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Per i media ucraini l’esercito russo ha fatto irruzione all’interno dell’acciaieria di Azovstal. Le emittenti di Mosca, invece, fanno semplicemente sapere che le forze del Cremlino stanno riversando una “pioggia di fuoco” sull’acciaieria, senza far riferimento ad alcun tentativo di irrompere nella struttura. Che cosa sta succedendo a Mariupol in queste concitatissime ore? Andiamo con ordine e cerchiamo di riunire i pezzi del puzzle.

Nel primo pomeriggio l’Ukrainska Pravda ha rilanciato la notizia secondo cui l’esercito russo avrebbe fatto un’irruzione nell’acciaieria di Azovstal, dove gli ultimi difensori ucraini rimangono nascosti nei tunnel sotterranei. Altre fonti parlano di un’irruzione russa in una sezione dell’edificio, senza però specificare se si tratti della parte dello stabilimento dove si trovano civili e militari ucraini oppure un’altra area.

Dopo qualche ora è arrivata anche la versione dei media russi. Secondo quanto riportato dal canale tv del Ministero della Difesa di Mosca, Zvesda, le forze armate russe starebbero continuando a colpire con una “pioggia di fuoco” l’acciaieria Azovstal. I colpi proverrebbero da obici e lanciarazzi delle unitĂ  militari della Repubblica popolare di Donetsk e “stanno tutti arrivando sul sito di Azovstal”. Il canale tv ha riferito anche che la pioggia di fuoco ha l’obiettivo di rendere i difensori “incapaci di uscire dalle catacombe”. In precedenza, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu aveva detto che quel che resta dei militari ucraini nello stabilimento era completamente bloccato.



L’attacco all’acciaieria Azovstal

A quanto pare, ci sarebbero circa duemila tra combattenti del reggimento Azov e marine che ancora resiterebbero nei tunnel sotterranei della struttura. “Ci sono pesanti combattimenti ad Azovstal, abbiamo perso i contatti con i ragazzi. Non possiamo sapere che cosa sta succedendo e se siano al sicuro o meno”, ha dichiarato alla televisione ucraina il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, secondo il quale nell’acciaieria ci sono ancora centinaia di civili, tra cui trenta minori, che non sono ancora stati evacuati.

Le autoritĂ  di Kiev hanno affermato che è in corso da ieri un “potente assalto” alla fabbrica con il supporto di “veicoli corazzati, carri armati, con tentativi di sbarco di truppe, con l’aiuto di barche e un gran numero di elementi di fanteria“. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato che lo scopo dell’attacco è impedire ai difensori di raggiungere le postazioni di tiro. Una delle poche certezze che abbiamo è che i russi stiano effettivamente attaccando l’acciaieria.

I civili intrappolati

Resta da capire quanti civili restino ancora da evacuare dall’acciaieria. Stando alle ultime notizie diffuse, sarebbero circa 250. Nei giorni scorsi, dopo numerosi tentativi a vuoto a causa della sfiducia reciproca tra Mosca e Kiev, e grazie alla mediazione fondamentale dell’Onu, sono stati evacuati dall’impianto un centinaio di civili, mentre un altro centinaio da alcuni villaggi vicini.

I cittadini sono stati consegnati al personale della Croce Rossa e delle Nazioni Unite, che hanno garantito che non venissero deportati in Russia e che potessero scegliere le zone di destinazione, se nel territorio sotto occupazione russa o sotto il controllo ucraino.

In ogni caso, mentre i media ucraini sostengono che l’esercito russo, proprio in queste ore, abbia fatto irruzione nell’acciaieria, il Cremlino ha negato categoricamente. “L’ordine di annullare qualsiasi assalto è stato dato pubblicamente dal comandante in capo (Vladimir Putin, ndr). Non c’è assalto” al momento, ha detto alla stampa Peskov.

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