Droni killer da utilizzare in caso di guerriglia urbana o, più semplicemente, da impiegare quando si verificano tumulti all’interno di aree cittadine. La Cina sta testando Tianyi, un quadricottero costruito da un’azienda consociata a una società aerospaziale statale e, come ha riportato il South China Morning Post, è pronta a pianificarne la vendita degli esemplari all’estero. I veicoli aerei senza pilota sono ancora nella classica fase di sviluppo, ma una volta terminati i test e appurato il loro funzionamento, questi droni potrebbero invadere il mercato internazionale grazie alla loro economicità e versatilità. Pare che il mini quadcopter Tianyi sia stato progettato per aiutare ipotetiche forze di terra ad affrontare nel migliore dei modi “combattimenti a livello di strada”. Intanto, la prima esercitazione di prova effettuata dagli ingegneri cinesi è stata un successo.

Il mini drone Tianyi

A sviluppare il drone è Tianjin Zhongwei Aerospace Data System Technology. Il veicolo aereo senza pilota, spiega l’azienda, è stato ideato per effettuare sia le classiche missioni di ricognizione sia per lanciare attacchi a distanza ravvicinata contro individui o mezzi corazzati “in un ambiente urbano”. Stando a un rapporto diffuso dagli ingegneri della stessa azienda, Tianyi “è adatto a circostanze che includono combattimenti asimmetrici, antiterrorismo e operazioni in strada a sostegno di forze speciali”. Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, stiamo parlando di un drone azionato da quattro rotori, facile da manovrare, in grado di muoversi anche all’interno di edifici e capace di compiere attacchi di precisione, anche sparando attraverso le finestre a distanza ravvicinata. Prima di esportare questa tecnologia all’estero, la Cina la assegnerà al suo esercito, che molto presto potrebbe così schierare il mini drone in prima linea per migliorare il combattimento in zone urbane.

Un mercato ricchissimo

Tianyi, presentato per la prima volta allo Zhuhai Airshow del 2018, può essere controllato da una distanza operativa di 5 chilometri e ha una portata verticale di 6. È dotato di rilevatori a infrarossi e laser per le “operazioni di sorveglianza notturna” ma può contare anche su due missili da 50 mm per colpire bersagli da una distanza massima di 1 chilometro. Ancora non sappiamo quando il mini drone entrerà in funzione, ma in caso di fumata bianca l’azienda che lo ha prodotto farà di tutto per esportarlo anche all’estero, danneggiando i veicoli analoghi prodotti dagli Stati Uniti, più cari e quindi proibitivi per una serie di Paesi in via di sviluppo.

Il Tianyi non sarà certo il primo drone a essere venduto oltre Muraglia, visto che i produttori cinesi hanno già esportato all’estero diversi tipi e modelli di veicoli senza pilota. I CH-4 e i CH-5, sviluppati dalla China Academy of Aerospace Aerodynamics, hanno riscosso un discreto successo in Asia centrale e nel Medio Oriente; basti pensare che all’inizio del 2017 la serie CH era stata venduta in più di 10 Paesi e che la Cina ne spediva all’estero ben 200 esemplari all’anno. Da segnalare inoltre la tipologia Wing Loong, realizzata dal Chengdu Aircraft Industry Group (Caig), utilizzata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi per mettere a ferro e fuoco lo Yemen e dall’Egitto per togliere di mezzo gli insorti nel Sinai.