Chi ha usato le armi chimiche in Siria in questi sette anni? Tutti. C’è poco da fare: è la guerra, brutale per sua stessa natura, a imporlo. Inutile quindi nascondersi dietro a un dito. Sia i governativi che i ribelli potrebbero aver usato armi non convenzionali. Capire chi le usa, quando e, soprattutto, perché è pressoché impossibile. I fatti sono molti, ma non trovano alcuna certezza. L’unica, che ci sentiamo di sottolineare, è che a possedere armi chimiche non è solamente Bashar al Assad, che, almeno sulla carta, le ha eliminate tutte nel 2013.

Nel caos siriano, derivato prima dalla guerra civile e poi dall’espansione delle bandiere nere di Daesh, chiunque ha messo le mani sui depositi di armi chimiche. Lo ha fatto Al Nusra, la vecchia al Qaeda in Siria, e pure altre fazioni jihadiste, come ha sottolineato oggi Lorenzo Vita su queste pagine.

Nei tunnel scavati dai ribelli di Ghouta si è trovato di tutto: cariche di mortaio, mappe per centrare Damasco e anche materiali per preparare armi chimiche. In un video diffuso da Sama tv il 4 aprile scorso, si vedono diversi materiali, tra cui del cloro proveniente dalla Germania, per produrre armi non convenzionali.

Questo scagiona Assad? Ovviamente no. Serve solo ad aggiungere un tassello in più per comprendere ciò che sta accadendo in questi anni in Siria e, ultimamente, a Ghouta. I casi in cui i ribelli hanno usato armi chimiche in Siria sono molti. Nel novembre del 2015, Reuters pubblicava un articolo, citando l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, in cui raccontava dell’uso di gas mostarda durante una battaglia tra ribelli e Daesh.

Un altro fatto degno di nota, che mostra come il gas sia finito nelle mani dei ribelli. Nel dicembre del 2012 i qaedisti di Al Nusra riescono a prendere il controllo di una fabbrica saudita nei pressi di Aleppo, la Sysacco, dove si produce, tra gli altri agenti chimici, anche il cloro. Ma non solo.

Il 30 maggio del 2013, le forze di sicurezza turche arrestano alcuni militanti di Al Nusra in possesso di materiale sospetto. Inizialmente si pensa sia Sarin. Le analisi però smentiscono questa ipotesi. Si tratterebbe di antigelo. Il gruppo viene però condannato con l’accusa di cercare materiali chimici per produrre il Sarin.

Il primo giugno del 2013 l’esercito siriano trova, nelle zone controllate dai ribelli, alcuni contenitori all’interno dei quali sono presenti tracce di Sarin. Anche l’Onu conferma.

L’8 aprile del 2016, infine, l’Esercito dell’islam, la stessa fazione che controlla oggi Douma, usa il gas – forse il Sarin – contro i curdi ad Aleppo. E l’elenco potrebbe essere molto più lungo.

Chi ha usato il gas a Douma? Nessuno può dirlo con certezza oggi. E forse neppure domani. Assad è quindi scagionato? Certamente no. Ma quando si parla di armi chimiche in Siria è bene essere molto cauti.

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