Nella massa di documenti dell’intelligence Usa sfuggiti alla rete di sicurezza, ve ne sono alcuni che riguardano la presenza in Ucraina di forze speciali Nato sotto copertura. Secondo uno dei “leaks”, che porta la data del 23 marzo, nel territorio ucraino vi sarebbero più di 50 membri delle forze speciali britanniche più altri 40 uomini provenienti da Stati Uniti, Lettonia, Francia e Paesi Bassi. Impossibile conoscere la loro ubicazione, mentre secondo quanto carpito da alcuni organi di informazione, il ruolo ruolo sarebbe soprattutto quello di coordinamento tra la situazione sul campo e i comandi dell’Alleanza Atlantica e dei rispettivi Paesi, anche per fornire un quadro chiaro di cosa accade sul fronte dell’invasione.
Il dubbio in questi casi è d’obbligo: non esistendo una possibilità di verifica, l’unica certezza è data dalla presenza di questi documenti e dalla simultanea raffica di smentite provenienti da Kiev e dalle forze atlantiche. I ministri della Difesa ucraino e spagnolo, in conferenza stampa congiunta a Madrid, hanno chiarito che quelle notizie arrivate dai documenti Usa non rappresentano la verità. “È totalmente falso che ci siano truppe della Nato in Ucraina”, ha detto la ministra iberica, Margarita Robles, cui ha fatto eco l’omologo ucraino Oleksii Reznikov. Il ministero della Difesa britannico, invece, ha chiesto a tutti di evitare di credere ciecamente a quanto presente in questi documenti trapelati, ribadendo l'”alto livello di imprecisione”. “I lettori dovrebbero essere prudenti sul prendere alla lettera affermazioni che hanno il potenziale di diffondere disinformazione” ha detto il portavoce britannico sui canali social.
I precedenti: le rivelazioni del generale britannico
In ogni caso, al netto delle smentite d’obbligo, la fuga di notizie riguardo la presenza di forze speciali Nato in Ucraina ha un peso specifico non secondario. Innanzitutto perché questo non è il primo caso di conferme, attraverso documenti occidentali, della presenza di membri delle truppe d’élite dei Paesi atlantici. Va ricordato, infatti, che a dicembre dell’anno scorso, il generale Robert Magowan, ex vertice dei Royal Marines britannici, confermò alla rivista ufficiale del corpo, Globe and Laurel, che durante le prime fasi dell’aggressione russa erano presenti marines di Londra per missioni ad altissimo rischio “politico e militare” e in un “contesto estremamente delicato”. Magowan parlava di uomini del 45mo Commando giunti da una base in Norvegia per gestire soprattutto la fuga dei funzionari dell’ambasciata del Regno Unito di Kiev e gli spostamenti del personale governativo.
In secondo luogo, bisogna comprendere anche la portata di questo documento nella propaganda russa, dal momento che il presidente Vladimir Putin non ha mai nascosto il fatto di considerare questa guerra come un conflitto ormai contro tutte le potenze Nato. Il documento trafugato fornirebbe in questo senso un’ulteriore prova alle argomentazioni del Cremlino, che potrebbe sfruttarlo per rafforzare la sua posizione anche sul negare l’interlocuzione con Kiev. Non sono certo un centinaio di membri delle forze speciali Nato a cambiare il corso di un conflitto né possono avere un ruolo preponderante nei piani operativi, ma può essere di certo uno strumento per ribadire la correttezza della tesi che sia una guerra dell’Occidente contro la Russia e non più una “operazione militare speciale” di scala regionale tra Mosca e Kiev.
La verità dietro di dossier
Al momento, come detto, è impossibile verificare i documenti, quindi si tratta di capire l’importanza di questa fuga di notizie. Alcuni documenti sono stati già bollati come falsi o parzialmente falsi, utilizzati per disinformare, ma in ogni caso nessuno ha voluto bollare tutti i documenti come tali. Lo stesso ministro ucraino Reznikov ha parlato di “un mix di informazioni vere e false”, mentre all’Adnkronos il deputato ucraino e membro della commissione Affari Esteri, Sviatoslav Yurash, ha detto che “l’intelligence americana non sempre ha avuto ragione”, dando quindi l’idea che i documenti sarebbero autentici ma non veritieri.
Anche da parte russa, al momento, arrivano dichiarazioni ondivaghe, con il viceministro degli Esteri Serghei Ryabkov che ha commentato che “dal momento che gli Stati Uniti sono parte in causa nel conflitto e stanno essenzialmente conducendo una guerra ibrida contro di noi, è possibile che tali tecniche vengano utilizzate per ingannare il loro avversario, la Federazione Russa”. In sostanza, Mosca, almeno pubblicamente, ritiene essa stessa oggetto di disinformazione da parte di Washington, facendo credere che quelli siano i piani del Pentagono e che si trovino in condizioni di difficoltà su alcuni fronti.

