Continuerà la lunga storia operativa dell’iconico bombardiere strategico Boeing B-52 Stratofortress. L’obiettivo dell’Aeronautica statunitense (Usaf, US Air Force) è quello di utilizzarli almeno fino al 2050, per questo motivo sono stati stanziati circa 3,4 miliardi dollari per aggiornare i motori, i radar, l’avionica e i sistemi d’arma. Un ampio programma di modernizzazione che procederà nonostante che nei prossimi 4-5 anni è prevista l’entrata in servizio dei nuovi Northrop B-21 Raider, chiamati a sostituire inizialmente i Rockwell B-1B Lancer e in futuro i Northrop B-2 Spirit. Il Buff (Big Big Ugly Fat Fellow)rimarrà, invece, operativo ancora per un lungo periodo di tempo arrivando a raggiungere i cento anni di servizio (in uso dal 1955). Un traguardo inimmaginabile per un aereo e possibile solamente grazie alla progettazione, alla duttilità d’uso e agli interventi di modernizzazione compiuti negli anni.

I nuovi motori?

Il primo capitolo del programma di modernizzazione dell’Usaf per il B-52 riguarda gli otto motori Pratt & Whitney TF33, che assicurano la propulsione del gigante bombardiere strategico. Entro la fine dell’anno, stando a Defense News, l’Aeronautica statunitense ha intenzione di rilasciare una richiesta di proposta per dei nuovi motori. Questi dovrebbero garantire una potenza simile, se non maggiore, dei TF33 e avere tempi più brevi per la diagnostica e per la risoluzione di qualsiasi problema, assicurando una riduzione sostanziosa del ciclo manutentivo. Non solo, perché il nuovo motore che equipaggerà i B-52 dovrà consumare meno carburante rispetto agli attuali TF33, ideati negli anni ’50 e che, nonostante gli aggiornamenti, sentono “il peso degli anni”. Se la richiesta di proposta sarà presentata entro la fine del 2019, probabilmente passeranno alcuni mesi prima dell’individuazione del motore migliore e del finanziamento del programma da parte del Congresso. Le prime prove in volo potrebbero essere fissate al massimo nel 2024, se tutto dovesse procedere al meglio e senza intoppi. Le proposte arriveranno da Pratt & Whitney che ha offerto o la modernizzazione dei TF33 o i moderni PW815, e da Rolls Royce, che ha offerto l’F130 proponendo di aprire uno impianto di produzione nell’Indiana se dovesse vincere la gara d’appalto. L’altra azienda che competerà sarà General Electric, intenzionata a presentare o i CF34-10 o i recenti Passport.

Gli armamenti del futuro…

L’altro aspetto che sarà soggetto di modernizzazione saranno sia il sistema d’arma sia gli armamenti veri e propri, con l’obiettivo di far sì che il B-52 anche in futuro possa utilizzare il massimo della tecnologia. Il primo passo sarà la piena integrazione del bombardiere strategico con il missile ipersonico Lockheed Martin AGM-183A ARRW (Air-Launched Rapid Response Weapon), finora solamente trasportato in un’esercitazione per verificare se questo avesse, o no, un impatto pesante sull’aerodinamica del B-52. L’altro missile da integrare sullo Stratofortress sarà il nuovo LRSO (Long Range Stand Off Weapon), in versione convenzionale e nucleare, destinato a sostituire l’AGM-86B ALCM ma che, soprattutto, permetterà di utilizzarlo da distanza maggiore rispetto a quello in servizio, incrementando la sicurezza del bombardiere che potrà operare lontano dai sistemi di difesa aerea avversari. La possibilità di utilizzare armi nucleari sarà fondamentale nel futuro del B-52, anche perché il suo utilizzo e la sua presenza in tutto il mondo sono da sempre centrali per assicurare la deterrenza. Per questo motivo che il Pentagono ha chiesto, e ottenuto, un ingente investimento nello sviluppo di un nuovo missile da crociera per sostituire l’ALCM, nato “vecchio” già negli anni ’80 tant’è che l’obiettivo iniziale era quello di sostituirlo entro una decade di servizio. Ma il collasso dell’Unione Sovietica e l’illusione di Washington di essere diventata l’unica potenza globale ha fatto cadere nel “dimenticatoio” il programma di aggiornamento delle capacità missilistiche nucleari, tornate prepotentemente all’ordine del giorno con la ripresa della Russia, l’emergere della Cina e la presenza di molteplici minacce su scala globale. Entro il 2022, comunque, l’Aeronautica statunitense assegnerà a Lockheed Martin o a Raytheon il contratto per la progettazione della nuova arma, che sarà dotata della nuova testata W80-4 attualmente in fase di progettazione dalla National Nuclear Secuirty Administration. La prima consegna è prevista nel 2025 e il completamento della produzione nel 2031, quando tutte le attuali testate in uso saranno sostituite da quella più recente.

Le altre modernizzazioni

Oltre ai missili, tra le richieste dell’Usaf vi è quella per la creazione di nuovi piloni subalari per aumentare la capacità di trasporto del B-52 fino a 18.144 kg (40.000 libre). Un traguardo che, qualora fosse raggiunto, permetterebbe al bombardiere statunitense di essere dotato di tutti gli ordini in uso, tra cui la GBU-43/B MOAB (Massive Ordnance Air Burst) utilizzabile solamente dai Lockheed Martin MC-130. Inoltre, anche il lanciatore rotante di stiva subirà delle sostanziali modifiche nei prossimi anni, raddoppiando il numero di missili lanciabili. Ovviamente non ci sono solamente i motori e gli armamenti da modernizzare, ma anche i radar e l’avionica. Per quel che riguarda al datato radar a scansione meccanica Northrop Grumman AN/APQ-166 il “sostituto” sarà basato sull’APG-79 e APG-82, entrambi prodotti da Raytheon chiamata ad aumentare la portata dalla quale il B-52 può individuare potenziale bersagli da colpire. Inoltre la sostituzione del radar permetterà all’Usaf di impiegare al meglio i nuovi armamenti, che richiedono le più recenti e avanzate tecnologie. Raytheon, però, lavorerà con Boeing per sostituire anche i display di bordo, i computer e i sistemi di comunicazione dei dati per assicurare la piena compatibilità con il Link 16 e con gli altri sistemi Nato.

Verso il futuro

Migliorie che, combinate con gli ammodernamenti anche dei sistemi di difesa, permetteranno al B-52 di continuare a solcare i cieli di tutto il mondo fino al 2050. Un traguardo importante per l’Usaf che potrà continuare a contare su un bombardiere strategico affidabile e molto utilizzato, “coprendosi” da eventuali problemi che potrebbe accusare il prossimo Northrop B-21 Raider. Al tempo stesso, però, continuare la modernizzazione dei B-52 significa anche rendere omaggio a quello che rimarrà alla storia come il simbolo dell’aviazione in generale.

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