La Corea del Nord ha inviato in Russia un contingente di soldati perché siano addestrati e mandati a combattere nella guerra contro l’Ucraina. La notizia è stata confermata dall’intelligence sudcoreana, che descrive l’impiego circa 12.000 soldati nordcoreani, tra cui forze speciali, inquadrati in brigate destinate ad addestrarsi nella Russia orientale, con le prime unità già dislocate a Vladivostok e nella regione di Kursk. Si prevede che questi soldati saranno pronti per il combattimento a partire da novembre e utilizzeranno armi e munizioni fornite dalla Russia. Proprio a Kursk, area occupata dai soldati ucraini ad agosto, le truppe di Pyongyang sono state recentemente attaccate da Kiev. Non sono disponibili dettagli in merito agli esiti di questi scontri, ma l’area ha visto un’intensificazione generale dei combattimenti in questi ultimi mesi, alimentata dall’impiego di droni e artiglieria pesante.
Diversi Paesi e istituzioni internazionali hanno espresso la propria preoccupazione per una possibile escalation del conflitto. Di fatto, il solo impiego di queste truppe allarga il conflitto in Ucraina anche all’Asia. «Esortiamo l’Europa a rendersi conto che le truppe della Repubblica Popolare Democratica di Corea stanno ora conducendo una guerra di aggressione in Europa contro uno stato europeo sovrano», ha affermato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha durante una conferenza stampa. L’Unione Europea ha sottolineato che l’intervento nordcoreano mostra l’indebolimento di Mosca e il suo crescente isolamento, ma potrebbe portare a ulteriori destabilizzazioni nella regione.
In particolar modo la mossa ha allarmato Seul, che ha espresso una seria preoccupazione, considerando il rafforzamento delle relazioni militari tra Mosca e Pyongyang una minaccia diretta anche per la propria sicurezza nazionale e la stabilità internazionale. Infatti, oltre ad ottemperare a quanto stipulato nel patto tra Vladimir Putin e Kim Jong-un lo scorso giugno, quindi aiuto reciproco in caso di attacco da un Paese terzo e fornitura di armi, in questo modo le truppe nordcoreane acquisirebbero un’esperienza sul campo che attualmente non possiedono.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, la Corea del Sud sta persino considerando la possibilità di inviare armi all’Ucraina. Si tratterebbe di una decisione importantissima per il Paese, che aveva fermamente deciso di non vendere armi a Paesi impegnati in una guerra. Ad ogni modo, perché ciò avvenga bisognerà aspettare.
Una possibile escalation
Le truppe nordcoreane non partecipano a una guerra vera e propria dal 1953, anno in cui si concluse la Guerra di Corea con un armistizio tra Corea del Nord e Corea del Sud, sostenuti rispettivamente da Cina e Stati Uniti. L’armistizio, che sospese ufficialmente i combattimenti senza tuttavia concludere un trattato di pace, segnò l’inizio di una situazione di “pace armata” lungo il confine della penisola coreana, in cui permangono ancora le tensioni. Da allora, il regime di Pyongyang ha evitato conflitti diretti ma ha comunque mantenuto un atteggiamento bellicoso, investendo molto in esercitazioni militari, addestramento intensivo e potenziamento delle forze armate.
La Corea del Nord è infatti nota per mantenere una delle forze militari più grandi e disciplinate al mondo. Sebbene priva di recente esperienza di combattimento in guerra, le sue truppe partecipano regolarmente a esercitazioni massicce e intensive, che spesso simulano situazioni di guerra anche in ambienti estremi. Ciò di cui si parla meno sono invece le condizioni di salute dei soldati nordcoreani.
Specialmente in riferimento ai giovani in età di leva, le condizioni fisiche sono spesso descritte come precarie. La Corea del Nord soffre di una scarsità cronica di risorse alimentari e molte segnalazioni indicano che i soldati presentano livelli di nutrizione e salute fisica inferiori rispetto agli standard militari internazionali. Diversi rapporti dell’ONU e organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty, evidenziano che una percentuale significativa della popolazione nordcoreana vive in condizioni di malnutrizione e questo si riflette nella salute dei militari, che spesso sono sottopeso e di statura inferiore rispetto alle medie di altri Paesi.
Anche le cure sanitarie sono limitate. Il sistema medico della Corea del Nord è gravemente carente in termini di risorse, medicinali e attrezzature, il che rende difficile per i soldati ricevere cure adeguate per malattie o infortuni. Gli addestramenti estremi a cui sono costretti permettono sicuramente di sviluppare una resistenza fisica notevole, ma senza il supporto di una dieta o di un’assistenza medica adeguata potrebbero rivelarsi inutili. Per i corpi speciali il discorso è differente. Questi ultimi sono ben nutriti e addestrati adeguatamente, perciò rappresentano gli unici sostegni concreti per la Russia.
Infatti, in terra alleata le forze nordcoreane si preparano intensamente sotto la supervisione delle forze russe in un programma che comprende un addestramento specifico per l’uso delle armi e dell’equipaggiamento pesante russo.
Il vice ministro della Difesa sudcoreano Kim Seon-oh ha parlato di atti disperati e ha affermato che “se davvero hanno inviato le loro truppe, è perché il Nord sente il bisogno di farlo per mantenere il proprio regime, cercando garanzie dalla Russia a questo scopo”.
Preparazione alla guerra per la Corea del Nord
L’invio delle truppe nordcoreane in Russia potrebbe avere anche un obiettivo strategico a lungo termine per la Corea del Nord. In primis, in questo modo Pyongyang potrebbe accaparrarsi il supporto futuro di Mosca in un eventuale conflitto tra le due Coree.
Inoltre, questa collaborazione militare, oltre a fornire un sostegno alla Russia nel conflitto ucraino, permette alle truppe nordcoreane di acquisire esperienza di combattimento reale. Partecipare a operazioni militari al fianco di una grande potenza come la Russia potrebbe permettere ai soldati nordcoreani di affinare abilità in scenari di guerra contemporanea e di apprendere nuove tattiche.
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