I missili balistici intercontinentali nucleari Topol-M, sono la punta di diamante della forza missilistica strategica delle Federazione russa.

La sua produzione è interamente stanziata nei territori della federazione il che fa del Topol-M il primo sistema d’arma di questo tipo ad essere completamente progettato e costruito senza il contributo dell’Ucraina o di altri Paesi dell’ex Unione Sovietica.

Attualmente, viene prodotto dal MIT (Istituto Moscovita di Termotecnica) che si è fatto carico di progettare una versione più aggiornata di questa tecnologia, già testata nel 2014 in un’esercitazione più che riuscita.I Topol-M misurano 22 metri in altezza e 1,9 metri di diametro, sono missili alimentati da combustibile solido, fatto che ne permette una lunga vita operativa in assenza di grandi costi di manutenzione e una prontezza elevatissima, che possiamo quantificare in dieci minuti circa.

I Topol-M sono inoltre estremamente versatili e possono essere lanciati sia da silo sotterranei che da lanciatori ruotati mobili.

Vista la crescente minaccia terroristica e i numerosi scenari aperti in Medioriente ed Ucraina la Russia sta preferendo dismettere le installazioni fisse per favorire quelle mobili più sicure e versatili.

Un missile nucleare di questa portata è sicuramente un grosso obbiettivo per terroristi e antagonisti della politica estera della Federazione, per questo la sicurezza di tale tecnologia è ritenuta prioritaria dal Cremlino.La vera domanda tuttavia rimane senza risposta: a cosa serve un missile balistico intercontinentale con testate nucleari se ormai viviamo in un clima di guerra asimmetrica gestibile con sistemi d’arma più chirurgiche?Il Topol-M è come abbiamo detto una parte della forza missilistica strategica della Russia, proprio il termine strategico permette di dare una risposta alla domanda.

L’apparato militare russo e i suoi partner continuano a percepire le forze nucleari strategiche come un mezzo per colpire un potenziale nemico.

È da diverso tempo però che il pensiero strategico contemporaneo ha abbandonato l’idea prevalente negli anni ’60 e ’70, secondo cui migliaia di testate erano necessarie per infliggere danni inaccettabili alla controparte, annientandola.Eppure le armi strategiche si potrebbero vedere proprio in un’ottica di deterrenza che potrebbero portare altri Paesi a rivedere le loro decisioni in fatto di politica estera o militare non favorevole alla Russia.

Queste armi assumono dunque una connotazione più simile ad un ricatto su scala globale, che per quanto sia diversa la minaccia odierna risulta ancora particolarmente credibile.

Persino gli Stati Uniti che spingono da anni per una sempre maggiore smilitarizzazione nucleare mantengono una loro riserva strategica in caso di minaccia più impellente. Ovviamente così come si sono sviluppati nuovi sistemi missilistici così si sono evoluti anche gli scudi capaci di rendere difficile l’approdo di queste tecnologie sul suolo nazionale.Gli SS-22 ( nome tecnico del Topol)  sono in grado di sfuggire alla difesa antimissile che cerca di neutralizzare le testate dei missili balistici nella loro fase terminale della traiettoria.

Il Topol nella fase di lancio è particolarmente vulnerabile così come nella fase terminale per questo la testata singola ha un sistema capace di liberare dei falsi bersagli per ingannare le difese aeree avversarie.Alcuni missili balistici intercontinentali godono di un sistema definito MIRV, Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles (Veicoli di rientro multipli con obiettivi indipendenti).

In pratica ogni missile ha diverse testate nucleari, ognuna delle quali può colpire un obiettivo separato.

Oltre a renderle particolarmente efficaci in caso di attivazione questo sistema gli consente di essere meno soggetto agli scudi balistici intercontinentali. La Federazione Russa, per garantire la prontezza operativa e la necessaria manutenzione a questi missili colossali, necessita di un programma per le Forze Missilistiche Strategiche allo stato attuale conta circa 200mila uomini o poco meno.

Per diverso tempo si è parlato di smantellare almeno una delle tre divisioni che si occupano dei Topol-M ma allo stato attuale questo ridimensionamento non si è ancora verificato.

È probabile che Mosca aspetti una situazione internazionale più stabile (se può essere ancora possibile) per modernizzare e rimodulare il suo sistema missilistico strategico.

Nel 2009 quello che ha subito una battuta d’arresto è la catena di costruzione dei Topol sostituita dai più moderni RS-24.

Quest’ultimo rappresenta il vero futuro della missilistica strategica della federazione, operativo dal 2010 costituisce ( insieme al Topol-M ) la più aggiornata e temibile arma deterrente dell’arsenale atomico russo.

Il rischio nucleare per quanto sia (forse) scongiurato rimane a livello internazionale un grande protagonista, dalla Russia il Topol-M stenta ad andare in fase di pensionamento rimanendo sempre pronto a garantire l’azione deterrente in ogni situazione ad alto rischio. 

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