L’Iraq torna nel caos dopo l’attacco americano che ha ucciso il leader delle forze Quds Qassem Soleimani. Ma proprio nelle ultime ore si inseguono voci su un presunto secondo attacco, avvenuto questa volta a nord di Baghdad. La notizia, battuta da Al Jazeera e altri media arabi, ha iniziato a circolare nella notte tra il 3 e il 4 gennaio.

Le news e le smentite si rincorrono

Sulle prime, secondo i media iracheni, nell’attacco sarebbero stati colpiti due mezzi dei tre sui quali viaggiavano esponenti delle Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi), coalizione di milizie sciite filo-iraniane. Due sarebbero i mezzi ritrovati bruciati assieme a sei corpi, secondo l’agenzia battuta intorno alle ore 1.12, ora di Baghdad. In particolare, sarebbe rimasto ucciso Shibl al-Zaidi, leader della Kataib Imam Ali, milizia che fa parte delle Unità di mobilitazione popolare (Pmu) alleata con l’Iran. Con lui sarebbero stati uccisi suo fratello e cinque guardie del corpo. Un secondo filone di notizie riferiva, invece, che l’attacco avrebbe ucciso sei persone, tra cui alcuni medici, ma sia l’esercito iracheno che il governo degli Stati Uniti hanno negato che un attacco aereo americano sia avvenuto contro un convoglio medico a Taji. Nei primi minuti dopo gli accadimenti la televisione di Stato irachena ha affermato che un attacco sarebbe avvenuto lungo la Taji Road prendendo di mira un convoglio di un gruppo militare pilotato dalle forze iraniane: in seguito, però, il report sarebbe stato smentito. La notizia è stata smentita anche dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte l’Isis: il portavoce Myles B. Caggins III ha negato, in un tweet, che vi sia stato alcun raid della coalizione negli ultimi giorni nella zona, sostenendo di non aver effettuato attacchi aerei vicino a Camp Taji, notizia poi ribattuta dalla Reuters.

I report sul misterioso attacco sono iniziati a piovere da ogni dove esattamente dopo 24 ore dall’attacco che ha ucciso il principale generale iraniano all’aeroporto di Baghdad e Abu Mahdi al-Muhandis, vice comandante delle forze Hashd al-Shaabi, noto anche come Popular mobilization forces (Pmf): un gruppo ombrello di milizie irachene appoggiate dall’Iran, che è stato legalmente integrato nelle forze di sicurezza dello stato iracheno che, secondo i critici, opererebbe indipendentemente da Baghdad. Nelle prime ore di sabato 4 gennaio, anche il gruppo Pmf ha dichiarato che un raid aereo aveva colpito un convoglio di medici, mentre una fonte anonima dell’esercito iracheno aveva anche sostenuto che sei persone erano state uccise e tre ferite: anche questa notizia era stata ribattuta dall’agenzia di stampa Reuters. Tuttavia, il Pmf ha successivamente rilasciato un’altra dichiarazione affermando che nessun convoglio medico è stato preso di mira a Taji.

Camp Taji è un’installazione militare, nota anche come Camp Cooke, usata dalle forze della coalizione anti Isis: si trova in una regione rurale a circa 30 chilometri a nord della capitale irachena. Il campo Taji è ora noto come uno dei tanti campi degli Stati Uniti che ospitano anche membri del nuovo esercito iracheno e della Guardia nazionale irachena. Viene anche usato per addestrare la nuova aeronautica del Paese: nella parte irachena, chiamata Camp Bennet, vivono le truppe irachene e le squadre di transizione. La base viene utilizzata dall’intervento militare contro l’Isis ed è sede di più unità che addestrano il personale militare iracheno.

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