La Corea del Nord è entrata a far parte di un club molto esclusivo: quello dei Paesi che hanno testato missili ipersonici. Pyongyang ha affermato di aver effettuato per la prima volta un lancio del genere lo scorso 28 settembre. A quanto pare, “la svolta tecnologica di grande importanza strategica”, come è stata descritta dall’agenzia statale Kcna, è stata un successo, tanto che il governo nordcoreano ha dichiarato di voler “moltiplicare per mille” le proprie capacità di difesa.

La nuova creatura di Kim Jong Un si chiama Hwasong-8 e potrebbe davvero cambiare le carte in tavola della contesa geopolitica tra Corea del Nord e Stati Uniti. Nel caso in cui questo successo dovesse essere confermato, Pyongyang avrebbe la possibilità di testare missili capaci di volare a più di un chilometro al secondo (circa 6100 km/h). Non è stata confermata la velocità del missile testato, ma i media nordcoreani hanno sottolineato come il test abbia confermato il controllo della navigazione e della stabilità dell’Hwasong-8.

Fame atomica

Eppure i militari sudcoreani e americani sono scettici in merito alle reali potenzialità di Pyongyang, che tuttavia prosegue nel chiaro tentativo di voler stringere i muscoli. Dall’avvento di Joe Biden in poi, la Corea del Nord ha testato un missile antiaereo fresco di sviluppo, un missile da crociera lanciato a bassa quota, in modo tale da ingannare meglio i radar nemici (e forse perfino capace di portare una atomica verso Corea del Sud e Giappone), un missile balistico da un treno e, infine, un missile ipersonico.

Non è un caso che Kim Jong Un stia freneticamente rafforzando il proprio arsenale in un momento del genere, nel bel mezzo dello stallo nelle trattative con Stati Uniti e Corea del Sud. Come ha sottolineato su Le Figaro Lee Minyoung, ex analista della CIA, il leader nordcoreano ha intenzione di aumentare le difese nazionali così da rafforzare la sua posizione negoziale nel lungo periodo. Non solo: Kim ambisce ad essere ammesso al tavolo delle potenze nucleari, cerca il riconoscimento che la comunità internazionale, al momento, non intende concedergli.

Il nuovo missile di Kim

Biden ha dichiarato di voler risolvere la questione nucleare nordcoreana mediante la diplomazia, ma Pyongyang ha respinto la mano tesa di Washington parlando di un’offerta di facciata, di un inganno. Al netto di simili affermazioni, e in vista della ripresa delle trattative, pare che gli incontri diplomatici siano andati avanti lontano dalle luci dei riflettori. “Kim riprende il solito copione nordcoreano per arrivare in una posizione di forza al tavolo delle trattative. Mette la palla alla corte di Washington e cerca di influenzare il contenuto delle discussioni future”, ha spiegato Go Myong-hyun, ricercatore presso l’Asan Institute di Seoul.

Per quale motivo il nuovo missile testato dalla Corea del Nord potrebbe cambiare gli equilibri militari tra Pyongyang e Washington? Il motivo è semplice: stiamo parlando di un missile potenzialmente in grado di raggiungere un qualsiasi punto del mondo in un’oretta, di muoversi negli strati inferiori dell’atmosfera eludendo i rilevamenti radar e di bypassare le difese missilistiche nemiche al termine della sua corsa. L’aggettivo ipersonico, inoltre, è utile a far immaginare la velocità del missile, un missile in teoria capace di volare dalle sei alle oltre 20 volte la velocità del suono.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dal sito 38 North, la Corea del Nord starebbe tentando di celare alla sorveglianza satellitare le attività di espansione e ammodernamento del sito nucleare di Yongbyon. Dalle ultime immagini del sito emerge che i lavori sinora effettuati sono stati celati per impedire di analizzarne i dettagli. Una delle possibili ragioni dei lavori, a detta del sito web specializzato nell’analisi della sorveglianza satellitare al Nord, è che Pyongyang abbia voluto potenziarne sino al 25% la capacità di produzione di materiale fissile.