Affidarsi alla tecnologia missilistica per difendersi da un possibile attacco a sorpresa dell’esercito cinese. È questa la filosofia di Taiwan, considerata dalla Cina una “provincia ribelle” che non ha accettato l’esito della guerra civile cinese, terminata nel 1949 con la vittoria dei comunisti. Dal canto suo l’isola da quasi 24 milioni di abitanti si considera a tutti gli effetti un Paese libero, democratico, ma soprattutto indipendente da Pechino.

Sono anni che il governo cinese sta valutando come e quando riannettere Taiwan al suo territorio, confrontando i costi militari e politici di un’eventuale invasione armata. Se fino a questo momento la Cina non è ancora riuscita nel suo intento, né con le buone né con le cattive, la causa principale è da attribuire agli Stati Uniti. Washington ha sempre garantito a Taipei il sostegno assoluto, tanto dal punto di vista militare che da quello politico.

Il presidente cinese Xi Jinping ha un piano ben preciso: “riprendersi” Taiwan entro il 2030. Un’azione del genere, per Pechino, sarebbe fondamentale per almeno due ragioni. Primo: in caso di successo, Xi riunificherebbe la Cina e compirebbe un passo che mai nessuno è riuscito a fare nella storia cinese, neppure il Grande Timoniere Mao Zedong. Secondo: con Taiwan in mano ai cinesi gli Stati Uniti perderebbero una roccaforte strategica nel cuore del Mar Cinese.

La relazione con gli Stati Uniti

Taiwan non ha alcuna intenzione di finire nella rete della Cina. L’isola ha potenziato al massimo la propria tecnologia missilistica, in parte fabbricata negli Stati Uniti e in parte realizzata localmente, per difendersi di fronte a ogni possibile minaccia. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, la “provincia ribelle” avrebbe la più grande scorta di missili al mondo in termini di numero per unità di area. Per il quotidiano taiwanese China Times Taiwan potrebbe contare su una scorta di oltre 6mila unità.

L’elenco delle armi è piuttosto lungo: si va dai missili aerei e navali a quelli di attacco terrestre. Partiamo con i missili di difesa aerea Patriot Advanced Capability-3 (Pac-3), un sistema di difesa aerea a lunga distanza da usare per contrastare missili balistici tattici, da crociera e velivoli avanzati. Pochi giorni fa la società americana Lockheed Martin ha ottenuto un contratto dal valore di 620 milioni di dollari per aggiornare oltre oltre 440 missili PAC-3 per Taiwan.

In una dichiarazione rilasciata il 9 luglio, la Us Defense Security Cooperation Agency (Dsca) ha dichiarato che il Congresso è già stato informato della possibile vendita. Secondo la Dsca, Taiwan ha chiesto di acquistare parti per rinnovare i suoi missili Pac-3 per una durata operativa di 30 anni. Il pacchetto include il test e la riparazione del sistema missilistico, test di affidabilità delle scorte (Srt) e restituzioni sul campo, parti a livello di equipaggiamento di supporto a terra (Gse) e altri elementi correlati di supporto logistico.

I missili di Taiwan

L’elenco di proiettili americani prosegue con il sistema missilistico Avenger Air Defense System, un terra-aria semovente capace di offrire protezione mobile a corto raggio della difesa aerea contro missili da crociera e vari veicoli aerei, compresi quelli senza pilota. Spiccano inoltre il missile anti-nave Harpoon, il sistema di difesa aereo portatile Stinger (che funziona come un missile terra-aria a infrarossi), il missile terra-aria AIM-9 Sidewinder.

Per quanto riguarda i missili costruiti in Taiwan, troviamo l’Hsiung Feng 1 e 2, ovvero due sistemi missilistici anti-nave, l’Hsiung Feng-3, un missile supersonico a medio raggio in grado di eliminare bersagli terrestri e navali, l’Hsiung Feng 2E, un sistema missilistico da crociera terra-superficie con portata di mille chilometri (che può quindi arrivare nei pressi del fiume Yangtze e del Delta del Fiume delle Perle).

Gli ultimi pezzi su cui può contare Taipei sono il Tien Kung 1-3, cioè vari sistemi anti balistici terra-aria e sistemi di difesa antierea e il Tien Chien 1-2, missili terra-aria guidati a infrarossi. Lo Yun Feng, un missile supersonico di attacco terrestre, è invece considerata l’arma più potente di Taiwan. Può trasportare una testata di frammentazione esplosiva e colpire vari obiettivi situati nella Cina interna, tra cui Pechino, Tianjin, Shanghai e la diga delle Tre Gole.

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