I russi accusano: spie inglesi e ucraini Volevano dirottare un MiG 31 per far scoppiare la guerra con la Nato

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Difficile distinguere un complotto da una messa in scena nell’era della guerra cognitiva e della propaganda di guerra. Fatto è che i servizi segreti russi hanno dichiarato di aver sventato un complotto che avrebbe anche potuto “scatenare” la terza guerra mondiale.

Stando a quanto riferito dagli agenti dell’FSB, il Servizio di Sicurezza Federale ed erede diretto del KGB di epoca sovietica, “spie ucraine e britanniche” avrebbero tentato di reclutare dei piloti da combattimento russi con l’obiettivo di dirottare un MiG-31, nome in codice Foxhound, armato con uno dei missili ipersonici Kinzhal, per cui alcuni esemplari sono stati appositamente modificati assumendo l’identificativo “K”. Stiamo parlando proprio dello stesso tipo di caccia supersonici che lo scorso 19 settembre ha violato lo spazio aereo della Nato, sconfinando nei cieli dell’Estonia con i transponder spenti per ben 12 minuti.

Una “provocazione” molto pericolosa

Una “provocazione”, secondo la Nato, che affidò a una coppia di F-35 dell’Aeronautica Militare italiana il delicato compito di intercettare i MiG e controllare che lasciassero lo spazio aereo estone. Per i servizi segreti russi, l’obiettivo delle spie ucraine – forti del sostegno degli agenti inglesi – sarebbe stato quello di dirottare il caccia verso una base aerea Nato – viene menzionata la base di Costanza, in Romania – dove le difese aeree lo avrebbero intercettato e abbattuto – possiamo ipotizzare dopo che il pilota reclutato si fosse lanciato con il paracadute – creando così un pericoloso casus belli.

Questo gioco pericoloso rimanda a un altro complotto annunciato nelle scorse settimane sempre dall’FSB, che asseriva di aver scoperto un piano segreto per “allargare il conflitto” e trascinare l’Europa in guerra attraverso una serie di sabotaggi in territorio polacco che sarebbero stati attribuiti a unità di Spetsnaz russi e bielorussi. Un’operazione “sotto falsa bandiera” in piena regola che ricorda l’incidente di Gleiwitz.

Secondo l’FSB – che in questa narrazione tralascia il valore strategico della cattura di uno dei preziosi missili ipersonici Kinzhal – l’Ucraina e il Regno Unito avevano promesso al pilota 3 milioni di dollari per “rubare il caccia”, fallendo il loro obiettivo e fornendo una storia di spionaggio perfetta per la propaganda di Mosca, che ha già diffuso i video del pilota e della ricompensa.

L’emittente statale russa RIA Novosti ha mostrato immagini di messaggi e registrazioni dell’uomo al quale le spie inglesi – sempre secondo la versione russa – avrebbero offerto la cittadinanza per condurre una nuova vita sotto copertura.

Le spie di Londra: i primi nemici di Mosca

Come ricordato da Reuters, Mosca considera il Regno Unito tra i suoi principali “nemici”, accusandolo di aver “fomentato la guerra in Ucraina”. L’intelligence britannica ha sostenuto Kiev fin dal principio e, secondo i servizi segreti russi, avrebbe permesso agli ucraini di portare a termine “una serie di operazioni in profondità nel territorio russo” che senza il supporto di Londra non sarebbero state possibili.

Altre trame parallele – come la presenza di team di consiglieri militari o di commando inglesi in territorio ucraino, l’eliminazione dell’ex-spia doppiogiochista Skripal, la caccia agli esecutori dell’Unità 29155 del GRU nel 2018 e la presenza di consiglieri dell’MI6 a Kiev nel post-Euromaidan, con una conseguente uscita di scena al preludio dell’invasione (o “operazione speciale per la denazificazione”) dell’Ucraina – non hanno certo contribuito a distendere rapporti spionistici che possiamo considerare tesi da ben prima della Guerra Fredda: forse direttamente dai tempi del Grande Gioco.

Un complotto con dettagli già “sentiti”

Come annunciato in apertura, una trama spionistica come quella rivelata dagli agenti segreti russi potrebbe essere tanto un imbarazzante fallimento condiviso dall’MI6 e dall’SBU ucraino, quanto una brillante elaborazione dell’FSB, che avrebbe confezionato una storia utile alla propaganda interna e alle operazioni di guerra cognitiva condotte all’estero.

Il reclutamento di un pilota pronto a tradire la propria causa trova spunti interessanti nella storia recente e meno recente. C’è, ad esempio, il caso di corruzione (fallito) che ha riguardato il pilota personale di Nicolás Maduro: un piano architettato da un agente dell’Homeland Security statunitense, che aveva avvicinato il suo obiettivo a Santo Domingo per convincerlo a “dirottare il volo presidenziale a Guantanamo” in cambio di una tangente di 50 milioni di euro offerta dalla Casa Bianca.

Il caso del pilota di elicotteri russo Maksim Kuzminov, che disertò con un Mil Mi-8 e venne assassinato dai sicari del GRU dopo essere stato rintracciato in Spagna, dove viveva sotto copertura; e poi il celebre caso della diserzione volontaria del pilota sovietico Viktor Ivanovich Belenko, che nel 1976 decise di fuggire a bordo di un MiG-25 Foxbat(predecessore del MiG-31), atterrando in una base aerea giapponese per sfuggire a un comunismo che aveva “deluso” le sue aspettative.