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Guerra

Il mistero Michael Gloss: il figlio della vicedirettrice CIA passa per l’Italia e va a morire per la Russia

Figlio di una vicedirettrice CIA, Micheal Gloss, 21 anni, è morto combattendo per Mosca nella guerra in Ucraina.

Nato nel cuore dell’intelligence americana, figlio di Julianne Gallina Gloss – vicedirettrice della CIA per l’innovazione digitale – e di un veterano della guerra in Iraq, Michael Gloss sembrava destinato a servire l’America. Eppure, il 5 settembre 2023, a soli 21 anni, si trovava in un centro di reclutamento militare… a Mosca. Ed è proprio nel conflitto in Ucraina che ha trovato la morte.

La storia della famiglia Gloss


Michael Gloss è cresciuto nella periferia di Washington in una famiglia profondamente radicata nel mondo della sicurezza nazionale americana. Juliane Gallina Gloss, si è laureata all’Accademia Navale degli Stati Uniti ed è diventata la prima donna a ricoprire il ruolo di comandante di brigata dell’Accademia Navale nel 1991. Ha lavorato nell’intelligence per oltre 30 annin, prestando servizio nella Marina degli Stati Uniti e ricoprendo diverse posizioni nell’esercito, nel servizio civile e nell’industria, secondo la sua biografia. Juliane Gloss ha trascorso gli ultimi sei anni costruendo la sua carriera presso la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti. Nel febbraio 2024 è stata nominata Vicedirettrice per l’Innovazione Digitale della CIA.

Suo marito, Larry Gloss, ha lavorato nel campo della sicurezza informatica, in particolare presso la National Interest Security Company , al servizio degli interessi nazionali degli Stati Uniti. Ora dirige un’azienda che crea software di sicurezza per clienti come il governo degli Stati Uniti , il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e altri paesi della NATO. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Michael aveva lottato a lungo con disturbi mentali. “È sempre stato un anticonformista, uno spirito anti-autorità fin dalla nascita“, ha raccontato il padre. A partire dall’adolescenza, aveva iniziato a prendere le distanze dai valori condivisi dai genitori. Intorno ai 17 anni, aveva manifestato un crescente desiderio di ribellione, accompagnato dalla decisione di interrompere le cure farmacologiche.

Dagli Usa alla guerra in Ucraina (passando per l’Italia)

Nel gennaio 2023 Gloss lascia Fairfax, in Virginia, per intraprendere un viaggio in Europa. E passa anche dall’Italia. Tra marzo e aprile 2023 è certamente in Italia come mostrano alcune foto dei suoi social, opportunamente geolocalizzate. Fra le città da cui passa c’è Bari. Lavora in fattorie biologiche, partecipa a progetti di ricostruzione post-terremoto in Turchia e si unisce a un raduno della “Rainbow Family” in Georgia, un movimento controculturale ispirato a Woodstock. Da lì comunica ai genitori l’intenzione di attraversare il confine con la Russia per incontrare alcuni amici. Sebbene la famiglia fosse preoccupata, nulla lasciava presagire che Michael potesse intraprendere un percorso militare.

I suoi social, nell’agosto 2023, riportano un geotag su Sebastopoli. Il 13 agosto 2023, Gloss scrive ai suoi amici nel Rainbow un breve messaggio : “Ragazzi, sono in Russia. Come ci sono arrivato?“. Per confermare le sue parole, pubblica dei selfie dal centro di Vladikavkaz, con un hotel locale sullo sfondo. Nell’autunno del 2023, a loro insaputa, si arruola nell’esercito russo, come confermato da un database russo trapelato online. Dopo un addestramento in un centro militare vicino a Mosca, Gloss viene assegnato al 137° Reggimento Aviotrasportato, con il quale poi, viene dispiegato nella regione di Donetsk. E qui la domanda sorge spontanea: Mosca non indaga sulla provenienza dei suoi foreign fighters, soprattutto se americani? E soprattutto, per mesi è possibile che nessuno scopra che quel giovane singolare è figlio di un’altissima funzionaria della CIA?

Secondo un commilitone intervistato da iStories, il noto sito di investigazioni giornalistiche, Gloss era stato destinato a un’unità d’assalto. Aveva confidato a un amico conosciuto nella Rainbow Family di essere assegnato a una “unità di supporto nelle retrovie” e di voler ottenere la cittadinanza russa, convinto di poter realizzare lì il sogno di costruire sistemi di depurazione dell’acqua per le comunità svantaggiate. Per i suoi genitori, questa scelta è stata attribuita a uno stato mentale fragile. “Era chiaramente contro ogni logica“, ha dichiarato Larry Gloss.

Fino al momento della sua morte, avvenuta mentre cercava di soccorrere un compagno ferito, la famiglia non era a conoscenza della sua presenza sul fronte. La notizia della scomparsa è stata comunicata personalmente da un funzionario del Dipartimento di Stato, causando “incredulità e devastazione” nei genitori. La CIA, in una breve dichiarazione ufficiale, ha descritto la morte di Michael come una “questione privata e familiare” e non una minaccia alla sicurezza nazionale.

Il caso è emerso pubblicamente solo diversi mesi dopo, attraverso l’inchiesta di iStories.
Il corpo di Michael è stato rimpatriato a dicembre, in occasione di quello che sarebbe stato il suo ventiduesimo compleanno. I genitori hanno temuto che, durante il processo di rimpatrio, qualcuno a Mosca potesse collegarne l’identità a quella della madre, esponendo la famiglia a rischi diplomatici o propagandistici. È stato cremato pochi giorni dopo il suo ritorno negli Stati Uniti. Nel necrologio non veniva fatto alcun riferimento al conflitto o alla Russia: si parlava semplicemente di “un cuore nobile e uno spirito guerriero” che aveva perso la vita “nell’Europa orientale“. Il funerale di Michael si è tenuto negli Stati Uniti il 21 dicembre 2024, otto mesi dopo la sua morte.

I mille interrogativi sulla morte di Gloss

La vicenda di Michael Gloss presenta numerosi elementi che non tornano. A cominciare dalla sua apparente assenza di precedenti politici o ideologici coerenti con la scelta di combattere per la Russia. Michael era descritto come un pacifista, amante della musica di Bob Dylan e impegnato in cause ambientaliste: il passaggio improvviso al fronte di guerra, nelle file di un esercito nemico degli Stati Uniti, appare difficile da spiegare esclusivamente con problemi di salute mentale. Anche il suo ingresso in Russia solleva interrogativi. Nel 2023, con il conflitto in corso e forti restrizioni sui visti, risultava estremamente complicato per cittadini americani viaggiare liberamente in territorio russo. Come abbia attraversato il confine, ottenuto un permesso di soggiorno e successivamente un arruolamento resta poco chiaro.

Il reclutamento stesso è anomalo. Gloss sarebbe stato integrato nel 137° Reggimento Aviotrasportato di Ryazan, una delle unità d’élite delle forze armate russe. In genere, i pochi stranieri che si arruolano vengono assegnati a reparti di seconda linea o usati come ausiliari. L’accesso diretto a un’unità d’assalto di questo livello, senza un background militare pregresso, risulta altamente improbabile senza una spinta esterna o circostanze particolari.

Inoltre, sorprende l’assoluta inconsapevolezza della famiglia, composta da professionisti esperti di sicurezza nazionale. È difficile credere che, nonostante mesi di viaggi in aree geopoliticamente sensibili e il cambio radicale di condotta, nessun segnale d’allarme sia stato colto o interpretato correttamente da parte dei genitori. Anche la tempistica appare sospetta. Dall’ingresso in Russia all’arruolamento, dall’addestramento fino all’invio al fronte sono trascorsi appena pochi mesi. Considerando i protocolli standard, anche in tempo di guerra, questa accelerazione appare anomala.

Un altro elemento poco chiaro è l’assenza di sfruttamento propagandistico da parte russa. Il figlio di un’alta dirigente della CIA sarebbe stato un potente strumento di propaganda o pressione diplomatica, ma non risulta che il Cremlino abbia mai pubblicamente fatto riferimento alla parentela di Gloss. Infine, emergono discrepanze anche nella narrazione del suo ruolo militare. Ai suoi amici aveva raccontato di essere destinato a compiti di supporto logistico, lontano dal combattimento diretto. In realtà, fonti dirette lo collocano in una delle unità d’assalto più esposte ai combattimenti. Una brutta storia, al limite del cinematografico, dove si sono andate mescolare la storia con la S maiuscola e le miserie umane.

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