Il Capo dell’Agenzia Ue per i diritti umani: Israele non ha fornito prove delle accuse contro l’Unrwa

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Il più alto funzionario dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari, Janez Lenarcic, ha dichiarato che Israele non ha inviato nessuna prova delle accuse che ha mosso contro l’Unrwa. Tel Aviv infatti, aveva accusato dodici dipendenti dell’agenzia Onu per i palestinesi di aver preso parte all’attacco del 7 ottobre.

A smentire ciò era stata anche l’intelligence Usa che a fine febbraio aveva ritenuto  poco attendibili le prove fornite da Tel Aviv. Inoltre, alcune fonti israeliane affermano che le confessioni avute dai dipendenti Unrwa detenuti sarebbero state estorte con la tortura dalle forze israeliane

Israele non ha inviato nessun dossier alla Ue

A fine gennaio Israele aveva accusato dodici dipendenti dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite che fornisce aiuti e servizi ai rifugiati palestinesi a Gaza e nella regione, di aver preso parte all’attacco del 7 ottobre. Accuse che hanno spinto l’Onu a licenziare immediatamente i sospettati e diverse nazioni a sospendere i finanziamenti all’agenzia. 

Adesso però arriva la voce di Janez Lenarcic, il più alto funzionario dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari, a porre criticità alle accuse di Tel Aviv. Secondo Lenarcic infatti, Israele non avrebbe fornito né a lui né ad altri membri dell’Ue le prove a sostegno delle accuse contro l’Unrwa. “L’Unrwa ha reagito in modo corretto, immediato ed efficace. Ha preso diverse misure. C’è un’indagine. C’è una revisione. Finora siamo soddisfatti di tutto questo”, ha dichiarato Lenarcic.

A rinforzare la critica di Lenarcic, un rapporto dell’intelligence Usa uscito a fine febbraio.

L’intelligence Usa: le accuse israeliane poco credibili

Infatti, anche il National Intelligence Council, organismo che coordina le Agenzie di intelligence degli Stati Uniti, lo scorso febbraio aveva messo in dubbio il dossier con il quale Israele accusava i dipendenti dell’Unrwa. Come recitava il rapporto redatto dai funzionari governativi americani, le accuse contro alcuni dei dodici dipendenti dell’Unrwa apparivano infondate, mentre quelle contro i rimanenti, sebbene apparissero plausibili, non erano corroborate da prove sufficienti.

La smentita più importante, però, riguardava le accuse che Israele, nella stessa sede, aveva mosso più in generale all’Unrwa. Tel Aviv, infatti, non aveva solo accusato alcuni dipendenti, ma aveva aggiunto che l’Agenzia aveva connessioni più generalizzate con Hamas. Il National Intelligence Council ha smentito seccamente tale ricostruzione.

Inoltre, il rapporto dell’intelligence sottolineava l’avversione di lunga data di Israele verso l’Unrwa: Lo riferiva al Wall Street Journal una fonte a conoscenza del dossier: “C’è una sezione specifica del rapporto, che menziona come il pregiudizio israeliano serva a descrivere in modo errato molte delle loro valutazioni sull’Unrwa e dice che questo ha portato a distorsioni”.

La contraccusa dell’Unrwa: confessioni estorte con la tortura

Le accuse di Israele hanno fatto collassare i finanziamenti all’unico organo in grado di gestire il flusso di aiuti verso la popolazione palestinese. Ma, nel corso degli anni, molti sono stati i tentativi di ostacolare il lavoro dell’Unrwa e adesso si parla di tortura contro i dipendenti catturati a Gaza. Come ha riferito anche il giornale israeliano Haaretz, i membri dell’agenzia sono stati sottoposti a minacce e coercizione e quindi costretti a rilasciare false dichiarazioni sia contro se stessi che contro la stessa agenzia. 

Secondo la Reuters, gli abusi contro i dipendenti catturati dalle forze israeliane sono state condensate in un documento dell’Unrwa non ancora pubblicato. Il rapporto risale a febbraio e descrive nel dettaglio i maltrattamenti subiti durante la detenzione israeliana: percosse fisiche, waterboarding e minacce di ritorsioni contro familiari.

Di interesse anche un editoriale di Haaretz del gennaio del 2017 nel quale, stigmatizzando le torture subite dai palestinesi nelle carceri israeliane, ammoniva: “In una democrazia non c’è posto per la tortura nel corso di un interrogatorio. Produce solo false connessione e distorsioni della giustizia“.

Al di là della questione specifica, la situazione a Gaza resta drammatica con circa 2 milioni di palestinesi sfollati, provati di cibo, acqua, carburante e aiuti medici. Solo l’Unrwa è in grado di aiutare la popolazione gazawi, dal momento che gli aiuti americano inviati per via aerea, come deciso all’ultima ora dall’amministrazione Biden, sono tragicamente insufficienti.