Che cosa è successo davvero al fondatore dei Caschi bianchi siriani morto lo scorso novembre a Istanbul? Facciamo un passo indietro. I Caschi bianchi siriani – o Difesa civile siriana – sono un’organizzazione umanitaria nata nel 2013 su iniziativa dell’ex militare spia britannica James Le Mesurier, fondatore della Ong Mayday Rescue con sede ad Amsterdam, Olanda. Operanti nelle zone controllate dai ribelli durante la guerra in Siria con oltre 3mila volontari e 111 centri di protezione, i Caschi bianchi hanno conosciuto una celebrità internazionale degna di vere superstar. Documentari, candidature all’Oscar, premi di ogni tipo. Ma dietro i Caschi bianchi c’è un’ombra, di cui la stampa internazionale ha parlato davvero poco. E riguarda le ultime notizie che giungono dalla stampa olandese, che pongono nuovi dubbi e interrogativi sulla misteriosa morte di James Le Mesurier, trovato morto nel suo appartamento di Istanbul lo scorso 11 novembre 2019.

La “truffa” del fondatore dei Caschi Bianchi confessata pochi giorni prima della morte

Le autorità turche hanno archiviato la morte di Le Mesurier come un “suicidio”, anche se i dubbi rimangono. L’ex agente dei servizi britannici Mi6, come riportato nei giorni scorsi dal quotidiano olandese de Volksktrant, aveva ammesso, tre giorni prima della morte, di aver informato i Paesi donatori – compresi i Paesi Bassi – della frode e degli abusi finanziari ad opera della Ong Mayday Rescue che ha la sede legale proprio nei Paesi Bassi. Secondo i documenti visionati dal quotidiano olandese, l’ex spia aveva ammesso a un contabile inviato a controllare i libri della Ong di aver falsificato le ricevute per 50.000 dollari provenienti dalle donazioni e che dovevano servire a una missione in Siria. Le Mesurier aveva usato quei soldi per pagare il suo sfarzoso matrimonio a Istanbul nel 2018 e per concedere prestiti alla sua nuova moglie, l’ex diplomatica Emma Winberg. Un “malinteso”, fanno sapere dalla Ong, e non una “frode”.

Nel frattempo, dopo la morte di Le Mesurier, secondo quanto riportato da de Volksktrant i Paesi donatori hanno avviato un’indagine sui libri contabili di Mayday Rescue. I governi coinvolti volevano tenere segreta questa inchiesta, secondo il nuovo amministratore della Ong, Cor Vrieswijk. Come riporta il quotidiano olandese, per il momento non ci sarebbero prove di appropriazione indebita. Tuttavia, curiosamente mancherebbe la maggior parte della documentazione finanziaria. Pertanto, alcune delle transazioni più importanti non possono più essere verificate. Come mai? Chi finanziava, oltre ai governi occidentali – Gran Bretagna, Germania, Olanda – la Ong?

Il collegamento fra i Caschi Bianchi siriani e Mayday Rescue: Le Mesurier

Il regista Raed al Saleh, uno dei volti più noti dei caschi bianchi siriani, afferma che i White Helmets “non hanno nulla a che fare con la Mayday Rescue Foundation” e che ora le donazioni arrivano attraverso altre organizzazioni. È davvero così? Eppure i Caschi bianchi siriani nascono proprio da un’idea di Le Mesurier. Prima della fondazione i Caschi bianchi, Le Mesurier ricopre ruoli di prim’ordine nell’Olive Group, un’organizzazione privata di mercenari che si è poi fusa con Blackwater-Academi in quello che oggi è conosciuto come Constellis Holdings. Poi, nel 2008, Le Mesurier lascia l’Olive Group dopo essere stato nominato direttore della Good Harbor Consulting, presieduta da Richard A. Clarke, un veterano della sicurezza nazionale statunitense sotto le amministrazioni Bush e Clinton.

Dopo essersi unito a Good Harbor, Le Mesurier si trasferisce ad Abu Dhabi, dove si specializza in gestione del rischio, pianificazione di emergenza e protezione delle infrastrutture critiche. Addestra una truppa a protezione dei giacimenti di gas degli Emirati e gestisce la sicurezza della Coppa del Golfo del 2010 nello Yemen. Nel 2013 Le Mesurier fonda in Turchia i Caschi bianchi siriani. È lui stesso, in prima persona, ad addestrarli. In un’intervista a Il Foglio del 5 ottobre 2016, James Le Mesurier si racconta: “Il mio background è nei processi di stabilizzazione. Lavoro in medio oriente da circa vent’anni. Ho lavorato in zone di conflitto in tutto il medio oriente, e l’approccio standard dei governi che vogliono stabilizzare degli stati falliti o fragili di solito segue due linee guida: la democratizzazione e il buon governo e il rafforzamento del settore della sicurezza. Ho iniziato a lavorare in Siria nel 2011 e quello che ha iniziato a prendere corpo era il solito lavoro di supporto secondo manuale: sostenere un paese che stava cadendo verso una instabilità drammatica e implementare una serie di programmi di democratizzazione e buon governo per la popolazione siriana”.

Tutta la vicenda rimane intrisa di dubbi e misteri. Si è trattato davvero di un suicidio? Oppure Le Mesurier sapeva cose non potevano e non dovevano essere rivelate? È stata fatta un’autopsia? Che cosa dice? Tutte domande alle quali sarebbe importante dare una risposta…

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