“È necessario chiarire che chiunque tenti di violare la sicurezza del nostro Stato la pagherà cara”. Mentre stava supervisionando l’ultimo test, Kim Jong Un spiegava che “la nuova arma strategica” a disposizione della Corea del Nord – ovvero il temibile Hwasong-17 – sarebbe presto stata pronta per mostrare al mondo intero “la potenza della nostra forza strategica”.
La ricostruzione offerta dai media nordcoreani si arricchisce di un ulteriore particolare da tenere in stretta considerazione. Kim avrebbe fatto riferimento ad “approfonditi preparativi” in vista di un “lungo confronto contro l’imperialismo statunitense”.
Non sappiamo se il sistema missilistico di Pyongyang è pronto per il dispiegamento dell’ultimo missile. Il Rodong Sinmun ha però sottolineato che le “forze strategiche equipaggiano e gestiranno” l’Hawsong-17 per “svolgere inmodo affidabile la loro missione e il loro dovere di potente deterrente per la guerra nucleare“. Al netto del burocratese e dei tanti formalismi utilizzati dai media di Pyongyang, la parafrasi del messaggio principale appare piuttosto evidente: la Corea del Nord è pronta per confrontarsi con gli Stati Uniti.
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Kim “avverte” gli Stati Uniti
Si tratta della solita prova di forza fine a se stessa oppure, questa volta, la Corea del Nord intende andare fino in fondo? Basta partire dal resoconto sul recente test offerto dall’agenzia nordcoreana Kcna per capire qual è il rischio che corrono gli Stati Uniti.
“Il missile, lanciato dall’aeroporto internazionale di Pyongyang, ha viaggiato fino a un’altitudine massima di 6.248,5 km e ha volato per una distanza di 1.090 km per 4.052 secondi prima di colpire con precisione l’area prestabilita in acque aperte” nel mar del Giappone, si legge nel dispaccio realizzato dall’agenzia nordcoreana.
Dal momento che il missile lanciato è davvero l’Hwasong-17 (lo ha confermato la stessa Corea del Nord), la situazione inizia a farsi preoccupante. Il motivo è semplice: questi missili, mostrati per la prima volta in una parata militare in quel di Pyongyang, nell’ottobre 2020, sono sospettati di avere due caratteristiche allarmanti. Innanzitutto, si ritiene possano sfuggire ai sistemi difensivi, sganciando vari ordigni. Ma, quel che è peggio per Washignton, è che gli Hwasong sarebbero in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti.
Gli Usa nel mirino?
Negli ultimi mesi, la Corea del Nord ha condotto una serie di test a corto e medio raggio per proseguire nel suo programma di sviluppo militare. Era tuttavia dal 2017 che Pyongyang non superava la linea rossa lanciando un missile balistico intercontinentale (Icbm).
Ad aggiungere ulteriore preoccupazione c’è un fatto non da poco: tutti i riflettori sono puntati sulla guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti, impegnati a coordinare le mosse al fianco degli alleati europei in chiave anti russa, difficilmente potrebbero gestire con lucidità un nuovo fronte aperto, per di più collocato in Estremo Oriente.
Il nuovo Hwasong-17 viaggia più lontano di qualsiasi missile balistico intercontinentale testato finora dal governo nordcoreano, e si ritiene che sia il più grande missile balistico intercontinentale mobile del mondo progettato per trasportare più testate nucleari. Quando sfilò per la prima volta in Piazza Kim Il Sung era posizionato su un lanciatore motorizzato di ben 11 assi di fabbricazione cinese; gli analisti lo hanno subito soprannominato “missile mostruoso“.
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