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La sezione principale dipinta di rosa in omaggio al suo soprannome, le alette stabilizzatrici dall’apertura ridotta, e la spinta ottenuta da un motore motore turbofan che spicca nella parte superiore della sezione posteriore. E poi quel lanciatore a slitta, che ricorda davvero quelli della misteriosa base di Peenemünde.

Il “Flamingo“, nuovo missile da crociera sviluppato da Kiev, ricorda seriamente una bomba volante V-1, anche se ha più cose in comune con un missile Taurus, una delle armi di precisione a lungo raggio che la Germania attende a concedere all’Ucraina, per non oltrepassare le linee rosse che la CIA aveva imposto, e offensiva dopo offensiva, ha dovuto cancellare, per tracciarne sempre di nuove e continuare a sostenere l’esercito ucraino nella sua strenua resistenza contro l’aggressore russo.

Nelle scorse settimane, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato al mondo che il nuovo sistema d’arma indigeno dell’Ucraina ha “superato con successo i test“. Rivelando che la nuova “arma delle meraviglie” può raggiungere il cuore del territorio della Federazione Russa.

Questo perché il missile da crociera FP-5 “Flamingo” sviluppato dagli ingegneri dell’azienda ucraina Fire Point possiede una gittata dichiarata di almeno 3.000 km che gli consente di “consegnare” una testata esplosiva da 1.000 kg in un’ampia fascia del territorio nemico. Ciò lo renderebbe, in breve, l’arma con maggiore gittata/potenza presente dell’arsenale ucraino. Consentendo a Kiev di colpire obiettivi strategici in buona parte della Russia occidentale e nelle Penisola di Crimea.

Secondo le prime informazioni messe in circolo dalla fonti ucraine, i produttori di questo nuova arma hanno promesso di poter realizzare “un missile al giorno”, ponendosi l’obiettivo di aumentare la produzione per portala a “oltre 200 al mese” entro la fine del 2025, raggiungendo una produzione complessiva di “circa 2.500 unità annuali“. Numeri che fanno riflettere sia sulle capacità industriali/economiche di Kiev, sia sulle capacità tattiche che l’impiego massivo di una simile arma potrebbero provocare. Per non parlare, ovviamente, della reazione da parte del Cremlino. Ma torniamo al missile.

Il Flamingo, nella sua configurazione standard di missile da crociera in parte ispirato ad alcuni sistemi d’arma occidentali, possiede un’apertura alare di 6 metri e una lunghezza di 14 metri, pesa 6.000 kg e può trasportare una testata con un potere distruttivo superiore a tutti i droni e a tutti missili leggeri impiegati fino a questo momento da Kiev. La sua autonomia è stimata fino a 3.000 km dalle coordinate di lancio e il suo tempo di volo massimo intorno alle 4 ore.

Lanciato da una un trampolino a slitta che può essere piazzato a terra o su un camion dotato del sistema a rotaia che funga come piattaforma mobile, il missile può raggiungere un’altitudine di 5.000 metri, raggiungendo una velocità massima di 950 km/h nella sua corsa sull’obiettivo guidata da un sistema di navigazione Gps/Gnss resistente alle interferenze, Crpa, Ins. Grazie alla velocità raggiunta e a dato il peso elevato, si ritiene che il Flamingo possa penetra in profondità nelle strutture fortificate, prima di esplodere. Massimizzando il suo effetto letale. Secondo l’esperto militare F. Hoffmann, consultato da EuroNews, si può considerare una capacità di penetrazionefino a 21 metri contro obiettivi fortificati e circa 38 metri contro strutture più vulnerabili“.

A differenza dei missili da crociera aviolanciati come il Taurus o lo Storm Shadow, che possiedono un raggio operativo inferiore, ma sono anche più difficile da intercettare per i sistemi di difesa nemici, il Flamingo promette una gittata e una capacita distruttiva che lo collocano di fatto nella categoria dei missili strategici a lungo raggio, secondo l’esperto G. Gressel.

Come sottolinea l’analista H.I Sutton, la somiglianza con una bomba volante V-1 è “solo superficiale ed è chiaro che si tratta di un nuovo progetto“. Sutton sottolinea come affermazioni sulla vicinanza alla “V-1 originale a pulsoreattore della Seconda Guerra Mondiale sono eccessivamente semplicistiche“, affermando che il Flamingo deve “molto alla V-1 quanto al Tomahawk“.

Al momento girano voci riguardo un possibile ruolo della Germania nello sviluppo di questa arma, ma non è chiaro se Berlino (che non ha ancora consegnato i missili Taurus) stia cofinanziando direttamente il Flamingo. Un’altra informazione, riguarda l’impianto per la produzione del carburante destinato ai missili Flamingo in Danimarca.

Secondo gli analisti, il vero potenziale del Flamingo, accolto come “arma delle meraviglie“, dipenderà sempre dall’intelligence ucraina di conoscere con estrema precisione coordinate di obiettivi strategici e capacità delle difese aeree russe da eludere. Se utilizzato correttamente, il nuovo missile potrebbe diventare “una delle armi decisive del conflitto“, ha dichiarato l’esperto G. Gressel, ma possibilità che il Flamingo sia un “game changer” per l’Ucraina dipende dalla qualità delle informazioni ottenute degli ucraini. Una parte del gioco che conosciamo bene.

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