I servizi segreti estoni: la Russia non intende attaccare la NATO. Ecco perché

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Per la prima volta da quando è cominciata la guerra in Ucraina, un servizio segreto europeo cambia rotta rispetto agli avvisi lanciati da altri servizi di intelligence del Vecchio Continente per quanto riguarda la volontà della Russia di proseguire azioni ostili verso la NATO. In una recente intervista, il direttore del servizio di intelligence esterna dell’Estonia, generale Kaupo Rosin, ha affermato che attualmente la Russia non ha intenzione di effettuare un attacco diretto ai Paesi Baltici o in generale all’Alleanza Atlantica.

Dal febbraio 2022 a oggi, sino almeno a settembre di quest’anno, diversi servizi di intelligence europei, tra cui anche quello estone, hanno affermato che la Russia potrebbe in futuro effettuare azioni aggressive dirette di ordine militare contro il fianco orientale della NATO. Questi avvisi sono stati emessi in considerazione di alcuni fatti evidenti: lo spostamento in Russia di mezzi e truppe a Ovest rispetto alle proprie posizioni originali, le numerose manovre militari spesso non preannunciate, le continue azioni aggressive nel campo della guerra ibrida, e la retorica del Cremlino che afferma, anche tutt’oggi, di considerarsi in guerra permanente con l’Europa.

Il generale Rosin parlando di come è avvenuto il cambiamento della valutazione della minaccia russa afferma che “abbiamo visto che, per via delle nostre risposte, la Russia ha modificato il suo comportamento a seguito di vari incidenti verificatisi più ampiamente nella regione. Finora, è ancora chiaro che la Russia rispetta la NATO e sta attualmente cercando di evitare qualsiasi conflitto aperto”. Il capo dell’intelligence estera estone precisa che “a seguito di vari incidenti – a partire dai cavi sottomarini di qualche tempo fa o dalle diverse incursioni di droni nello spazio aereo della NATO o dalle violazioni degli aerei militari – quello che abbiamo visto è che, in risposta alle reazioni dell’Occidente o della NATO, la Russia ha adottato diverse misure per impedire che tali incidenti si ripetano in futuro”.

Il generale Rosin in specifica che “se osserviamo la situazione attuale, incluso ciò che è visibile al pubblico, le rotte di volo dei droni sul territorio o sullo spazio aereo ucraino sono state modificate per ridurre al minimo i rischi. Stiamo anche notando che gli aerei russi stanno ora monitorando molto attentamente le loro rotte di volo sul Mar Baltico, rispettando rigorosamente le loro traiettorie per evitare di innescare incidenti”. Soprattutto Rosin fa notare che da quando la NATO ha avviato l’operazione Baltic Sentry a protezione delle condutture sottomarine nel Mar Baltico gli “incidenti” ai cavi sottomarini sono cessati.

Naturalmente, questo non esclude la possibilità di incidenti futuri, perché l’attività militare rimane elevata e la guerra in Ucraina è in corso. In teoria, tali eventi sono ancora possibili, ma al momento “non vediamo alcuna indicazione che la Russia stia deliberatamente cercando di intensificare la situazione”, riferisce ancora il generale. Rosin nella sua intervista fornisce anche una spiegazione per la fine degli attacchi nel campo ibrido nell’area del Baltico: la Russia in questo momento ha la necessità e la priorità di vendere i suoi idrocarburi attraverso la flotta ombra, e la presenza delle unità aeronavali della NATO nel Baltico rappresenta un grande deterrente per gli atti di sabotaggio. Inoltre Baltic Sentry impone di mantenere un basso profilo appunto per cercare di preservare l’efficacia della flotta ombra. Proprio in merito alla missione dell’Alleanza Atlantica nel Baltico il generale Rosin afferma che “vale sicuramente la pena mantenere questo tipo di pressione”, ovvero la postura proattiva della NATO per il contrasto alla guerra ibrida ha dato i suoi frutti, che è esattamente quanto riferiva l’ammiraglio Cavo Dragone a fine ottobre.

Un monito per il futuro

Il generale ci aiuta a chiarire anche alcuni aspetti meno evidenti della guerra ibrida russa, in particolare quelli che vanno a toccare la pubblica opinione: egli infatti afferma che “quello che stiamo vedendo è che l’interesse della Russia è quello di rallentare lo slancio europeo verso il riarmo. Esistono vari modi per raggiungere questo obiettivo e gli strumenti a disposizione sono probabilmente piuttosto ampi. Da un lato, stiamo già assistendo a tentativi di inviare un messaggio rassicurante e incentrato sulla pace all’Europa. Ad esempio, Putin ha dichiarato pubblicamente che la Russia potrebbe persino inserire nella sua legislazione la dichiarazione di non avere alcuna intenzione di attaccare l’Europa. Questo fa parte di questa narrativa “rassicurante“, volta a dare l’impressione che tutto vada bene, che la Russia non rappresenti una minaccia e che non ci sia bisogno di affrettarsi al riarmo. D’altro canto, la Russia vede chiaramente l’utilità di interagire con determinati partiti politici o gruppi di popolazione per promuovere l’idea che una corsa agli armamenti sia inutile, perché distoglie fondi da altri settori come l’assistenza sociale e, in ultima analisi, sia dannosa per l’Europa stessa. L’obiettivo è creare divisioni sociali ed esercitare pressione politica sui decisori. È un approccio a più livelli e possiamo già vederlo chiaramente in azione”.

Nonostante questo il generale è convinto che l’Europa possa farcela quando riferisce che “se si continua su questa strada, è del tutto possibile che nei prossimi anni potremmo effettivamente vincere questa corsa agli armamenti, se così vogliamo chiamarla, contro la Russia”. Tuttavia Rosin non è ottimista per il futuro, anche se fosse un futuro di tregua nel conflitto ucraino, egli infatti afferma che ci sarebbero più rischi per l’Estonia (e quindi anche per gli altri Paesi di confine) soprattutto se la Russia diventasse più sicura di sé e più coraggiosa. “Questo è certamente un motivo di preoccupazione. Anche se emergesse una sorta di tregua, un accordo di pace o un conflitto congelato – se si arrivasse a quel punto – la Russia dovrebbe comunque mantenere una presenza militare significativa contro l’Ucraina, il che continuerebbe a vincolare le sue risorse”, ha proseguito.

Rosin lancia anche un monito per il futuro: se la guerra dovesse finire in qualche modo, la Russia dovrebbe mantenere la sua economia che ora è stata trasformata in una economia di guerra e sarebbe in grado di ricostituire in breve tempo le proprie forze militari. Qualcosa che secondo il generale per Putin è assolutamente necessaria.

In conclusione, tornando alla situazione attuale, la Russia rispetta ancora la NATO. Il compito che spetta a noi europei è mantenere questo status, in modo che se la rispetta oggi, la rispetti anche tra un anno, tra tre, cinque o dieci. Per raggiungere questo obiettivo, é necessario investire nella nostra difesa: che sia l’Estonia, l’Italia, l’Unione Europea e la NATO stessa. Mantenere la situazione attuale richiede uno sforzo significativo.

Da ultimo si rende necessaria un’ulteriore specificazione rispetto a quanto riferito dal generale Rosin. Se è vero che l’atteggiamento russo nel confronti della NATO si è fatto meno aggressivo e meno provocatorio rispetto ai mesi scorsi, lo si deve principalmente al fatto che l’Alleanza Atlantica ha attivato un meccanismo collettivo di risposta a queste minacce, e ha elevato il suo stato di allerta. Secondariamente bisogna considerare che in questo momento Mosca è in difficoltà nell’ottenere i suoi obiettivi strategici nel conflitto in Ucraina e cerca di evitare il più possibile un conflitto diretto con l’Alleanza, ma questo non esclude che in futuro, quando la guerra sarà terminata, la Russia non possa recuperare le sue politiche aggressive verso il suo vicinato rappresentato da Paesi aderenti alla NATO.