Non è stata una nottata tranquilla per i sauditi, quella compresa tra domenica e lunedì; la capitale Riyadh è stata sotto il tiro di alcuni missili lanciati dallo Yemen ed il suo sistema di difesa non ha funzionato a dovere, tanto da provocare oltre che il panico alla popolazione anche danni, feriti ed una vittima al momento accertata. Doppia la falla nel sistema di sicurezza: da un lato, i missili in questione sono stati intercettati poco prima del loro schianto al suolo, dall’altro in almeno un caso un “Patriot” attivato per distruggere l’ordigno proveniente dallo Yemen ha perso subito quota, schiantandosi al suolo; tra bagliori luminosi, esplosioni, sirene anti aeree e danni provocati dalle schegge dei missili distrutti, Riyadh ha vissuto una delle giornate più difficili della sua storia recente, con la mente di molti sauditi che è andata indietro nel tempo fino al 1991, quando gli scud iracheni durante la Prima Guerra del Golfo hanno più volte minacciato la capitale.

Sette i missili lanciati dagli Houti

La tensione nelle scorse ore era comunque già palpabile e preventivabile; proprio domenica, era infatti la vigilia il terzo anniversario dall’avvio delle operazioni belliche ad opera dei sauditi contro gli sciiti Houti, coloro cioè che nell’ambito della guerra civile yemenita hanno preso possesso di San’a minacciando dunque il governo filo saudita di Hadi. La milizia sciita, che è riuscita ad entrare in possesso dell’arsenale missilistico ereditato dall’ex presidente Saleh, prima alleato degli Houti e poi riavvicinatosi ai sauditi prima di essere ucciso proprio a San’a, sfrutta queste armi per cercare di mettere pressione ai sauditi; più di una volta in questi anni di guerra gli Houti hanno minacciato Riyadh ed altre città del regno wahabita, così come altre volte hanno invece provato a colpire importanti infrastrutture commerciali. Anche se i missili in loro dotazione non sono certo di ultima generazione, visto che si tratta di una rivisitazione degli scud rielaborati dall’Iraq negli anni ’80, i lanci verso l’Arabia Saudita e verso gli Emirati Arabi Uniti hanno più volte creato panico e trambusto nella coalizione fedele ai Saud.

Domenica per l’appunto, in occasione della vigilia del terzo anniversario della guerra, gli Houti hanno ancora una volta voluto far sentire la propria pressione ai sauditi: sono stati in tutto sette i missili lanciati, tre dei quali diretti verso la capitale Riyadh, altri invece verso località meridionali; nessuno dei sette sarebbe arrivato al suolo, ma tutti hanno creato panico tra la popolazione. Come detto, sono stati soprattutto i missili con la capitale saudita nel mirino a causare maggior scompiglio; i frammenti dei tre ordigni lanciati su Riyadh hanno provocato una vittima di nazionalità egiziana, colpita mentre con altri due connazionali si trovava in una strada del centro, ma secondo fonti mediche locali sarebbero diversi i feriti dalle schegge dei missili, mentre altri cittadini hanno fatto ricorso alle cure mediche per via del panico e della paura scatenatisi a seguito delle esplosioni.

Falle nel sistema anti missilistico

Alcuni cittadini turchi residenti a Riyadh hanno potuto fornire un’importante testimonianza circa quanto accaduto nella capitale saudita, dopo i primi allarmi sui missili in arrivo; armati di telecamera, a seguito del suono delle sirene i cittadini turchi in questione hanno ripreso le situazioni più concitate, mostrando soprattutto la partenza dei missili Patriot volti ad intercettare i missili: uno di loro però, poco dopo il lancio, ha perso subito quota e si è schiantato al suolo creando ulteriore panico sia tra chi riprendeva che, ovviamente, tra gli abitanti. Si è trattato di un vero e proprio “auto bombardamento”, con il Patriot che ha colpito un quartiere di Riyadh invece che il missile che avrebbe dovuto intercettare; un momento concitato, che avrebbe provocato anche feriti tra la popolazione civile e che getta non poche inquietudini sul funzionamento del sistema di difesa saudita.

Il “day after” per Riyadh appare molto difficile: la città si è risvegliata stordita da quanto accaduto ed ancora più vulnerabile; sui social, sono diversi i cittadini che in queste ore stanno mostrando i danni provocati dai frammenti dei missili Houti e dalle falle del sistema anti missilistico.

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