Cosa è la guerra ibrida?
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I riflettori della guerra si sono spostati in queste ore su Novaya Tavolzhanka. Una località di poco più di 5mila abitanti, adesso diventata epicentro degli scontri lungo il confine tra Russia e Ucraina. La cittadina si trova al di là della frontiera russa, a pochi chilometri da Sebekino. Qui i combattenti pro Kiev entrati dall’oblast di Kharkiv avrebbero preso alcuni isolati. Con le forze russe che stanno facendo non poca fatica a recuperare il territorio.

A dimostrarlo è stato anche un video, pubblicato domenica su Telegram, dal Corpo dei Volontari russi. Ossia la formazione russa anti Putin tra le più impegnate nelle incursioni oltre confine. Nelle immagini si vede un soldato russo ferito e coperto da una coperta termica. Al suo fianco alcuni miliziani che hanno chiesto, in cambio della liberazione di due soldati russi catturati, un incontro con il governatore dell’oblast di Belgorod, Vyacheslav Gladkov.

https://twitter.com/lettera_mosca/status/1665383475984179202

I combattimenti a Novaya Tavolzhanka

A partire dal pomeriggio di domenica, sui social è stato un susseguirsi di video e immagini che mostravano combattimenti strada per strada. Questa volta però non da una località ucraina, bensì russa. Un segnale chiaro di come una nuova incursione da parte dei miliziani russi anti Putin aveva avuto luogo, sempre nell’oblast di Belgorod. La prima è avvenuta il 22 maggio e ha riguardato l’area di Grajvoron, a sud ovest della città di Belgorod. Altre poi sono state segnalate ma in una zona diversa, quella poco più a sud di Sebekino.

Ed è proprio a metà strada tra il confine ucraino e Sebekino che si trova la piccola comunità di Novaya Tavolzhanka. I combattimenti andati avanti nelle ultime ore avrebbe permesso ai miliziani pro Kiev di avanzare di pochi chilometri. Le autorità locali hanno invitato i cittadini a evacuare la zona, fonti russe hanno parlato di almeno 4mila persone già messe al riparo in aree più sicure dell’oblast di Belgorod.

Novaya Tavolzhanka si è così trasformata in una città fantasma, in preda ai combattimenti in diversi quartieri del suo centro urbano. L’avanzata risulta al momento contenuta, ma significativa: è da qui, secondo diversi testimoni che hanno messo in rete altri video nelle ultime ore, che ucraini o miliziani vicini a Kiev avrebbero lanciato una serie di colpi di artiglieria verso Sebekino. La città, capoluogo di distretto e una delle più importanti dell’oblast di Belgorod, adesso si troverebbe a non più di 10 km dal fronte.

La situazione al momento si presenta confusa: i russi stanno provando ad attaccare i miliziani filo ucraini, ma parte di Novaya Tavolzhanka si troverebbe ancora fuori dal controllo delle forze di Mosca. Poco più a nord, a Sebekino si lamentano danni importanti a seguito dei raid mentre il governatore dell’oblast di Belgorod ha denunciato un incendio causato da un drone ucraino in un impianto energetico non lontano dal capoluogo.

Prigionieri russi consegnati nelle mani di Kiev

E che a Novaya Tavolzhanka la situazione sia ancora complicata per i russi lo ha dimostrato il video con i prigionieri russi. I miliziani pro Kiev, in cambio della liberazione dei soldati di Mosca, hanno chiesto un incontro con il governatore Gladkov all’interno della chiesa del paese conteso. “Lasceremo andare due soldati russi nelle nostre mani – hanno dichiarato i miliziani – in cambio di un paio di minuti di comunicazione pubblica nella chiesa di Novaya Tavolzhanka”.

In un primo momento Gladkov aveva accettato l’incontro. “Molto probabilmente hanno ucciso i soldati, per quanto sia difficile per me dirlo – ha dichiarato il governatore – Ma se sono vivi, sono pronto a incontrare i sabotatori ucraini al checkpoint di Sebekino”. L’incontro però non ha mai avuto luogo. Nella tarda serata di domenica, sono stati gli stessi combattenti filo ucraini ad annunciare l’esito negativo delle trattative. “Sembra inutile parlare con loro, sono dei codardi”, si legge in un messaggio Telegram dei miliziani. Nello stesso messaggio, è stata annunciata la consegna dei prigionieri russi nelle mani degli ucraini.

Ceceni e mercenari Wagner pronti a partire per Belgorod

Le incursioni ucraine a Belgorod potrebbero rappresentare un diversivo volto a costringere i russi a inviare rinforzi nella regione, distraendo uomini e mezzi dalle zone di Donetsk e Zaporizhzhia dove le forze di Kiev hanno lanciato una prima controffensiva proprio nella giornata di domenica. Diverse voci dalla Russia però hanno fatto percepire una certa preoccupazione. I contractor della Wagner, la compagnia privata di Prigozhin recentemente impegnata a Bakhmut, hanno fatto sapere di essere pronti a dirigersi verso Belgorod e guidare il contrattacco contro le milizie pro Kiev.

Nelle ultime ore è intervenuto anche il presidente della Cecenia, Ramzan Kadyrov. “Sto osservando la situazione e sono preoccupato – ha scritto il leader ceceno sul proprio canale Telegram –. Le unità cecene sono pronte a combattere i sabotatori, i paramilitari russi dissidenti, nella regione di Belgorod. Per eliminare miliziani sul territorio russo senza danneggiare i civili e le infrastrutture, è necessaria non solo l’esperienza militare, ma anche quella antiterrorismo e in passato abbiamo già agito per ripulire la Cecenia dai banditi”.

Il segnale di preoccupazione lanciato dalla Wagner e da Kadyrov è stato colto anche da Kiev. “Con aerei e missili e sotto la guida di due idioti (con riferimento al ministro della Difesa russo Shoigu e al capo di stato maggiore dell’esercito Gerasimov), l’esercito russo non è in grado di tenere testa ai volontari pro Ucraina”, ha dichiarato il consigliere del ministero dell’Interno ucraino, Anton Gerashchenko.

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