Oltre 6 miliardi di dollari di armi dall’America a Israele. Compresi almeno 30 elicotteri d’attacco AH-64 Apache, i più “attivi” durante le operazioni di guerra condotte dall’Idf nella Striscia di Gaza, date le loro capacità di supporto aereo ravvicinato. Così il Congresso degli Stati Uniti continua ad armare lo Stato ebraico sotto l’Amministrazione Trump.
Secondo un’esclusiva pubblicata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal, l’Amministrazione Trump sta cercando l’approvazione del Congresso per vendere quasi 6.4 miliardi di dollari in armi e altri sistemi militari a Israele. L’affare comprende una commessa del valore di oltre 3 miliardi di dollari per ben 30 elicotteri d’attacco AH-64 Apache, e una per quelli che vengono riportati come 3.250 veicoli d’assalto della fanteria, tutti destinati alle forze di terra israeliane che attualmente impiegano i loro Namer, un veicolo trasporto truppe indigeno basato sullo scafo del tank Merkava, ma anche veicoli ruotati come le jeep Humvee e i truck corazzati Wolf statunitensi.
Le armi “probabilmente” non verrebbero consegnate prima di due o tre anni, e sarebbero pagate da finanziamenti militari stranieri forniti dagli americani, “denaro dei contribuenti che arriva tramite miliardi di dollari in aiuti militari annuali forniti a Israele dagli Stati Uniti“. Questo – nonostante i tempi e le posizioni estremamente contrarie alle decisioni militari e politica dello Stato ebraico – ci ricorda come Washington non intenda abbandonare per nessun motivo Tel Aviv nonostante la conduzione di un conflitto che non sta assolutamente ottenendo gli obiettivi prefissati – ossia l’eliminazione di Hamas e la liberazione degli ostaggi – e che invece sta riducendo a ground zero la Striscia di Gaza.
Una posizione molto diversa dalla danza che riguarda la fornitura di armamenti che interessano Kiev e sembra più umorale che strategica.
L’impiego degli Apache in Israele
Gli elicotteri d’attacco Apache, che gli israeliani hanno rinominato nelle versioni AH-64A ed AH-64D rispettivamente Peten e Seraph, è considerato tra i velivoli a pala rotante più avanzati, efficaci, versateli e letali del mondo. Secondo i dati reperibili, lo Stato di Israele possiede tra i 43 e i 48 elicotteri di questo tipo.
Sviluppato negli anni tra gli anni Settanta e Ottanta dalla Stati Uniti come elicottero d’attacco avanzato per prendere parte a missioni anticarro, assalto, scorta e caccia anti-elicottero ognitempo, l’AH-64 nelle sue versioni più moderne può contare un ampia gamma di armi e pacchetti di sensori racchiusi in particolari pod per localizzare e acquisire bersagli o condurre azioni di guerra elettronica. Elicottero biposto in tandem, l’AH-64 è stato impiegato in passato da Israele per eliminare posizioni difensive di Hezbollah in Libano, ma anche per eliminare obiettivi d’alto valore di Hamas.
Nel nuovo devastante capitolo della guerra arabo-israeliana, elicotteri d’attacco di questo tipo sono stati impiegati anche per rilevare, tracciare e distruggere minacce aeree come i droni kamikaze iraniani del tipo Shaehed, utilizzando diversi tipi di munizioni, tra cui missili anticarro Hellfire, i razzi Hydra o attraverso il cannone automatico M230 da 30 mm a tiro rapido; ma sono regolarmente impiegati come supporto alle operazioni terrestri.
Già dalle prime ore dell’Operazione Carri di Gedeone II, l’ultimo sconsiderato capitolo dell’invasione terrestre di Gaza, la presenza di elicotteri AH-64 nei cieli di Gaza City è stata evidenziata dai reporter e dalla stampa locale.
Se consideriamo alcune affermazioni rilasciate dagli stessi piloti israeliani che hanno preso parte alle missioni lanciate il 7 ottobre contro l’attacco terroristico sferrato da Hamas e dalle cellule jihadiste che non sono mia state completamente domate all’interno dell’exclave di Gaza, questo piattaforma letale e precisa, potrebbe essere stata parte integrante nella deplorevole “Direttiva Annibale“. La controversa procedura utilizzata dalle forze di difesa israeliane per “impedire la cattura di soldati israeliani da parte di forze nemiche“.
Una commessa in controtendenza
Come riportato dall’agenzia Reuters, la fornitura di oltre 6 miliardi si sistemi d’arma allo Stato di Israele a pochi giorni dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riunione di alto livello per una risoluzione della crisi di Gaza, il pieno “sostegno del presidente repubblicano” a Tel Aviv e al suo esercito appare in “netto contrasto” sia con la crescente diffidenza dei democratici statunitensi, che hanno recentemente votato contro ulteriori vendite di armi a Israele e sono sempre più critici nei confronti dell’attacco israeliano a Gaza, sia con gli alleati occidentali storici che hanno scelto di riconoscere – come gesto simbolico – lo Stato palestinese.
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