Dopo l’ennesimo attacco portato con successo dalle forze aeree ucraine grazie ai missili da crociera forniti dagli occidentali, che hanno affondato l’ennesima nave da guerra della Marina russa mentre si trovata in un porto della Crimea, Kiev sembra aver trovato nuova fiducia nelle sue capacità strategiche.

Dal Cremlino non si è fatta attendere la risposta: pioggia di missili su obiettivi sparsi in tutta l’Ucraina e la minaccia diffusa sui canali di propaganda che fa un chiaro riferimento a Londra e al suo implicito coinvolgimento nell’operazione condotta da Kiev. Il sistema d’arma utilizzato in queste particolari operazione, ha sottinteso anche il portavoce dell’Aeronautica militare ucraina, Yuriy Ihnat, potrebbe essere proprio il missile da crociera di produzione franco-britannica Storm Shadow, noto nell’arsenale francese con l’acronimo di Scalp (Système de croisière conventionnel autonome à longue portée).

L’intenzionalità nel divulgare informazioni precise sulle armi impiegate nei raid a lungo raggio portati a termine con successo dall’Aeronautica militare ucraina in passato poteva rappresentare un chiaro messaggio: non siamo vinti e non siamo soli. Oggi, quelle stesse informazioni potrebbero avere un effetto boomerang per la concessione di forniture di armamenti offensivi che potrebbero acuire nuovamente le tensioni internazionali minacciando la temuta escalation tra la Russia e le Potenze europee.

Una lista di affondamenti confermati

Secondo quando riportato, lo scorso 13 settembre due missili da crociera Storm Shadow hanno colpito e affondato nel porto di Sebastopoli una nave da sbarco classe Ropucha, la Minsk, e seriamente danneggiato un sottomarino classe Kilo, il Rostov-on-Don. Lo scorso 4 novembre un missile da crociera Storm Shadow ha colpito e distrutto una corvetta missilistica classe Karakut, la Askold, mentre si trovata nel porto di Kerch.

L’ipotesi che l’attacco portato alla nave da sbarco russa Novocherkassk mentre era nel porto di Feodosia, in Crimea, sia stato condotto con lo stesso sistema d’arma fornito dai partner occidentali, è più che fondata. Dal momento che dopo l’attacco a danni del Novocherkassk, il segretario di Stato per della Difesa britannico ha scritto sul suo canale X come l’affondamento della nave da sbarco russa dimostri come “coloro che credono che ci sia una situazione di stallo nella guerra in Ucraina si sbagliano”; aggiungendo che “negli ultimi 4 mesi il 20% della flotta russa del Mar Nero è stato distrutto”. Continuando a sostenere una linea avversa alle politiche del Cremlino e sottolineato come “il dominio della Russia nel Mar Nero” sia “messo in discussione e la nuova coalizione guidata da Regno Unito e Norvegia”.

Per questa serie di ragioni Mosca ha ripreso a minacciare ritorsioni, menzionando sui suoi canali propagandistici l’Hms Diamond: cacciatorpediniere lanciamissili Type 45 della Royal Navy attualmente impiegato in missione di pattugliamento nel Mar Rosso come unità parte della flotta di deterrenza anti-Houthi.

Il missile stealth degli inglesi per Kiev

Secondo gli esperti militari del Cremlino, l’Ucraina non si sarebbe limitata ad utilizzare missili di fabbricazione britannica, ma si sarebbe del supporto logistico di Londra che avrebbe consentito la ricognizione satellitare per la guida dei missili suo bersaglio. Lasciando a Kiev il solo “compito” di “premere il bottone”.

Il missile strategico aviolanciabile Storm Shadow misura poco più di 5 metri, ha un costo unitario di 1 milione e 350mila euro, ed è stato progettato appositamente per limitare la sezione radar equivalente E avere una configurazione aerodinamica che riducE al minimo la sua firma radar rendendolo appunto un missile con capacità stealth. Spinto da un motore turbogetto, lo Storm Shadow può raggiungere una velocità massima di Mach 0,8, e la sua gittata è compresa tra i 250 e 560 km dal punto di lancio. I dati sono secretati, quindi non si conoscono precisamente le sue capacità di gittata, che sono influenzate da molteplici fattori. Mentre il suo sistema di guida fire and forget basato su una serie di sofisticati sensori permette al missile lanciato di raggiungere l’obiettivo seguendo il profilo del terreno per concludere la sua corsa sul bersaglio attraverso il sistema che “confronta l’immagine vista dal sensore con quella del bersaglio, immagazzinata nella memoria”. Rendendo lo Storm Shadow un’arma autonoma quanto letale, data la testata a “due stadi “composta da una carica cava consente al missile di penetrare nel bersaglio prima di lasciare alla carica principale la detonazione.

Ciò che è noto, è che questo missile strategico può essere lanciato da numerosi vettori ad ala fissa, ma l’unico aereo in forza all’Aeronautica militare ucraina che può impiegarlo è il bombardiere tattico supersonico di progettazione sovietica Sukhoi Su-24, codice identificativo Nato “Fencer”.

L’impiego dello Storm Shadow, almeno nei tre strike confermati in precedenza, evidenzia il fatto che l’aeronautica di Kiev sia stata così lungimirante e capace per proteggere almeno una parte dei suoi Su-24 (meno di venti unità già all’inizio del conflitto, ndr) per poter effettuare le sortite strategiche che hanno inflitto duri colpi alla flotta russa nel Mar Nero.