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Nel nord della Siria  i leader jihadisti spariscono. Uccisioni mirate che colpiscono i comandanti militari e politici delle organizzazioni che controllano la provincia di Idlib. È proprio qui che nei giorni scorsi è stata fermata una cellula legata a Bashar al Assad che avrebbe compiuto omicidi e rapimenti mirati nelle campagne a ovest di Aleppo. Proprio nel giorno dell’arresto, tre combattenti ribelli venivano eliminati da uomini misteriosi non lontano da Maara al Nu’man.

È impossibile dire con precisione chi ci sia dietro queste uccisioni mirate. L’arresto della cellula governativa ad Idlib, però, ci indica una via. È probabile, ma impossibile da verificare, che queste azioni siano portate avanti da gruppi speciali legati ad Assad che stanno preparando il campo alla “madre di tutte le battaglie”, quella per la liberazione della provincia di Idlib, eliminando i comandanti militari jihadisti.

L’eliminazione dei curdi

Poche settimane fa, Il Foglio parlava di episodi simili nella parte orientale del Paese, quella controllata dai curdi. Anche qui, infatti, si registrerebbero omicidi misteriosi compiuti – questa è la suggestione – dagli uomini di Assad per eliminare coloro che si oppongono a un riavvicinamento con Damasco. Scrive a tal proposito Il Foglio: “Le uccisioni prendono di mira attivisti civili che erano impegnati nella ricostruzione della società e ufficiali curdi”.   Anche in questo caso, è impossibile verificare. Ma la suggestione c’è. Ed è significativa. In questi giorni, inoltre, i curdi sono giunti nella capitale siriana per discutere di una road map per arrivare a una soluzione diplomatica. Solamente quattro mesi fa, Omar Alloush, “un alto funzionario curdo che collaborava con gli Stati Uniti per realizzare la strategia di Washington nel nord della Siria”, è stato trovato senza vita.

Le uccisioni ad Idlib

Shabia. Fantasma. È una parola che evoca terrore in Siria e che tiene dentro di sé tutto l’orrore di questa guerra che dura ormai da sette anni. Fantasmi sono le persone che uccidono nell’ombra, ma anche coloro che sono spariti e di cui non si sa più nulla.

Ci sarebbero proprio loro, i fantasmi, dietro gli omicidi mirati nel nord del Paese. A Idlib, solamente nell’ultimo mese, sono stati uccisi  Abu Ahmad Sharouk, importante leader di Hayat Tahrir al Sham; Mohammad Suleiman, comandante del Fronte di liberazione della Siria; Abu Mos’ab Al Saheli, anche lui comandante di Hayat Tahrir al Sham. 

Al Monitor ha definito Idlib come “un luogo turbolento, colpito dalle operazioni dei governativi, da scontri tra gruppi rivali e omicidi per i quali si incolpa lo Stato islamico”. La provincia è l’ultima ridotta dei jihadisti ed è probabile che le fazioni rivali cerchino di contendersi il potere, eliminando i leader avversari. Ma è altrettanto probabile che dietro questi omicidi ci siano gli uomini di Assad, che preparano l’avanzata finale contro i ribelli. 

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