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Guerra

Il “Crogiolo”, l’ultima sfida per diventare un marine

Quando un marine stringe tra le mani il distintivo con l’aquila che sormonta il globo e l’àncora, davanti al monumento dei caduti che riproduce quello di Arlington, significa che ha portato a termine con successo tre mesi di estenuanti addestramenti...

Quando un marine stringe tra le mani il distintivo con l’aquila che sormonta il globo e l’àncora, davanti al monumento dei caduti che riproduce quello di Arlington, significa che ha portato a termine con successo tre mesi di estenuanti addestramenti fisici e teorici, ma soprattutto, che ha superato la prova più dura che misura l’uomo, o la donna, che intende entrare a fare parte del corpo. “The Crucible“, in italiano più semplicemente “crogiolo”, è l’ultima sfida cui il marine è sottoposto: un’esercitazione di 54 ore consecutive che si svolge nel bosco, progettata essenzialmente per testare le reclute nel fisico, nella mente e nel morale, per valutare se veramente possono meritarsi il “brevetto“.

Siano entrate al centro di reclutamento di Parris Island o a quello di San Diego, le reclute arrivate al termine dell’addestramento, una notte, poco prima delle tre del mattino dell’undicesima settimana, partono per una marcia di otto chilometri che le condurrà al loro “crogiolo”: un’area di addestramento nel mezzo di una zona boscosa dove svolgeranno sei diverse attività principale e una serie di prove minori.





Ogni evento prende il nome da un marine insignito della Medal of Honor o della Navy Cross, e prima di iniziare la prova una menzione sul decorato viene letta ad alta voce. Le attività sono tutte accuratamente studiate per simulare i rigori e lo stress cui il combattimento e l’impiego in prima linea posso sottoporre il marine; per saggiare la dedizione delle reclute e la loro resistenza, oltre che il gioco di squadra. A ogni sessione viene affidato il comando ad una recluta meritevole delle diverse squadre in cui viene suddiviso ogni plotone, affinché venga provata ed esaminata anche la propensione a condurre i compagni in battaglia.

Durante il crogiolo, le reclute marciano a circa 65 chilometri con razioni di cibo e tempi di riposo o sonno ridotti al minimo sostenibile: due pasti, e 3/4 ore di sonno per i 3 giorni tra le 23.00 e le prime ore della notte. Dopo le brevi pause, si torna immediatamente tra i percorsi ad ostacoli, nelle prove di tiro con i fucili d’assalto M-4 – di giorno e di notte con i visori notturni – a strisciare nel fango, sotto il filo spinato, a colpire con la baionetta, a smontare e rimontare armi, confrontarsi nel corpo a corpo, a soccorrere feriti e correre con il massimo equipaggiamento individuale trasportabile e così via. Questo è ciò che aspetta il marine impiegato in prima linea: muoversi allo stremo delle forze, dello stress e della fatica fisica e psichica, con il pensiero di non farcela, ma di dovercela fare, e di non poter lasciar nessuno indietro. Questo è ciò che il Corpo dei Marines degli Stati Uniti si aspetta da lui. Se dimostra di esserne all’altezza, diverrà davvero un marine. 

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