Oleksandr Syrskyi è pronto a un’offensiva su larga scala. Contro le truppe russe che stanno da mesi avanzando in Donbass mettendo alle corde le unità ucraine? No, contro una mappa del fronte online costruita su fonti aperte e fondamentale per l’Osint. Può sembrare assurdo, visto la criticità del conflitto, ma il comandante in capo delle forze armate ucraine ritiene davvero una minaccia alla sicurezza del Paese il lavoro del progetto DeepStateMap.Live, che dal 24 febbraio 2022 mostra l’evoluzione del fronte passo dopo passo, creando il più aggiornato database presente sulla mobilitazione di unità sulla linea del fronte.
Lo scontro su DeepState e la denuncia della deputata uscita dal partito di Zelensky
DeepState, i cui fondatori sono gli analisti Roman Pohorily e Ruslan Mykula, ha creato un sistema informativo fondamentale e realista sull’evoluzione dell’attività militare sul terreno. I due fondatori del progetto, la cui mappa è stata visualizzata in tre anni quasi un miliardo di volte, non fanno mai mistero della loro volontà di sostenere la causa ucraina, hanno raccolto fondi per le forze armate di Kiev e hanno subito più volte attacchi informatici riconducibili alla Russia. Ma ora si trovano vittima di fuoco amico, secondo quanto ha denunciato Mariana Bezuhla, 36 anni, deputata della Rada ucraina, eletta nel 2019 con Servo del Popolo, il partito del presidente Volodymyr Zelensky, che ha lasciato pochi mesi fa attaccando i suoi ex compagni di marcia per la scarsa attenzione riservata alla difesa del Paese e per aver “sabotato il settore della sicurezza nazionale e della difesa”, colpito da corruzione e inefficienze.
Bezuhla ha scritto su Facebook che “Syrskyi, invece di stabilizzare la difesa, ha lanciato un’offensiva contro il team DeepState, l’ultimo baluardo di informazioni più o meno adeguate sulla prima linea”, segnalando che a suo avviso i generali ucraini temono che le verità “ufficiali” arrivino a cozzare con quanto emerge dalle fonti aperte circa l’effettiva tenuta del fronte.
A scatenare, dopo mesi di tensioni, la rottura sarebbe stato un fatto avvenuto poco prima di Natale: “Il 23 dicembre, sulla mappa sono apparse informazioni sul possibile accerchiamento di Makarivka”, nota Dev, aggiungendo che “lo stesso giorno, il gruppo operativo-strategico di truppe «Khortytsia» ha riferito che le informazioni sull’accerchiamento di unità delle Forze di difesa dell’Ucraina nell’insediamento di Makarivka in direzione Vremiv, diffuse dai media, non erano vere”. Yuriy Butusov, giornalista esperto in questioni militari, ha difeso DeepState e le sue rivelazioni e secondo la deputata, i vertici dello Stato Maggiore starebbero discutendo con l’intelligence per la sicurezza interna dell’Ucraina, lo Sbu, un controllo sulla divulgazione delle informazioni, per marcare secondo Bezuhla il messaggio secondo cui “qui non c’è spazio per l’Osint”, riflettendo addirittura su come chiudere il progetto, con l’ipotesi estrema di arruolare Pohorily e Mykula nelle forze armate.
“Dove stiamo andando?”, chiede retoricamente Bezuhla a Zelensky, aggiungendo che “Conosciamo tutti DeepState fin dall’inizio dell’invasione su vasta scala” e che il portale “ogni giorno, rimane una delle poche fonti per capire cosa sta succedendo, sia per i civili che per i militari. L’attacco dei “vecchietti” al progetto è un’altra dimensione della loro completa arretratezza e la prova che siamo diventati veramente ostaggio di un modello sovietico”, è il durissimo affondo della politica ed ex funzionaria del ministero della Difesa.
La lotta all’Osint è un problema
Se confermata, questa manovra da parte dei generali ucraini mostrerebbe le difficoltà con cui le forze armate di Kiev si confrontano in una fase in cui, peraltro, da asset le operazioni degli analisti che fanno Osint, cercando di monitorare gli scenari del fronte su dati, immagini e notizie reali, diventano latrici di scomode verità per un esercito in grande affanno. Ma non è possibile ritenere l’Osint affidabile quanto, ad esempio, smaschera un bombardamento russo su un’infrastruttura energetica o dei civili ucraini e ritenerla dannosa quando presenta una realtà negativa per il proprio campo. A maggior ragione, DeepState è un progetto che nasce proprio per mostrare nel profondo la capacità di resistenza ucraina. Una censura del suo lavoro sarebbe una brutta immagine per un Paese che resiste da tre anni contro un’aggressione esterna.
In Italia, a denunciare la minaccia di chiusura di DeepState è stato Mirko Campochiari, titolare e animatore del canale YouTube e think tank Parabellum, che criticato la mossa su X: “Questa censura, oltre a essere un folle autogol, è una perdita enorme non solo per la comunità Osint che ogni giorno cerca con onestà intellettuale di rappresentare la verità dei fatti anche attraverso il controllo incrociato delle informazioni., ma anche per tutti gli utenti che la seguono che avranno una risorsa credibile in meno a disposizione per capire cosa succede”. Dato che l’Ucraina ha sempre presentato la sua battaglia come una lotta per la libertà e la democrazia, negare questi presupposti rischia di creare grandi grattacapi circa la causa della resistenza ucraina. E scontri con chi fa il proprio lavoro per informare con attenzione pregiudicano, piuttosto che rafforzarla, la tenuta di una causa militare che sempre più appare scricchiolante nel terzo inverno dell’offensiva russa.