppi di portaerei, convogli e mezzi da sbarco.

Una tipica batteria è basata su 1 o 2 mezzi di comando/controllo basati sul veicolo 6×6 “Kamaz”, un veicolo di supporto, quattro lanciatori Mzkt 7930 8×8 ciascuno operante con tre uomini e avente due missili e altri quattro veicoli di ricarica missili. I veicoli di lancio possono essere situati sino a 25 km di distanza da quelli di comando e controllo e sono in grado di fare fuoco in 5 minuti da quando si fermano con un rateo di fuoco di un missile ogni 2-5 secondi. Questo veicolo in particolar può rimanere in stand-by operativo per 3-5 giorni che diventano 30 se affiancato da uno specifico mezzo di supporto.

Il missile normalmente usato dal “Bastion” è il bistadio P-800 Oniks“, la cui versione per l’export si chiama “Yakhont”, con una testata di 200/250 kg. L’Oniks viene lanciato verticalmente dal veicolo 8×8 e propulso nella fase iniziale da un booster a propellente solido che lo accelera fino a far accendere il propulsore ramjet a propellente liquido che mantiene una velocità di circa Mach 2,5. La gittata massima è compresa tra i 120 e i 300 km a seconda del profilo di volo, rispettivamente lo-lo o hi-lo. È del tipo “lancia e dimentica” utilizzando un sistema di guida satellitare nella fase iniziale del volo ed uno radar in avvicinamento al bersaglio, quando il missile vola a circa 5 metri dalle onde in una configurazione che si definisce “sea skimming”. Il missile, che può raggiungere un’altitudine massima di 14 mila metri, è in grado di manovrare a velocità supersonica durante il volo complicando notevolmente il compito delle difese avversarie. È dotato di sistemi per contromisure elettroniche che lo rendono quasi immune ai sistemi attivi di jamming avversari e anche a sistemi passivi di interferenza come chaff, dipoli, o riflettori angolari della tecnologia “stealth”. Il missile “Oniks” si appoggia a dati radar per determinare la propria traiettoria di volo forniti da tre tipologie di fonti: radar fissi in uso presso la difesa costiera, elicotteri per la designazione di bersagli, e radar mobili. Il sistema che è stato visto più spesso associato al “Bastion” è il radar “Monolit B” che ha una portata passiva tra i 150 e i 200 km ed una attiva compresa tra i 35 e i 70.

Il missile è attualmente impiegato anche da altri vettori, come il cacciabombardiere Sukhoi Su-34 “Fullback”, le nuove fregate della classe “Admiral Gorshkov” ed i sottomarini classe “Yasen”. Viene attivamente impiegato nelle “bolle difensive” di interdizione d’area (A2/AD) di Kaliningrad nel Baltico, in Crimea, nella penisola di Kola, in Siria e a quanto sembra è stato dispiegato anche nelle isole Curili, al centro di una annosa contesa territoriale col Giappone.

Il missile ipersonico 3M22 “Zircon” è invece l’ultimo nato nel campo dei missili antinave. E’ stato testato per la prima volta a marzo del 2016 e, a partire da quest’anno, dovrebbe essere già in fase di produzione iniziale essendosi conclusi i test nel 2017.

Il missile è capace di una velocità di Mach 5/6 raggiunta dopo che un booster a propellente solido lo accelera a velocità supersonica, quando il motore scramjet entra in funzione portandolo alla sua velocità di crociera. La sua gittata è stimata in 250 – 500 km seguendo un profilo di volo lo-lo mentre aumenta a 740 in caso di hi-lo ma secondo i media russi arriverebbe anche a 1000 km effettuando una traiettoria semi-balistica. Il nuovo missile andrà a equipaggiare gli incrociatori della classe “Orlan” (“Kirov” in codice Nato): il Pyotr Veliky lo avrà in dotazione nel 2022 quando effettuerà i lavori di ammodernamento mentre l’Admiral Nakhimov sarà operativo con i nuovi “Zircon” già da quest’anno quando rientrerà in servizio ultimati i lavori. Gli incrociatori avranno infatti sostituiti i vecchi missili antinave P-700 “Granit” e rispettivi lanciatori, che saranno di nuovo tipo – il 3S-14 – dotato di 10 celle di lancio ciascuna con una riserva di 8 missili facendo così arrivare a 80 il numero totale a disposizione dei “Kirov”.

Obiettivamente non saranno solo gli “Zircon” ad essere montati, ma anche i missili da crociera a lungo raggio “Kalibr” già entrati in azione in Siria.

Lo “Zircon” è previsto che sarà disponibile anche su altri vettori, come il nuovo sottomarino di quinta generazione a propulsione nucleare classe “Husky”, attualmente in fase di sviluppo, che sarà prodotto in 3 varianti: da attacco, SSGN e SSBN. Oltre a questo è plausibile che possa essere impiegato sulle unità già esistenti in servizio nella Flotta Russa, come il project 855M “Yasen” ed il più vecchio project 971 “Shchuka-B”. Ne è prevista anche una versione aviolanciabile che andrà ad equipaggiare i Tupolev Tu-160 nella loro ultima versione rimodernata M2 e, successivamente, il futuro bombardiere strategico Pak-Da, il cui sviluppo però, procede molto a rilento rispetto a quanto preventivato.

Lo scorso aprile, durante uno dei test del missile, una fonte non ufficiale riportata dalla Tass ha riferito che il nuovo “Zircon” è in grado di essere lanciato dalla nuova piattaforma universale 3S-14 che viene anche usata per i missili “Kalibr” e, soprattutto, gli “Oniks”, cosa che fa supporre che il nuovo missile possa quindi essere impiegato – con minime modifiche – anche nel sistema “Bastion-P”.

Il problema principale dei missili ipersonici è dato dalle alte temperature che si sviluppano durante questo tipo di profilo di volo causate dall’attrito dell’aria, attrito che è tanto più intenso quanto più è densa l’aria in cui si trova a viaggiare il razzo – come ad esempio in caso di profilo di volo lo-lo – che ne “sfaldano” gli strati esterni determinandone l’instabilità e quindi la disintegrazione

Secondo alcune fonti i russi avrebbero risolto la questione in due modi: il primo tramite il raffreddamento ablativo con evaporazione degli strati esterni di copertura del missile, il secondo sviluppando un carburante più resistente al calore capace di incassarne, assorbendoli, gli effetti e quindi fungendo a sua volta da refrigerante. Secondo le fonti ufficiali russe entrambe le strade, con nuovi materiali compositi e nuove formule di propellente, hanno portato a risultati più che soddisfacenti nel corso di questi ultimi anni permettendo l’ingresso in servizio di queste armi che, proprio grazie alla loro velocità, risultano quasi impossibili da intercettare. Lo “Zircon” in particolare, dopo una crociera effettuata a velocità di 5/6 volte la velocità del suono (ma orientativamente secondo un profilo hi-lo) picchierebbe sul bersaglio a Mach 3 rallentando negli strati più densi dell’atmosfera che si trovano a livello del mare.

Ad oggi non risulta che esista nessun alto missile da crociera in grado di sviluppare una simile velocità finale di attacco: né il “Kalibr” capace di una picchiata a Mach 2,9, né i precedenti missili “Moskit” (SS-N-22 “Sunburn”) che arriva a Mach 2 o lo stesso “Oniks” che raggiunge una velocità di Mach 2,6 ma solo alla sua massima quota di tangenza.