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Le forze ucraine guadagnano terreno nella parte meridionale del fronte lungo tre direttrici principali che si sono formate dall’inizio della serie di attacchi quasi simultanei cominciati lo scorso giugno.

Le operazioni militari, al 16 agosto, riguardano i settori di Luhansk, Melitopol e Berdyansk. Fonti russe riferiscono che l’esercito di Kiev è avanzato a sud di Dibrova (7 chilometri a sud-ovest di Kreminna) mentre video diffusi dallo Stato maggiore ucraino e analisi di immagini satellitari dimostrano guadagni territoriali a sud di Velika Novoselivka, dove il villaggio di Urozhaine è stato liberato nella mattinata di mercoledì, e a Robotyne, a sud della città di Orichiv.

Se gli attacchi ucraini hanno avuto successo nella parte meridionale del fronte, a oriente, nella regione di Bakhmut, le forze di Kiev hanno ottenuto modesti guadagni territoriali: le operazioni offensive lungo la linea Kupyansk-Svatove-Kreminna, secondo quanto riferiscono fonti russe, sono state senza successo ma la situazione per i russi in quest’area è instabile perché le forze ucraine controllano le alture dominanti e le aree forestali che circondano importanti insediamenti.

Fonti open source russe riportano che l’esercito di Mosca ha contrattaccato vicino a Klishchiivka e Andriivka: qui però ci sono notizie discordanti in quanto le medesime fonti aperte riferiscono sia che i russi avrebbero conquistato le posizioni perse a sud di Klischiivka, sia che gli attacchi non hanno avuto successo.

Analizzando immagini satellitari nello spettro dell’infrarosso, abbiamo potuto osservare che i combattimenti sono piuttosto intensi e non è possibile stabilire avanzamenti o arretramenti del fronte.

Il fronte Meridionale

Passando alla parte meridionale, tra Donetsk e Zaporizhzhia, la situazione appare più chiara con l’esercito ucraino che ha proseguito nella sua avanzata in direzione di Berdyansk liberando il villaggio di Urozhaine, situato 9 chilometri a sud di Velika Novoselivka, cittadina riconquistata a giugno.

Attualmente, osservando l’abitato, è stato possibile notare combattimenti alla sua periferia meridionale, segnale che le forze russe non sono in rotta ma che hanno solo abbandonato il villaggio attestandosi ai suoi confini. In questo settore, le truppe ucraine hanno tentato senza successo di avanzare a sud-est di Novodarivka e a nord di Pryyutne (entrambe a circa 15 chilometri a sud-ovest di Velyka Novosilka) come ha riferito il portavoce delle forze russe in quella regione Oleg Chekhov.

Spostandoci più a occidente lungo il fronte meridionale, l’esercito ucraino è riuscito a guadagnare terreno anche intorno a Robotyne, ma qui, come abbiamo potuto osservare con strumenti Osint, i combattimenti appaiono più aspri per cui non è chiaro se le posizioni siano state consolidate: negli ultimi 3 giorni gli ucraini hanno preso il controllo delle foreste vicine alla cittadina e stanno combattendo per le prime case del centro abitato.

Nel settore di Kherson, risulta che l’esercito ucraino sia riuscito a stabilire una seconda testa di ponte oltre il fiume Dnepr a Kozachi Laheri, ma i russi stanno contrattaccando in forze, e questa nuova linea di contatto appare al momento instabile: alcune fonti russe riferiscono che avrebbe già cessato di esistere ma che gli ucraini hanno accumulato altre forze sulla sponda occidentale del fiume per tentare un nuovo assalto.

Dopo più di due mesi dall’inizio degli attacchi ucraini, è possibile quindi affermare che lo Stato maggiore di Kiev sta spingendo lungo quattro direttrici principali, ovvero in quei quattro punti dove le difese russe sono apparse più deboli e hanno ceduto.

Questo ragionamento è tanto più vero per le tre direttrici meridionali, mentre per quanto riguarda l’area compresa tra Kreminna e Bakhmut – dove peraltro non sono presenti le tre linee difensive russe -, le forze ucraine hanno incontrato un’elevata resistenza ma continuano a spingere (e a consumare uomini e mezzi) sia per impegnare i russi lungo tutta la linea del fronte – e quindi eroderne le forze – sia per questioni legate al prestigio politico dato da quell’area.

Il peso della controffensiva

In questa fase del conflitto possiamo quindi parlare di controffensiva vera e propria sia perché l’esercito ucraino sta spingendo là dove è riuscito a penetrare più in profondità nelle linee russe, sia perché risulta che Kiev abbia mobilitato ulteriori riserve da impiegare in battaglia. Si registra infatti l’arrivo anche della 82esima brigata aerea d’assalto, forse l’ultima delle nuove unità che era rimasta interamente in riserva e per la prima volta sono stati osservati anche gli Mbt (Main Battle Tank) di fabbricazione britannica Challenger 2 in prossimità del fronte, anch’essi adattati dagli ucraini con protezioni improvvisate: gabbie laterali anti Rpg (Rocket Propelled Grenade) e sul cielo della torretta anti-drone.

La controffensiva ucraina sta avanzando lentamente perché le forze di Kiev devono superare una linea difensiva russa a tre livelli dove il primo è rappresentato da una serie di campi minati/trincee che si estende per diversi chilometri; il secondo da sbarramenti anticarro (denti di drago), posizioni di artiglieria e concentrazione di personale; infine il terzo rappresentato dalle unità russe migliori e meglio equipaggiate.

Mappa di Alberto Bellotto.

Considerando questo schieramento, possiamo affermare che le forze ucraine sono ben lontane dalla seconda linea di difesa russa ad eccezione della direttrice di Velika Novoselivka. Qui l’avanzata verso sud è diretta verso il fondamentale porto di Berdyansk e la presa del villaggio di Urozhaine è di particolare importanza perché spezza in due la linea Kermenchyk (uno dei principali nodi della difesa russa) Staromlynivka mettendo a rischio, se gli ucraini riuscissero ad allargare il cuneo di attacco, la rete logistica di quel settore del fronte.

Dal punto di vista geografico, però, Urozhaine è in una posizione svantaggiosa trovandosi in una valle tra una serie di alture (dislivello medio di 100 metri) tenute dai russi. Se il fuoco di artiglieria ucraino non sarà efficace, è possibile che il tiro russo riesca a inchiodare le truppe di Kiev, ma è pur vero che in quel settore, in quella linea difensiva, le forze russe non sono costituite da reparti meglio equipaggiati e addestrati.

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