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Dopo oltre due decenni di operazioni e preparazione per essere impiegati esclusivamente in missioni speciali nel contesto della lotta al terrorismo, i Navy Seal – truppe d’élite della Marina americana – devono prepararsi a intervenire in conflitti convenzionali combattuti su vasta scala; dove tornerebbero a svolgere il loro ruolo di incursori e di operatori/sabotatori da inviare dietro le linee nemiche prima dell’arrivo della “cavalleria”. 

Dopo oltre vent’anni di addestramento e impiego in “raid” silenziosi nelle aree desertiche del Medio Oriente, dove gli operatori speciali del  “Devgru” si sono concentrati a “catturare” o “eliminare” obiettivi high-value, come leader jihadisti e qauedisti, o nel liberare ed esilarare ostaggi, la Marina degli Stati Uniti intende tenersi pronta per schierare i suoi incursori in conflitti combattuti non più con piccole milizie armate, ma con potenze “alla pari” come la Cina e Russia. Seguendo le strategie della “guerra ibrida”, ma anche quelle utilizzare durante missioni più convenzionali che hanno portato alla creazione di reparti speciali come i Seal.

Per questo motivo lo stato maggiore della Marina sta valutando i nuovi scenari che potrebbero coinvolgere le squadre proprie truppe d’élite in strategie da muovere contro avversari quali eserciti “regolari” e altamente addestrati, come quelli della Repubblica popolare cinese e della Federazione russa, o come gli eserciti di Iran e Corea del Nord. A dichiararlo è stato il vice comandate alle operazioni navali, Ammiraglio Bill Moran, durante il simposio annuale tenuto presso la Navy Association.

Indiscrezioni riportate sulla testata specializzata Defense News citerebbero tra l’altro un’osservazione specifica rivolta a teatri come il Mar Cinese Meridionale. Per prepararsi ad operare in scenari simili, sembra che i Seal abbiano triplicato le sessioni di addestramento presso le Isole Hawaii, Oahu, Kauai, Maui, Molokai e Lanai. Impiegando droni, aerei da trasporto strategici C-17, elicotteri di vario tipo – compresi ovviamente i “Black Hawk” – convertiplani MV-22 Osprey e cannoniere volanti AC-130. Secondo la valutazione ambientale il numero di simulazioni di guerra sulle isole è aumentato da 110 a 330 l’anno.

I Navy Seals

L’unità delle forze speciali della Marina degli Stati Uniti, tra le più famose e rispettate del mondo, è l’erede diretta delle prime formazioni di ricognitori anfibi “Scouts and Raiders” poi UDTs (Underwater Demolition Teams) impiegate sulle spiagge da sbarco di Nord Africa, Sicilia, Anzio e Normadia. Fondato nel 1962 fece da subito parte degli specialisti del Macv-Sog, unità addestrata per operazioni di guerra “non convenzionale” operativi in Vietnam dal 1964. Noti per aver catturato e ucciso Osama Bin-Laden nel corso dell’Operation Neptune Spear, hanno servito durante la prima e la seconda invasione dell’Iraq, in Afghanistan. Tutt’ora diversi operatori sono impiegati nel teatro libico. Il primo caduto sotto l’amministrazione Trump, è stato un Seal impiegato in un operazione in Yemen. Dove ora è noto che gli incursori appoggiati dal raggruppamento elicotteri per le operazioni speciali del 160esimo Special Operations Aviation Regiment (Airborne), Soar.