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Il Regno Unito fornirà all’Ucraina i missili Brimstone per rafforzare la sua difesa nel conflitto contro la Russia. James Heappey, sottosegretario di Stato per le forze armate, ha dichiarato che le prime consegne di questi vettori dovrebbero avvenire nelle “prossime settimane”, come riferito dal Times.

La notizia non è affatto un fulmine a ciel sereno: Londra aveva previsto da tempo, almeno da 18 mesi, l’invio dei Brimstone in versione antinave all’Ucraina. Lo ha confermato lo stesso segretario alla Difesa Ben Wallace quando ha affermato, alla Camera dei Comuni, che “l’impegno era stato preso due anni fa, quando stavamo vendendo motovedette ad attacco veloce all’Ucraina”. Le unità sottili non sono mai state consegnate, e nemmeno i missili che dovevano equipaggiarle, ma ora il governo britannico sembra aver deciso di inviare i Brimstone a Kiev anche se non è chiaro né in quale versione, né con quale piattaforma di lancio.

Essi fanno parte, infatti, di una famiglia di missili composta da vettori lanciabili da piattaforme ad ala fissa, rotante e da unità di superficie e terrestri. Il missile può essere considerato come la versione britannica dell’AGM-114 Hellfire statunitense ed è attualmente prodotto dalla Mbda. Come detto ne esistono diverse versioni che, a seconda degli utilizzi, prendono il nome di Brimstone Dual Mode System, Brimstone 2, Brimstone Sea Spear e il Future Attack Helicopter Weapon (Fahw).

Il missile nasce dalla cancellazione, da parte del Regno Unito, del programma Steerable Cluster Bomb (VJ291) della Royal Air Force (Raf) nel 1978 che si prefiggeva di migliorare la bomba a grappolo britannica BL755 invece di puntare all’acquisto degli AGM-65 “Maverick” di fabbricazione statunitense. La gestazione è stata piuttosto lunga: il ministero della Difesa britannico selezionò il Brimstone, allora prodotto da GEC-Marconi/Rockwell, nel 1988.

Il programma di sviluppo è stato annullato nel 1990, ma la Guerra del Golfo dell’anno successivo dimostrò l’utilità di munizioni a guida di precisione standoff come i missili statunitensi Tomahawk e Hellfire. Conseguentemente il programma venne riesumato nel 1992 e le prime prove sono state eseguite nel 1998. Sebbene il suo ingresso in servizio fosse previsto per il 2001, il Brimstone non è entrato a far parte dell’arsenale della Raf fino al 2005. I ritardi sono stati causati sia dagli aggiornamenti necessari per il software di guida e controllo del missile, sia per quelli della sia piattaforma di lancio principale, ovvero il Tornado GR4. Un ulteriore aggiornamento del 2007 riguardante un nuovo seeker semi-attivo laser del missile ha fatto nascere un vettore del tutto nuovo denominato Dual Mode Brimstone, in quanto il missile può passare a una guida laser per il puntamento autonomo. Nel 2013 Mbda ha condotto i primi test di volo del Brimstone 2, che può vantare una gittata doppia rispetto ai modelli precedenti, e la sua entrata in servizio è avvenuta a luglio 2016. La famiglia Brimstone si è allargata con l’avvento della sua versione antinave, battezzata Sea Spear, mentre si sta lavorando per avere un nuovo missile per la prossima generazione di elicotteri da attacco, definito Future Attack Helicopter Weapon (Fahw).

Il Brimstone, attualmente, è utilizzabile solo dal Tornado, sebbene anche il Typhoon sia stato adattato per usarlo. È anche progettato per essere utilizzato dagli Uav MQ-9 Reaper e Protector, nonché dall’elicottero d’attacco AH-64 Apache, anche se non è chiaro quando o se questi velivoli alla fine lo impiegheranno. Inizialmente si ipotizzava che anche l’F-35 Lightning II avrebbe potuto utilizzare il Brimstone, ma questa ipotesi sembra essere rimasta in sospeso. Il missile, infatti, viene lanciato da un supporto “a rotaia” che rende necessario l’uso di piloni subalari esterni, un fattore che va pesantemente a incidere sulle doti stealth del caccia di quinta generazione. A tal proposito risulta interessante far notare che gli Stati Uniti non hanno previsto che l’F-35 possa usare gli AGM-65 Maverick per lo stesso motivo. Tuttavia, una variante del Brimstone attualmente in fase di sviluppo, lo Spear 3, potrebbe ancora conferire al velivolo una capacità missilistica tattica aria-terra, poiché l’F-35 è uno degli aerei per i quali è destinato. Come con l’Hellfire, il Brimstone è propulso da un motore a razzo a combustibile solido a due stadi. Il carburante viene consumato rapidamente, lasciando il missile a continuare verso il bersaglio principalmente per inerzia. A partire dal Brimstone 2, è stato utilizzato un motore a razzo più potente e con una combustione più lunga, fattore che ha permesso di ottenere un aumento della portata del 200% come già accennato.

Per quanto riguarda la velocità, il missile viene dato come subsonico, ma poiché di solito viene lanciato da un aereo in movimento a una velocità considerevole, è probabile che il Brimstone raggiunga il regime di volo supersonico quando termina la sua fase di boost. Inoltre, a differenza dell’Hellfire, il Brimstone può essere lanciato in sicurezza da un aereo che si muove a velocità supersoniche. La particolare lunghezza d’onda di lavoro del seeker del Brimstone, consente al missile di agganciarsi a un bersaglio in quasi qualsiasi condizione di visibilità (tranne in particolari pessime condizioni) e fino a 24 vettori possono essere utilizzati contemporaneamente in una determinata area senza interferenze. A partire dal Dual Mode Brimstone, tutte le successive varianti possiedono anche un sistema di guida laser semi-attivo oltre che di tipo radar che permette di parlare di vettore “lancia e dimentica”, che li rende tra i pochi missili dotati di tipi di guida principali. Quando viene utilizzata la guida laser, il bersaglio viene identificato come un plot su cui il missile si dirige. Questo consente a un secondo operatore (come truppe di terra o un altro aereo) di dirigere il missile su un bersaglio prescelto, riducendo anche al minimo l’esposizione per l’aereo lanciatore che può sganciarsi ed evadere la zona ad alta pericolosità.

Tuttavia questi metodi di guida non sono infallibili: chaff o sistemi di protezione attiva possono vanificare la guida radar, così come il jamming, mentre i laser sono inutilizzabili nelle nuvole, nella nebbia, nel fumo o nelle forti piogge e sono suscettibili ai laser abbaglianti. Il vettore ha un innesco di prossimità laser che consente alla testata di esplodere alla distanza ottimale prima dell’impatto, al fine di massimizzare la penetrazione dell’armatura.

Il Brimstone è armato infatti con una testata da 6,3 chilogrammi, nota anche come tandem Heat (High-Explosive Anti-Tank). La testata precursore consente a questa munizione di far esplodere prematuramente la corazza reattiva dei veicoli blindati, permettendo quindi alla carica principale di penetrare nell’armatura. Non è stato reso noto esattamente lo spessore di corazzatura che il Brimstone è in grado di penetrare, ma secondo Mbda può “sconfiggere tutte le armature convenzionali e reattive conosciute”. Dato che l’Hellfire è noto per penetrare oltre 800 millimetri di corazza d’acciaio, è probabile che il Brimstone possa essere più penetrante. Diverse pubblicazioni affermano anche che sia disponibile montare una testata a frammentazione ad alto potenziale (He-Frag), ma non è chiaro. Questo tipo di testata sarebbe più adatto per colpire edifici, concentrazioni di truppe e bersagli come antenne radar, generatori elettrici, camion ecc.

La versione Spear (Selective Precision Effects At Range) è una variante a lungo raggio concepita per colpire bersagli in movimento a distanze superiori a 120 chilometri. Da essa è nato il Sea Spear: versione navale destinata ad essere lanciata da una varietà di navi da guerra che comprendono anche quelle sottili da attacco veloce. A differenza dei precedenti, il Sea Spear è dotato di un sistema di navigazione inerziale per la guida midcourse e trasporta un carico utile di 16 chilogrammi per cercare di danneggiare più efficacemente le unità navali.

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