La geopolitica della corsa allo spazio
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Il cerchio magico che per anni ha sostenuto, consigliato e supportato Vladimir Putin ha perso Valentin Yumashev. Non un nome qualsiasi, soprattutto dal punto di vista dell’immagine. Yumashev, infatti, non era soltanto il consigliere di Putin. Era anche l’unico ponte con il passato rimasto ancora intatto, visto che stiamo parlando del genero dell’ex presidente russo Boris Eltsin. Lo stesso Eltsin che, a cavallo degli anni Duemila, aiutò l’attuale capo del Cremlino ad assumere il potere della Russia.

Secondo quanto riportato da Reuters, Yumashev, che ricopriva un ruolo non retribuito, avrebbe deciso di rinunciare all’incarico di consigliere presidenziale lo scorso aprile di sua spontanea volontà. La notizia non è stata confermata dal Cremlino ma da fonti del Centro Eltsin, il centro da lui diretto.

Certo, Yumashev, sposato con la figlia di Eltsin, Tatyana, non ha mai avuto una posizione rilevante all’interno dell’amministrazione Putin, mentre con Eltsin, presidente in carica dal 1991 al 1999, era stato capo dell’amministrazione presidenziale. Tuttavia, la sua figura incarnava l’ultimo legame rimasto in vita tra l’attuale presidenza Putin e il governo Eltsin, contrassegnato da un periodo di riforme liberali e aperture verso l’Occidente.



Nuovo capitolo

Che importanza potrà mai avere una notizia del genere sul proseguo della guerra in Ucraina? Ovviamente nessuna. Il peso di questa indiscrezione, semmai, sta nel fatto che con il passo indietro di Ymashev si è chiuso per sempre il capitolo che, in qualche modo, legava Putin al clan Eltsin. Una sorta di “Famiglia” – formata da parenti dell’ex leader russo, oligarchi e alti funzionari – che durante la presidenza del defunto Boris Eltsin, come ha sottolineato Il Corriere della Sera, si è arricchita proprio gravitando attorno all’ex leader russo.

Ricordiamo e ripetiamo che fu proprio Eltsin ha consegnare le chiavi della Russia in mano a Vladimir Putin, all’epoca sconosciuto personaggio proveniente dal Kgb. La decisione, si racconta, fu presa in seguito ad un confronto con Anatolij Chubais, altro importantissimo attore di spicco dell’era Eltsin, nonché principale protagonista della distribuzione delle grandi aziende pubbliche sovietiche ai privati, e dunque creatore di fatto degli oligarchi.

Nella lista di papabili candidati a raccogliere l’eredità politica di Eltsin, oltre a Putin, c’era tra gli altri anche un certo Boris Nemtsov, politico liberale assassinato misteriosamente nel febbraio 2015 in quel di Mosca. Yumashev, consigliere di peso di Eltsin, suggerì in ogni caso al genero di puntare proprio su Vladimir Putin. E così fu.

Il passato va in archivio

Il resto è storia quasi recente, o comunque saputa e risaputa. Putin diventa presidente della Russia e, tra luci e ombre, arrivando fino ad oggi. Nella sua ascesa, però, il nuovo presidente russo fa qualcosa che il clan Eltsin non si sarebbe mai aspettato: costruisce un team di persone a lui fedeli, formata da vecchi amici di San Pietroburgo ed ex colleghi del Kgb.

La guerra in Ucraina, per certi versi, dissolve ogni relazione o rimando a Eltsin. Ma, da febbraio ad oggi, non c’è da segnalare soltanto il presunto allontanamento volontario da Putin di Yumashev. Liudmila Narusova, la vedova del sindaco di San Pietroburgo Anatolij Sobchak, il primo a credere in Putin, ha recentemente denunciato le enormi perdite tra i soldati di leva spediti in Ucraina.

Il centro Eltsin, diretto proprio da Valentin Yumashev e sua moglie, in una dichiarazione ufficiale ha chiesto di fermare il “conflitto fratricida”. Lo scorso marzo, infine, Chubais ha rotto con il Cremlino fuggendo dalla Russia. Persino la governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina – stando a quanto riportato da Bloomberg – avrebbe voluto dimettersi ma sarebbe stata riconfermata da Putin in persona.

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