diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY

È il 27 marzo del 1999 quando nella quarta notte dei raid Nato lanciati contro la Serbia, un caccia da attacco al F-117A “Nighthawk” – caccia d’attacco al suolo di ultima generazione rimasto a lungo un progetto“top secret”– viene individuato e abbattuto da un semplice missile Sam di fabbricazione sovietica mentre fa ritorno alla base alleata di Aviano, dopo aver colpito un obiettivo strategico situato nei pressi di Belgrado.

A bordo del monoposto c’è un veterano del Golfo, il colonnello Zelko. Il suo nominativo radio è “Vega 31” e quella notte fa parte della terza sortita sulla Serbia quando un missile surface to air lanciato da un S-125 “Neva(designazione Nato SA-3 “Goa”) lo colpisce. Il pilota, perso il controllo del velivolo, è costretto a lanciarsi dietro le linee nemiche: verrà recuperato per sua fortuna 5 ore dopo da una squadra di soccorso composta da elicotteri di salvataggio e A-10 a copertura, prima di cadere in mano serba. I resti del velivolo di nuova concezione, che viene scambiato più volte negli anni nel suo sviluppo come uno dei famigerati “Ufo” dell’Area 51, verranno rinvenuti il giorno dopo.

Per il Pentagono è uno smacco senza precedenti: uno degli aerei dotati della tecnologia più sofisticata del mondo è stato abbattuto da una potenza minore mettendo in dubbio le reali capacità dei cacciabombardieri stealth di essere invisibili ai radar e di poter compiere quelle missioni “furtive” per i quali erano stati sviluppati al prezzi di miliardi di dollari dei contribuenti. La fama del “Falco Notturno” al suo terzo impiego in battaglia subisce un durissimo colpo. La storia tuttavia dimostrerà che questo sarà il primo e l’ultimo abbattimento di un velivolo di questa tipologia.

Ma come è stato possibile che la rete di difesa aerea serba sia riuscita a ottenere il prima e unico abbattimento di un bombardieri stealth? Secondo le fonti quella notte la difesa anti-aerea serba stava impiegando dei radar sovietici appositamente modificati per rilevare i cosiddetti “aerei invisibili”. Le modifiche si basavano sull’uso di “lunghe lunghezze d’onda che consentivano a tali sistemi radar di rilevare i velivoli invisibili a distanza relativamente breve quando la bassa sezione radar dell’aereo era colpita quando le porte della bomba erano aperte per far cadere bombe” riportata l’esperto David Cenciotti su The Avionist. Una volta tracciato il velivolo, che seguiva lo stesso percorso di rientro dei velivoli impiegati nelle sortite precedenti rendendo la sua posizione prevedibile, i serbi lanciarono una salva sei/otto missili SA-3 capaci di raggiungere a velocità mach 3 il loro bersaglio, e uno di questi esplose tanto vicino all’F-117 da danneggiarlo e costringere il pilota a lanciarsi.

I pezzi del velivolo “spigoloso”, dipinto completamente di vernice radar-assorbente nera, che sfruttava una combinazione di forme geometriche, piani di coda inclinati, e una peculiare vetratura dell’abitacolo triangolare per limitare ulteriormente la sua firma radar, vennero immediatamente inviati in Russiaper essere impiegati nello sviluppo di tecnologie anti-stealth. Riguardo il concetto di “invisibilità” questo evento rammentò al Pentagono, e alla divisione “Skunk Works” di Lockheed Martin che aveva sviluppato il velivolo, che solo Wonder Woman possiede un jet veramente invisibile. E che per questo in futuro i piloti dei jet “stealth” e i progettisti dovevano essere ancora più accorti, se non volevano sfatare il mito delle “missioni furtive”.