I documenti segreti del Pentagono e i rischi della controffensiva di Kiev

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La fuga di notizie dal Pentagono ha avuto un impatto sul terreno di guerra ucraino. Tuttavia non è stato così significativo come si poteva pensare nell’immediatezza della diffusione dei documenti top secret. Le conseguenze sono maggiormente concentrate sul fronte politico. Kiev pubblicamente continua a sostenere di non vedere cambiamenti nel sostegno Usa, ma all’interno degli edifici governativi è trapelato non poco imbarazzo. La dirigenza ucraina teme infatti una futura diminuzione nel rifornimento di armamenti.

A livello prettamente militare invece, l’impatto potrebbe essere molto limitato. In primo luogo perché nelle carte fuoriuscite da Washington non sono emerse grosse novità. Di molte informazioni ad esempio anche a Mosca ne erano a conoscenza. In secondo luogo, perché tra i file divulgati nessuno si riferisce ai piani operativi ucraini per la futura controffensiva.

Quei piani rimasti segreti

Tra i leak diffusi grazie alle foto pubblicate in rete dalla “talpa” Jack Teixeira, ci sono dati, mappe, schemi, numeri. Tutto materiale sensibile, ma in gran parte già noto nelle cancellerie internazionali. La parte più importante dei documenti condivisi tra Usa e Ucraina è rimasta segreta. Non c’è traccia infatti dei piani operativi di Kiev. Dunque, le future direttrici di attacco contro le postazioni di difesa russe continuano a essere coperte dal silenzio. E questo è, alla luce della fuga dei file top secret, una notizia molto positiva per gli ucraini.

Vuol dire infatti che i generali agli ordini del presidente Zelensky possono continuare a pianificare le loro mosse senza dare al nemico alcun vantaggio. Così come dichiarato dai funzionari ucraini a Politico, dalle prime indiscrezioni della fuga di documenti sono state effettuate solo poche modifiche ai piani in elaborazione. Modifiche però solo di natura strategica, si sono affrettati a chiarire le fonti ucraine a Politico, non invece di natura tattica. Piccoli accorgimenti quindi, non grandi e profonde rivisitazioni.

Il peso delle diffusione di file segreti sulla controffensiva potrebbe essere minimo. Secondo i funzionari di Kiev, questo sarebbe da attribuire a una precisa scelta tattica del proprio governo: evitare di condividere tutti i documenti con Washington. Gli Stati Uniti, hanno assicurato dalla capitale ucraina a Politico, hanno dato consigli tramite i propri esperti militari. L’ultima decisione su come orientare le operazioni sul campo spetta unicamente a Kiev. E quindi molte mappe contenenti i piani tattici definitivi o non vengono girati dall’altra parte dell’oceano oppure vengono condivisi tra pochi funzionari.

Una copia dei documenti trafugati

Quando potrebbe partire la controffensiva

Forse le vere preoccupazioni per i generali ucraini al momento riguardano non la diffusione di notizie, quanto le condizioni climatiche. Il terreno attorno le trincee del Donbass non è ancora asciutto, il fango invade molte strade principali e secondarie, la coda dell’inverno si è fatta sentire sotto forma di gelo e precipitazioni appena poche settimane fa. Difficile in questo contesto far partire gli assalti e mettere in moto i carri armati.

Più probabile che la controffensiva inizi dopo la primavera. Quando lungo le principali direttrici di attacco il sole avrà tolto ogni ricordo della passata stagione. Un’informazione quest’ultima nota anche a livello pubblico. Ne ha fatto diretto riferimento nei giorni scorsi il premier ucraino, Denys Shmyhal. Anche perché occorre più tempo per l’arrivo delle nuove armi girate dai Paesi Nato. E per il relativo addestramento delle truppe. Kiev, nel posticipare di alcune settimane la controffensiva, appare rassicurata anche dalla lentezza dell’avanzata russa a Bakhmut. La città, nonostante i vari proclami della Wagner, non è stata ancora conquistata dalle forze di Mosca. E questo costringe i russi a sguarnire alcuni lati del fronte, per posizionare soldati regolari e milizie attorno il territorio più conteso.

Tank ucraino nei pressi di Bakhmut (Foto: EPA/OLEG PETRASYUK)

L’irritazione di Kiev sui dubbi relativi al sostegno Usa

Come detto però, sostenere che la fuoriuscita di documenti segreti non abbia avuto alcuno strascico è falso. Degli imbarazzi tra Kiev e Washington ci sono stati, specialmente a livello politico. Gli ucraini hanno fatto trapelare una certa irritazione per alcune delle previsioni comparse sui file incriminati. Si parla, in particolare, di una scarsa convinzione di parte del Pentagono sulla riuscita della controffensiva. E, più in generale, sullo scetticismo circa la concreta possibilità dell’Ucraina di recuperare tutti i territori. Con una guerra, in questo contesto, destinata a durare almeno fino al 2024.

Affermazioni del genere, è il timore di Kiev, potrebbero persuadere gli alleati europei dal continuare a dare armi. Non solo, ma anche negli Usa la politica potrebbe virare verso un ridimensionamento del sostegno all’Ucraina. Sempre su Politico, così come su alcuni quotidiani Usa, funzionari vicini a Zelensky hanno minimizzato. Quelle affermazioni contenute sui file, hanno spiegato, non rispecchierebbero il pensiero dell’intero dipartimento alla Difesa. Al contrario, sarebbero dichiarazioni di quella parte del Pentagono da sempre scettica sulle reali possibilità ucraine. Ad ogni modo però, la pubblicazione di quei passaggi ha costretto Washington a lavorare per dipanare imbarazzi reciproci. E per sostenere, ancora una volta, la propria posizione al fianco di Kiev.