Sarebbero almeno quattro i programmi di assistenza attualmente in corso in Siria ad opera delle varie agenzie e dipartimenti degli Stati Uniti.Train and equipIl primo, il train ad equip del Dipartimento della Difesa, per addestrare delle unità in Siria per combattere lo Stato islamico, è stato un totale fallimento. Per il primo anno, gli Usa avrebbero dovuto addestrare 5400 uomini, ma il gruppo addestrato, formato da 54 unità per 41,8 milioni di dollari, è stato attaccato da una cellula siriana di al-Qaeda.Nonostante l’addestramento, la prima unità che avrebbe dovuto combattere lo Stato islamico con le armi Usa è stata neutralizzata.Molti quelli uccisi sul campo, alcuni catturati. Numerosi quelli che si sono dati alla fuga, regalando l’equipaggiamento al nemico. Nonostante il supporto logistico di Turchia e Giordania, l’originale programma di addestramento si è concluso con un totale fallimento per un investimento totale di 346,8 milioni di dollari nell’anno fiscale 2015. Il programma è stato sospeso lo scorso ottobre, ma riproposto un mese dopo.Joint terminal attack controllerLa nuova strategia prevedeva la formazione, ad opera delle forze speciali Usa, di 500 operatori Jtac (Joint terminal attack controller) in grado di coordinare gli attacchi aerei in ruolo di Close Air Support direttamente sul campo. Tale programma, inizialmente pensato per le truppe sul campo, si è poi evoluto (dopo l’ennesima fuga dei combattenti tra le file del nemico), concentrandosi sui comandanti locali. Secondo gli ultimi dati del Dipartimento della Difesa, sarebbero circa 100 i leader siriani che rientrano nel nuovo programma americano per combattere lo Stato islamico.Per approfondire: Siria, i ribelli moderati hanno fallitoL’addestramento è ora indirizzato verso i principali leader siriani  nell’individuare potenziali bersagli per gli Stati Uniti e gli attacchi aerei della coalizione. Ai leader siriani, in segno di fiducia, gli Usa consegnano equipaggiamento radio, armi leggere, munizioni, veicoli ed artiglieria. Per il nuovo programma, gli Usa hanno inserito in bilancio per l’anno fiscale 2016, 416 milioni di dollari. Così come per il precedente programma, la maggior parte dei fondi è destinata all’acquisto delle attrezzature che vengono poi regalate ai siriani in segno di amicizia e fiducia.Ribelli contro AssadCoperto da segreto militare è il reale costo del programma Tow della Cia, avviato nei primi mesi del 2014, con l’obiettivo di contrastare Damasco fornendo formazione, armi leggere, munizioni e missili anticarro: strumenti che si sarebbero rivelati essenziali per colmare il gap con l’equipaggiamento pesante del governo lealista.Per approfondire: Così Cia e Arabia Saudita hanno armato i ribelliL’intervento russo ha poi stravolto l’intera strategia dell’agenzia che continua ad addestrare diverse unità in Siria. Continua a pieno regime, invece, il programma americano di assistenza per le truppe dell’opposizione moderata. Secondo gli Usa, sarebbero almeno diecimila i combattenti delle forze arabe sunnite che hanno beneficiato del supporto statunitense.Munizioni per i curdiL’ultimo programma di assistenza ancora in corso è quello dedicato alle forze curde. Dal Pentagono sottolineano che le consegne riguardano soltanto munizioni calibro 7,62 per gli Ak-47 e non missili anticarro. Il governo turco teme che l’equipaggiamento pesante possa essere utilizzato dall’Ypg, alleato chiave degli Usa nella lotta contro l’Isis, ma strettamente legato al Pkk, nel vicino Iraq, gruppo di sinistra che da trent’anni combatte contro il governo turco. È ormai fuori discussione, infine, che tali forniture, a volte incontrollate, abbiano rinvigorito il mercato nero delle armi.

Articolo di Franco Iacch