Skip to content
Guerra

I MiG-29 polacchi sono l’ultima chance di Kiev

Le forze aree di Kiev hanno una chance di tornare a volare e combattere, per privare i cacciabombardieri di Putin della completa supremazia aerea ottenuta in appena una settimana dallo scoppio del conflitto ucraino, e rallentare ulteriormente l’avanzata russa. “Stiamo...

Le forze aree di Kiev hanno una chance di tornare a volare e combattere, per privare i cacciabombardieri di Putin della completa supremazia aerea ottenuta in appena una settimana dallo scoppio del conflitto ucraino, e rallentare ulteriormente l’avanzata russa.

“Stiamo valutando attivamente la questione degli aerei che la Polonia potrebbe inviare all’Ucraina”, queste le ultime parole del Segretario di Stato americano Antony Blinken, che ha riportato l’attenzione sulla possibilità che la Polonia conceda al governo di Kiev un numero imprecisato – nei giorni scorsi si era parlato di oltre 20 unità – di vecchi caccia da superiorità aerea di 4ª generazione MiG-29. Apparecchi che i piloti e il personale di terra della Forza Aerea Ucraina conoscono bene, essendo abilitati al volo e alla loro manutenzione. Questa ipotesi era stata paventata negli scorsi giorni dal Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

“Stiamo valutando anche come potremmo sostituire gli aerei che la Polonia dovesse inviare”, ha detto ancora il segretario di Stato durante la sua visita in Moldavia. Precisando di non poter “parlare di tempi precisi ma dire che stiamo valutando la cosa in modo molto attivo”. I caccia polacchi ceduti, che rappresentano se quella delle venti/trenta unità fosse una cifra confermata almeno 1/3 della Siły Powietrzne (Forza aerea polacca), verrebbero sostituiti da caccia di fabbricazione americana. Varsavia ha già acquistato una partita di caccia di 5ª generazione F-35, ma in questo caso staremmo parlando, almeno secondo quanto riportato, di caccia multiruolo F-16. Se accordato, resterebbero soltanto “una serie di questioni pratiche impegnative, incluso come gli aerei potrebbero effettivamente essere trasferiti dalla Polonia all’Ucraina”, avrebbe detto al Financial Times un portavoce della Casa Bianca.

I Mig-29 polacchi rappresentano senza dubbio la “migliore soluzione” per rallentare ulteriormente l’invasione voluta da Putin, e per rendere il suo sforzo bellico ancora più costoso in termine di mezzi, e purtroppo anche di vite. Attualmente le Forze Aerospaziali Russe, che pure stanno perdendo cacciabombardieri ed elicotteri abbattuti dai sistemi antiaerei S-200 e dai lanciarazzi spalleggiabili Stinger, hanno ottenuto da almeno 5 giorni la completa supremazia aerea nei cieli dell’Ucraina. Costringendo a terra la totalità dell’esigua componente aerea delle difesa ucraina, che sembra non aver più aerei in grado di volare e combattere. Le restano solo i piloti.


Sostieni il reportage di Fausto Biloslavo in Ucraina con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:
ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DEL GIORNALISMO
BANCO POPOLARE DI LODI
Filiale di Milano, piazza Mercanti 5
IBAN: IT43L0503401633000000004244
CAUSALE: Reportage Ucraina
SOSTIENI IL REPORTAGE


La notizia che Polonia, Slovacchia e Bulgaria stessero pianificando la consegna di consegnare gli aerei di fabbricazione sovietica come MiG-29 e Sukhoi Su-25 aveva riportato un minimo di speranza di fermare i convogli che muovono verso le città in assedio, e che attualmente vengono fermati con i missili anticarro dalla fanteria. Ma le voci erano state presto smentite. Lo stesso portavoce del governo di Varsavia, Piotr Muller, ha dichiarato alla stanca polacca che “Non ci sono aerei militari polacchi in Ucraina”, con l’intento di tranquillizzare chi teme una ritorsione di Mosca, per la fornitura di arma ancora più efficaci dei sistemi d’arma Javelin e NLAW che già pare stiano “transitando clandestinamente” dagli arsenali della Nato alle linee di fronte tenute strenuamente dall’esercito e dai volontari di Kiev, attraverso la stessa Polonia. “Non c’è una decisione” sull’invio di aerei militari alle forze armate ucraine, “ci sono certe aspettative ma soddisfare è altra cosa. Capisco che ci sia l’attesa che qualcuno in Europa prenda questa decisione ma da parte nostra non c’è”, ha concluso il portavoce di Varsavia. Posizione analoga a quella del primo ministro polacco che ha twittato: “La Polonia non manderà i suoi jet all’Ucraina, come pure non consentirà di usare i suoi aeroporti. Stiamo aiutando in molte altre aree”. Ma evidentemente sentendo le parole di Blinken si capisce che qualcosa deve essere mutato nelle decisioni del partner della Nato più vicino al fronte caldo della nuova Guerra Fredda.

Impossibile una No Fly Zone

Nel frattempo il presidente ucraino Zelensky continua a pregare la Nato d’imporre una no fly zone che protegga la popolazione dai bombardamenti russi. Gli attacchi proseguono imperterriti, nonostante le immagini strazianti dei civili in fuga e costretti a vivere negli hub della metropolitana, vengano diffuse dai media di tutto il mondo; come anche le immagini delle città devastate dalle bombe e dai missili tattici a corto raggio. La Nato ha ribadito la totale l’impossibilità di soddisfare la richiesta di Kiev. Poiché garantire una no fly zone sull’Ucraina equivarrebbe ad esporre qualsiasi membro della Nato ad entrare in contrasto con eventuali caccia e elicotteri russi intercettati a violarla. Segnando l’entrata nel conflitto dell’intera Alleanza Atlantica contro la Russia.

Mosca dal suo lato ha già ribadito la sua posizione in merito all’eventuale coinvolgimento della Nato nel conflitto, dichiarando di aspettarsi “buon senso”, dato che non si può escludere il rischio di “incidenti”. Il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov ha più volte detto in queste settimane di altissima tensione e raffreddamento dei rapporti diplomatici che “se dovesse scoppiare una Terza guerra mondiale sarebbe nucleare e devastante”. Il rischio di escalation esiste realmente.

L’ultima chance di Kiev

I Mig-29, per quando più antiquati di alcuni velivoli schierati dalle Forze Aereospaziali Russe, potrebbero rendere molto meno “tranquille” le missioni di bombardamento condotte dai Su-35 Fullback e Su-24 Fencer. Inibendo il comando di Mosca dall’inviarli a bombardare obiettivi strategici, nelle città o ai loro margini, che si trovano in profondità nel territorio ucraino che è ancora il larghissima parte controllato dall’esercito regolare ucraino. Gli stessi caccia forniti dalla Polonia potrebbero inoltre essere impiegati per attaccare, all’occorrenza, i convogli russi che avanzano verso le città. Sebbene sarebbero soggetti ai più che efficaci sistemi antiaerei che la Russia ha già installato nelle aree occupate. Washington ha assicurato che “non c’è nessuna opposizione all’invio di aerei dalla Polonia all’Ucraina”. L’unico problema reale adesso, oltre quello logistico del trasferimento dei caccia dalla Polonia all’Ucraina, e quello dei nuovi caccia americani, dalle basi americane alle forze aeree polacche che sono comunque in stato di massima allerta. È la reazione di Mosca nell’avere contezza del fatto che i propri piloti verranno abbattuti da caccia proveniente della Nato. Sia per una causa giusta o sbagliata, in questi casi entra in gioco il diritto internazionale e la legittimità dell’atto su cui fondiamo i nostri principi più profondi.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.