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Sono arrivate le prime parole di Alexander Dugin, trasferito in ospedale nei minuti immediatamente successivi alla morte di sua figlia Darya Dugina, affidate come da richiesta del politologo all’oligarca Kostantin Malofeev:

“Come tutti sapete, a seguito dell’attacco terroristico condotto dal regime nazista ucraino, mia figlia Darya Dugin è stata brutalmente uccisa in un’esplosione il 20 agosto mentre tornava dal festival Tradizione vicino a Mosca – scrive Dugin -. Era una bella ragazza ortodossa, una patriota, una corrispondente di guerra, un’esperta dei canali centrali e una filosofa. I suoi discorsi e le sue relazioni erano sempre perspicaci, informati e sobri. Non ha mai invocato la violenza o la guerra. Agli esordi era una stella nascente. I nemici della Russia l’hanno uccisa di nascosto, in modo subdolo… Ma noi, il nostro popolo, non possiamo essere spezzati nemmeno da colpi così intollerabili. Volevano schiacciare la nostra volontà con il terrore sanguinario contro i migliori e i più vulnerabili tra noi. Ma non ci riusciranno”.

Poi un passaggio su quella che dovrebbe essere la “risposta” di Mosca: “I nostri cuori non sono solo affamati di vendetta o di rivalsa. È troppo superficiale, troppo poco russo. Vogliamo solo la nostra Vittoria. Mia figlia ha deposto la sua vita di fanciulla sul suo altare. Quindi vincete, per favore! Volevamo che crescesse come una ragazza intelligente e un’eroina. Che possa ispirare i figli della nostra Madrepatria all’eroismo anche adesso”.

Infine, una indicazione circa le esequie: “L’addio a Darya Dugina (Platonova), un servizio funebre civile, si terrà il 23 agosto presso il Centro televisivo di Ostankino alle ore 10”.

Poco dopo, alla famiglia Dugin è stato recapitato un telegramma firmato dal Presidente russo Vladimir Putin: “Cari Alexander e Natalia, vi prego di accettare le mie sincere condoglianze e parole di sostegno in relazione alla terribile e irreparabile perdita che vi ha colpito. Un crimine spregevole e crudele ha stroncato la vita di Darya Dugina, una persona brillante e di talento con un vero cuore russo, gentile, amorevole, sensibile e aperto. Giornalista, scienziata, filosofa, corrispondente di guerra, ha servito onestamente il popolo, la Patria, dimostrando con le sue azioni cosa significa essere un patriota della Russia. Darya Dugina sarà sempre ricordata dai suoi parenti e amici, dai suoi soci e compagni d’armi. Forza e coraggio a voi in questo momento di dolore”.

Nel frattempo, oggi alle 19 a Mosca è stato organizzato l’evento Candela della memoria, una deposizione di fiori e accensione di lampade in memoria di Darya Dugina in piazza Borovitskaya, vicino al monumento a Vladimir il Grande.

La scelta del luogo non è casuale: il nome “Daria”, tradotto dall’antico persiano, significa “colei che possiede il bene, il mondo”. Il nome Vladimir che deriva dallo slavo antico, è composto da “vlasti” (governare) e da un secondo elemento che viene ricondotto a diverse parole, fra cui “miru” (pace o, appunto, mondo).

Il grado di allerta resta molto elevato e dagli organizzatori filtra la raccomandazione a rispettare con rigore le norme di sicurezza come: avvicinarsi al monumento uno alla volta, evitare di formare folle o assembramenti, comportarsi con moderazione senza alcun riferimento di carattere politico.

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