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Guerra

Il generale Usa (che piace a Israele) che vuole fare la guerra all’Iran

Influenza su Israele: Kurilla, descritto come un “falco tra i falchi”, è un alleato chiave di Israele, promuovendo attivamente un attacco al programma nucleare iraniano e creando un’integrazione militare nota come “ombrello di Kurilla”.Ruolo nel Centcom: Come comandante del Centcom, Kurilla gestisce 21 paesi e ha rafforzato la cooperazione militare USA-Israele, supportando la difesa israeliana contro attacchi iraniani.Visita in Israele: A febbraio 2025, Kurilla ha incontrato i vertici militari e di intelligence israeliani, discutendo di minacce regionali e rafforzando l’interoperabilità delle forze.Tempismo strategico: L’attacco israeliano all’Iran potrebbe essere stato accelerato per sfruttare il sostegno di Kurilla prima del suo ritiro estivo, secondo fonti di Responsible Statecraft.Divisioni al Pentagono: Kurilla guida i “falchi” favorevoli a un maggiore sostegno militare a Israele, ma si scontra con figure come Elbridge Colby, che privilegiano obiettivi strategici in Asia.

Ci sono vari agenti negli Stati Uniti che influenzano la politica estera di Washington a favore di Israele. Oltre a una serie di think-tank estremamente influenti (come l’Ffd, di cui abbiamo recentemente parlato) e una lobby potentissima – a cui gli illustri politologi John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt hanno dedicato un saggio fondamentale, The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy – Tel Aviv può contare anche su “falchi” pro-Israele e, in generale, uomini degli apparati governativi estremamente devoti agli interessi nazionali israeliani.

Secondo Responsible Statecraft, l’attacco israeliano contro l’Iran potrebbe essere stato influenzato dalla prossima pensione del generale Michael Erik Kurilla, comandante del Centcom. È possibile, infatti, che Israele abbia agito ora per sfruttare una “finestra” temporale per un’operazione congiunta con gli USA, prima del ritiro di Kurilla quest’estate.

Chi è il generale Kurilla e perché è importante per Israele

Descritto da Ynet come “il generale americano senza il quale Israele non vuole colpire l’Iran”, Kurilla è un alleato chiave di Israele. “È un falco tra i falchi”, ha detto Curt Mills di The American Conservative, suggerendo che Israele abbia accelerato i tempi per essere sicura di avere il suo sostegno. Fonti del Dipartimento della Difesa, citate da Responsible Statecraft, affermano che Kurilla promuoveva attivamente un attacco al programma nucleare iraniano. Justin Logan del Cato Institute ha confermato che il generale sta spingendo per la guerra. Dan Caldwell, ex consulente del Segretario della Difesa, ha dichiarato a Breaking Points che il tempismo non è casuale, vista la visione di Kurilla di una campagna militare poco costosa.

Il comando di Kurilla, che copre 21 paesi, ha creato un’integrazione militare con Israele, nota come “ombrello di Kurilla”, supportando la difesa israeliana contro gli attacchi iraniani, come riportato da Ynet.

Il recente viaggio di Kurilla in Israele

Lo scorso febbraio, come conferma un comunicato stampa dell’Us Central Command, Michael Erik Kurilla, comandante del Centcom, è stato in visita in Israele, confermando l’attenzione prioritaria che il generale dedica alla partnership con Tel Aviv. Kurilla ha incontrato il capo di stato maggiore delle Idf, gen. Herzi Halevi, il comandante dell’aeronautica israeliana, gen. Tomar Bar, il direttore dell’Isa, Ronan Bar, e il direttore del Mossad, David Barnea.

Secondo quanto riportato, Kurilla ha discusso con i vertici israeliani delle “situazioni in Libano, Gaza, Yemen (Houthi), Siria, gruppi militanti filo-iraniani in Iraq e Iran, puntando a rafforzare la cooperazione militare Usa-Israele e l’interoperabilità delle forze”. Kurilla ha visitato il sistema di difesa aerea Thaad, integrato nella difesa regionale, e ha ribadito il “solido legame militare tra i due Paesi”.

Trump fa i conti con un Pentagono diviso

Kurilla guida i “falchi” che vogliono trascinare gli Stati Uniti in un confronto militare diretto. Secondo quanto riportato da Semafor, tuttavia, i massimi funzionari del Pentagono sono divisi sulla portata del sostegno militare degli Stati Uniti a Israele, tema che plasmerà la politica estera del secondo mandato del presidente Donald Trump.

Come conferma Semafor, Kurilla e altri vertici militari hanno richiesto maggiori risorse per supportare e difendere Israele. Tuttavia, queste richieste si scontrano con l’opposizione del sottosegretario alla Difesa per la politica, Elbridge Colby, che si oppone fermamente al trasferimento di risorse militari dagli obiettivi strategici in Asia al Medio Oriente, come riportato da fonti vicine al Dipartimento della Difesa.

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